03/01/2017
"[...] Ci sono due categorie di racconti. Quelli che parlano dell'invisibile e dell'occulto, e quelli che espongono e propongono ciò che è manifesto. Nel senso fisico e tutto mio dei termini, la prima è la categoria dell'introversione, la seconda quella dell'estroversione. Quale delle due mi pare più adeguata, più efficace rispetto a quel che succede oggi nel mondo? Direi la prima. Perché le sue storie restano inconcluse. Perché richiedono condivisione. Perché in questo tipo di narrazione un corpo rimanda tanto a un insieme di persone quanto a un individuo. Perché qui il mistero non è qualcosa da risolvere, ma da trasportare. Perché, anche se trattano di una violenza improvvisa, di perdita o collera, sono presbiti. E, soprattutto, perché i loro protagonisti non sono interpreti, bensì superstiti. [...]"
John Berger, Il taccuino di Bento
Aveva vinto il Booker Prize e conquistato la Bbc parlando di n**o e pitturaI ritratti dei grandi per «la Lettura» del Corriere, di cui era stato collaboratore:Monet - Turner - Velázquez - Piero della Francesca - Degas - CézannePoeta, pittore, saggista ma soprattutto critico. La biografia di Stefano…