Travel Photo and Trek

Travel Photo and Trek Blog di viaggi, fotografia e trekking.

Israele, Giorno 3. Gerusalemme.Passeggiare per Gerusalemme vuol dire camminare nella storia, è cercare di comprendere co...
05/05/2019

Israele, Giorno 3. Gerusalemme.
Passeggiare per Gerusalemme vuol dire camminare nella storia, è cercare di comprendere come un luogo può trasformarsi a seconda della cultura che hai alle spalle, è trovarsi volente o nolente a cambiare costantemente la propria prospettiva, ed è lasciarsi andare ad un viaggio spirituale e di scoperta. Parto dalla Torre di David, attraverso tutta la città vecchia e risalgo verso la Ca****la dell’Ascensione sul Monte degli Ulivi, con il suo splendido panorama illuminato dall’oro della Cupola della Roccia. È venerdì e mentre cerco di rientrare dalla Porta dei Leoni vengo travolta dalla marea di fedeli che stanno uscendo dalla moschea dopo le celebrazioni, tutti noi turisti ci fermiamo per lasciar passare la folla che festosa si accalca attorno alle bancarelle di pane e dolciumi (buonissimi)... ma è venerdì e sta iniziando anche lo Shabbat, quindi prima che chiuda tutto vado nel quartiere armeno. Qui i canti nella Chieda di San Giacomo mi accompagnano fino alla Tomba di Re David, al Cenacolo e Abbazia della Dormizione dove, secondo la tradizione, morì la Vergine Maria.
Quando esco dalle mura tutta la città è sprofondata in un silenzio surreale...
Shalom 🇮🇱

Israele, Giorno 2. Gerusalemme.Arrivare da Tel Aviv a Gerusalemme è semplicissimo, solo un’oretta di bus è una passeggia...
03/05/2019

Israele, Giorno 2. Gerusalemme.
Arrivare da Tel Aviv a Gerusalemme è semplicissimo, solo un’oretta di bus è una passeggiata dalla stazione e sono in centro, a due passi dalla Jaffa Gate, che porta dentro le mura. La città vecchia è ricca di culture diverse e si divide in quattro parti: il quartiere armeno, quello ebraico, il musulmano e la zona cristiana, e io inizio la mia camminata proprio qui. Dopo essermi orientata tra vicoli e negozietti (sembra tutto un grande souk ) sbuco davanti alla Basilica del Santo Sepolcro, c’è una coda lunghissima sulla destra dove una scaletta porta alla Ca****la del Calvario, l’undicesima stazione della Via Dolorosa, dove un altare sormonta la roccia del Calvario che i fedeli in fila aspettano di toccare. Decido di saltare la seconda lunga fila per il Santo Sepolcro, ci riproverò domani, ed esco a riprendere fiato: la Basilica è sicuramente un luogo mistico ma è gremita. Percorro all’inverso la Via Crucis, incrocio pellegrini e turisti di ogni tipo, dal corteo che porta una croce quasi a grandezza naturale, a chi canta, a chi semplicemente bacia e tocca ogni piccola pietra o simbolo. Sto quasi per arrivare alla Lion Gate ma sono un po’ stanca e una delle cose che voglio vedere oggi è sicuramente il Western Wall, quello che non chiamiamo Muro del Pianto. Arrivo nella grande piazza antistante, e ci sono così tanti militari che per un attimo mi spavento... in realtà è un vero e proprio raduno, e ci sarà solo oggi, mi dicono ( non i soldati, a loro non ho chiesto nulla, per via dei mitra...). Mi avvicino all’imponente muro dalla parte dedicata alle donne, pregano dondolando e appoggiandoci le mani e la testa, e inseriscono piccoli foglietti di preghiere nelle piccole fessure tra i mattoni. Domani voglio tornarci, ora girello un po’ tra i negozi e torno verso l’albergo, dicono che ci sia un ristorantino lì vicino dove c’è un hummus delizioso, vediamo se è all’altezza del mio! 😂
Shalom 🇮🇱

Israele, Giorno 1. Tel Aviv.Sono arrivata ieri pomeriggio a Tel Aviv e mi ha accolta la ragazza dell’ostello ricordandom...
02/05/2019

