07/03/2024
Ecco quanto scrive Luigi Pirandello, che certamente borbonico non era e in un periodo "italianissimo" a proposito della falsa unità nel Romanzo "I vecchi e i giovani" edito nel 1909 nella Rassegna Contemporanea :
“E qual rovinio era sopravvenuto in Sicilia di tutte le illusioni, di tutta la fervida fede, con cui s’ era accesa la rivolta !
Povera isola, trattata come terra di conquista ! Poveri isolani, trattati come barbari che bisognava incivilire !
Ed eran calati i continentali a incivilirli :
Calate le soldatesce nuove, quella colonna infame comandata da un rinnegato,
l’ ungherese Colonnello Eberhardt, venuto per la prima volta in Sicilia con Garibaldi e poi tra i fucilatori di Lui ad Aspromonte,
e quell’ altro tenentino savoiardo Dupuy, l’incendiatore; calati tutti gli scarti della burocrazia; e liti e duelli e scene selvagge, e la Prefettura del Medici, e i Tribunali Militari, e i furti, e gli assassinii, le grassazioni, orditi ed eseguiti dalla nuova Polizia in nome del Real Governo; e falsificazioni e sottrazioni di documenti e processi politici ignomignosi : tutto il primo governo della Destra Parlamentare !
E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch’ essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia; e usurpazioni e truffe e concussioni e favori scandalosi e scandaloso sperpero del denaro pubblico. Ecco ancora : In Sicilia, a differenza di altre zone occupate dai Piemontesi con la spedizione garibaldina, vi fu in effetti una partecipazione corale del popolo unito, dato che i Borbone avevano commesso l’errore di esautorare l’antico Parlamento locale e accentrare il potere a Napoli.
Ma ben presto subentrò anche lì, un grande senso di delusione, e i siciliani capirono di essere trattati come una colonia da derubare con la scusa della “civilizzazione” e dell’ educazione forzata al concetto di “italianità”.
In foto : Scorribande garibaldine a Palermo