Israele, Giorno 1. Tel Aviv.
Sono arrivata ieri pomeriggio a Tel Aviv e mi ha accolta la ragazza dell’ostello ricordandomi che tutto sarebbe stato chiuso dalle sette di sera alle dieci della mattina dopo. Ma non è venerdì! Stavo per ribattere, quando mi è caduto l’occhio sul cartello appeso li’ vicino: non è lo Shabbat, ma la commemorazione dell’olocausto. Faccio giusto in tempo a passare al market li’ a fianco prima che la serranda si abbassi. Torno in ostello e decido insieme a una delle mie compagne di stanza di andare sul rooftop per il workshop di cucina: ci insegneranno a fare l’hummus perfetto (che poi mangeremo 😬). Siamo un bel gruppo, chi dall’Austria, chi dalla Germania, una coppia di spagnoli, Dyana che è di Amsterdam e così via: ci diamo da fare a sminuzzare, tagliare, frullare mentre nel forno si sta scaldando la pita... gnam!
Dal lungomare sale un vento forte, ma non accenna a portarsi via il caldo estivo, chissà come dormiremo in sei in quella stanzetta 🤪
Shalom 🇮🇱

Everest Base Camp Trek. Giorno 10.Da Pangboche (3985mt) a Namche Bazar (3440mt).Ci svegliamo con un'abbondante colazione...
06/04/2019

Everest Base Camp Trek. Giorno 10.
Da Pangboche (3985mt) a Namche Bazar (3440mt).
Ci svegliamo con un'abbondante colazione a base di pancake - di uova fritte non ne possiamo proprio più! Yadab oggi ci consiglia, per arrivare a Namche Bazar, di prendere la strada a sinistra senza ripassare da Tengboche, molto più sfidante in termini di disivelli ma sicuramente più suggestiva. La giornata è splendente e il cielo azzurro ci permette di immortalare per l'ultima volta l'Everest. Dopo una lunghissima salita che dura tutta l'ultima ora prima di pranzo, arriviamo però in un luogo magico: Mong La, che dai suoi quasi 4000 metri permette una vista stupenda su tutta la vallata e le montagne circostanti. Il gioco vale dunque la fatica, e dopo esserci rifocillati con uno degli ultimi piatti di noodles siamo felici di poter scendere verso Namche Bazar che ci aspetta con la sua bakery e la fetta di torta che ci stiamo sognando da un po' 😋. Vedere la città assolata e senza neanche una chiazza di neve ci fa assaporare la primavera che sta diventando sempre più piena. Chissà se domani vedremo lungo l'ultima tappa i boccioli sugli alberi finalmente fioriti?
Namaste ❤

Everest Base Camp Trek. Giorno 9.Da Gorakshep (5190mt) a Pangboche (3985mt) passando per il Kala Patthar (5mila6centoequ...
04/04/2019

Everest Base Camp Trek. Giorno 9.
Da Gorakshep (5190mt) a Pangboche (3985mt) passando per il Kala Patthar (5mila6centoequalcosa).
Uno pensa che arrivare al Campo Base Everest sia una sfida sufficiente, giusto? Ma poi in realtà scopri che manca ancora una 'cosina', ovvero salire dal lodge congelato alle cinque di mattina verso la cima del Kala Patthar per vedere l'alba che colora l'Everest. Piccolo dettaglio: il suddetto Kala Patthar sta più in alto del campo base del giorno prima, e combattere passo dopo passo con il freddo pungente, con le gambe sempre più pesanti e il respiro che cattura meno ossigeno a ogni sforzo non è una passeggiata. Arriviamo molto in alto, l'Everest con il suo pennacchio di nubi dorate intorno è speciale, ma poi cedo alla fatica e torno indietro... al lodge con il fiato rimasto cerco di gonfiare i palloncini che ho portato per il compleanno di Ste, ma devono essere difettosi perché non ottengo nessun effetto.
Partiamo per la nostra lunga traversata di rientro, che ci porterà oggi a Pangboche, ancora più giù rispetto alle previsioni: Yadab cerca una linea telefonica per cercare di raggiungere gli irlandesi che sono dovuti scappare subito dopo il Campo Base ieri a causa di una malattia nella famiglia di Chris, li abbiamo visti sparire tra la neve che incominciava a scendere copiosa...
Attraversiamo il letto del fiume che ora è quasi secco, ci fermiamo per un pranzo veloce e arriviamo a destinazione stanchissimi ma perfino in anticipo rispetto ai piani.
La sera al lodge ad un certo punto si spengono le luci: entra yadab con un pancake gigante mentre tutti cantiamo 'Happy Birthday' a Stefano, anche i palloncini si riescono a gonfiare come per magia. Allora non erano rotti! ... beh provateci voi a gonfiare un palloncino a 5000 metri dopo aver salito il Kala Patthar 😂
Namaste ❤

E finalmente: CAMPO BASE EVEREST! 🇳🇵Siamo arrivati a 5365 metri, con il 50% di ossigeno nell'aria, con le nostre gambe, ...
02/04/2019

E finalmente: CAMPO BASE EVEREST! 🇳🇵
Siamo arrivati a 5365 metri, con il 50% di ossigeno nell'aria, con le nostre gambe, un passo dopo l'altro. Ringraziamo la nostra superguida Yadab Itani 🔝
Ora festeggiamo con ginger lemon honey!

P.s. questo è Giorno 8 del nostro Everest Base Camp Trek, tappa da Lobuche (5050mt) al Campo Base Everest... ci perdonerete se scriveremo la descrizione al ritorno nel blog. Ora meritato riposo.

A domani!
Namaste ❤

Everest Base Camp Trek. Giorno 7.Da Dingboche (4410mt) a Lobuche (5050mt).Un po' provati dalla salita di ieri, ma senza ...
31/03/2019

Everest Base Camp Trek. Giorno 7.
Da Dingboche (4410mt) a Lobuche (5050mt).
Un po' provati dalla salita di ieri, ma senza nemmeno un filo di mal di testa per l'altitudine, ci carichiamo lo zaino sulle spalle e, speranzosi che il peggio sia passato risaliamo la collina dietro il 'Good Luck'. Questa volta giriamo a destra e ci ritroviamo con nostra grande sorpresa in un vasto pianale che risale dolcemente verso Tukla: dall'alto vediamo il fiume che nasce dal ghiacciaio del Khumbu che mano a mano si avvicina. Siamo davvero moltissimi, e tra trekker e yak a volte dobbiamo cedere il passo (per fortuna!) e fermarci per riprendere fiato. Quando incrociamo il fiume lo troviamo completamente ghiacciato e l'attraversamento si rivela piuttosto semplice,i colori sono incredibili. Ci rifocilliamo con una pizza nepalese veg and cheese accumulando energie per la salita che ci si para davanti: un ammasso di rocce scure tra cui già vediamo gli zaini e le cose più disparate in spalla ai portatori muoversi a zig zag fino alla cima. Quando attraversiamo le bandierine colorate ci ritroviamo nel famoso mausoleo dedicato a chi ha perso la vita scalando l'Everest: ci sono Scott Fischer e Robert Hall (quelli del film Everest, per intenderci) e tantissimi altri alpinisti, ma non solo, ci sono anche molti che persero la vita nel terremoto che colpì il Campo Base pochi anni fa. Raggiungiamo dopo un'oretta di cammino Lobuche e troviamo conforto nella bakery più alta del mondo, poi ci mettiamo in sala comune a scaldarci intorno alla stufa: guardando verso il muro un cartello ci avvisa di tutti i sintomi del mal di montagna, e che l'ossigeno qua è al 63 percento... dite che riusciremo a dormire? Domani è il gran giorno!
Namaste ❤

Everest Base Camp Trek. Giorno 6.Dingboche, giornata di acclimatamento.E noi che ci aspettavamo una giornata più leggera...
31/03/2019

Everest Base Camp Trek. Giorno 6.
Dingboche, giornata di acclimatamento.
E noi che ci aspettavamo una giornata più leggera delle altre: poco peso nello zaino e una vetta che pareva abbastanza vicina. Certo, sempre a 5000mt., forse questo doveva dirci qualcosa... ma partiamo dall'inizio. La prima parte della salita è la stessa di ieri, e pare inarrivabile una bandierina che sventola là in alto contro il cielo. Continuiamo a salire, tra qualche mal di testa e le gambe che si fanno sempre più pesanti. Facciamo numerose soste anche perché il povero Chris -uno dei due aitanti irlandesi- è piegato in due dal mal di stomaco. Saliamo e saliamo, arriviamo anche alla bandierina, che altro non è che una collinetta dietro il lodge 'Good Luck' (e oggi ne abbiamo proprio bisogno!) Che nasconde la vetta moooolto più in alto. A un certo punto credo di non farcela ma Stefano con il suo buonumore e aspettandomi qua e là per bere un sorso d'acqua, mi sprona a proseguire, anche dove i salti tra una roccia e l'altra mi sembrano delle voragini. E ce la facciamo! Siamo a 5000mt, più alti del Monte Bianco, e felici per l'impresa.
P.s.: dormiamo tutto il pomeriggio per riprenderci, e ora taaaanto lemon ginger honey per noi ;)
Namaste ❤

Everest Base Camp. Giorno 5.Da Tengboche (3870mt) a Dingboche (4410mt)Stefano si sveglia all'alba: dalla finestrella del...
29/03/2019

Everest Base Camp. Giorno 5.
Da Tengboche (3870mt) a Dingboche (4410mt)
Stefano si sveglia all'alba: dalla finestrella della piccola stanza ghiacciata del nostro lodge c'è un'alba stupenda che illumina via via l'Ama Dablam e tutta la catena himalayana, e lui non vuole perdersi neanche uno scatto. Ehi, ma cos'è quella cima con sopra un pennacchio di nubi nascosta là dietro? Yadab ci tira le orecchie: ma è l'Everest!
Oggi è l'ultimo giorno che potremo dargli un saluto, poi lo perderemo di vista per un po'.
Il primo tratto di discesa ci porta in una bella foresta, e anche questa è l'ultima che vedremo fino al ritorno, perché gli alberi cedono il posto agli arbusti via via sempre più radi. Anche gli zop-kyo vengono sostituiti dagli yak: le loro pellicce sono foltissime e le corna ancora più arcuate... eppure loro sembrano gli esseri più mansueti del mondo.
La strada prosegue tra molti saliscendi, con un percorso ancora una volta panoramico, reincontrando il Milky River: impossibile descrivere l'emozione di vedere a un passo da noi questi giganti bianchi di cui finora avevamo letto solo sui libri dei più grandi alpinisti. Arriviamo a Dingboche dopo un lauto pranzo a base di Dal Bat, ma la giornata non è finita. Ancora una volta per favorire l'acclimatamento saliamo una collina dietro il lodge per toccare i 4600mt.
Yadab ci mostra la cima dove vorrebbe portarci domani, sembra un puntino, è solo a qualche centinaio di metri di dislivello da noi. Ce la faremo?
Namaste ❤

Everest Base Camp Trek. Giorno 4.Da Namche Bazar (3440mt.) a Tengboche (3875mt).Stamattina il sole splende alto e il cie...
27/03/2019

Everest Base Camp Trek. Giorno 4.
Da Namche Bazar (3440mt.) a Tengboche (3875mt).
Stamattina il sole splende alto e il cielo su Namche Bazar è di un azzurro che accende le montagne. Bel contrasto con le strade che sono lastricate di ghiaccio e neve dopo la notte! Procediamo lentamente, in fila indiana, siamo tantissimi trekker colorati quanto le badierine che ci svolazzano accanto. Saliamo in quota e il sentiero diventa uno dei più panoramici finora, ci compare davanti l'Everest, con poco più in là la sagoma inconfondibile dell'Ama Dablam che accoglie il nostro sguardo con il suo abbraccio. Ci fermiamo spesso, oltre che per fare foto e riprendere fiato anche per lasciare qualcosa al vecchio volontario che da anni si occupa della route al campo base... che personaggio. Arriviamo al punto più alto e iniziamo a scendere, a scendere, a scendere: 'bello', penserete voi! 'E quanto dovremo salire dopo?' dico invece io. Il ponte tibetano dove attraverseremo il fiume è a 3300mt, ci fermiamo a pranzo proprio lì di fronte e non rinunciamo alla nostra droga: lemon ginger honey 😋.
Risaliamo fino a qui a Tengboche, un luogo pieno di spiritualità, con il suo grande monastero e poco altro. Decidiamo di salire sopra i 4000 mt per acclimatarci meglio fino al memoriale poco sopra. Ora due belle fette di torta al piccolo cafè del paese e dritti a letto.
Namaste ❤

P.s. : da domani forse niente connessione, speriamo di risentirci presto 🤞

Everest Base Camp Trek. Giorno 3.Namche Bazar e dintorni, tappa di acclimatamento.Ci svegliamo e Namche Bazar è ricopert...
26/03/2019

Everest Base Camp Trek. Giorno 3.
Namche Bazar e dintorni, tappa di acclimatamento.
Ci svegliamo e Namche Bazar è ricoperta da un manto bianco, che continua a crescere... sembra non smettere di nevicare. Fortunatamente la giornata di oggi serve per farci adattare all'altitudine, in effetti nel giro di due giorni siamo passati dai 1600 mt di Kathmandu ai 3440 di qui, e per alcuni di noi i disturbi iniziano a farsi sentire. Quindi Yadab ci consiglia di aspettare che finisca di nevicare, tanto non c'è fretta. Usciamo alle nove con un cielo quasi aperto e prendiamo una delle tante scalinate che portano verso le 'colline' intorno alla città. Il panorama delle case con i tetti imbiancati sembra un piccolo presepio, e ci fa compagnia fino all'arrivo al monastero tibetano, dove ci accoglie uno dei monaci. Noi, scalzi, entriamo nella piccola sala colorata, e ci guardiamo intorno meravigliati: siamo davvero dall'altra parte del mondo! Proseguiamo fino all'Everest Museum, dove ci aspetta la statua di Norgay, che innalza la sua picozza davanti all' Everest. Noi non riusciamo a vederlo per via delle nubi, ma siamo certi che sia proprio lì ad aspettarci. Decidiamo di salire un altro po' per acclimatarci al meglio, e un passo (faticoso e lento) dopo l'altro, raggiungiamo i 3750 mt, un centinaio in meno di domani.
Scendiamo svelti per il nostro pranzo e per il resto della giornata riprendiamo le energie. Ce la stiamo mettendo tutta!
Namaste ❤

Everest Base Camp Trek. Giorno 2. Da Phakding(2610mt) a Namche Bazar (3440mt).Dalla finestrella della piccola stanzetta ...
25/03/2019

Everest Base Camp Trek. Giorno 2.
Da Phakding(2610mt) a Namche Bazar (3440mt).
Dalla finestrella della piccola stanzetta del nostro lodge stamattina si vedono nitidamente, con intorno un cielo azzurro, le montagne! Attenti però: qui in Nepal sotto i 5000 metri puoi chiamarle solo collinette, e noi dobbiamo aspettare la nostra prima ora di trek per incrociare alla vista, tra un ponte tibetano traballante e l'altro, la montagna sacra. Con così tante vette da raggiungere sembra strano che ce ne sia una interdetta agli alpinisti! Attraversiamo il 'milky' river più volte, aspettando quando gli Zop-kyo si impossessano dei ponti o spostandoci di lato facendo attenzione a non cadere quando i muli carichi di pacchi o di bombole si inerpicano con noi su per i sentieri. La via è fatta di scale e scalini di pietra, ma la prima parte attraversa alcuni villaggi graziosi dove ci godiamo già alle undici il nostro pranzo a base di pizza nepalese (!). Yadab dice che siamo veloci ma, mentre Stefano sale spedito con gli aitanti ragazzotti, io arranco più lentamente con i metri di altitudine che si fanno sentire. Namche Bazar, il nostro punto d'arrivo, è immersa nelle nuvole: ci godiamo una passeggiata nel centro della capitale degli sherpa solo per rifugiarci poco dopo in una delle tante bakery... non sarà una metropoli ma i locali pieni di trekker sono pieni di comfort. Ci scaldiamo con un ginger tea with honey e una cioccolata, e confidiamo di vederla meglio domani con il sole!
Namaste ❤

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