Varese e dintorni

Varese e dintorni Questa pagina intende diffonderne le bellezze.

L'Insubria è una regione storica con cui viene designato il territorio abitato ab antiquo dagli Insubri, popolazione che si stanziò in epoca protostorica nella regione compresa fra il po e i laghi alpini.

La vecchia ferrovia costiera tra Genova e La Spezia correva spesso a pochi metri dal mare, seguendo il profilo della cos...
06/09/2026

La vecchia ferrovia costiera tra Genova e La Spezia correva spesso a pochi metri dal mare, seguendo il profilo della costa tra gallerie e scogliere.

Il primo treno passò da Moneglia il 24 ottobre 1874: un evento rivoluzionario, che contribuì a rompere il secolare isolamento di questi borghi, fino ad allora collegati soprattutto via mare o tramite mulattiere.

Nel 1932 questo tratto venne sostituito da una linea più interna, perché il vecchio tracciato a binario unico era troppo esposto all’erosione del mare.

Oggi tra Levanto, Bonassola e Framura parte della vecchia sede ferroviaria è diventata una splendida pista ciclopedonale

Tra Framura e Moneglia, invece, molti tratti sono abbandonati, interrotti o franati.

Un pezzo di storia ligure ancora visibile tra roccia e mare.

L'Ossario di Leuk (Canton Vallese/Svizzera)Nel piccolo e pittoresco borgo di Leuk, nel Canton Vallese, si trova questo s...
02/08/2026

L'Ossario di Leuk (Canton Vallese/Svizzera)

Nel piccolo e pittoresco borgo di Leuk, nel Canton Vallese, si trova questo suggestivo ossario.

In passato, quando lo spazio per le sepolture si esauriva, le ossa dei defunti venivano raccolte nell'ossario per fare posto a nuove tombe.

Cristo crocifisso, al centro dell'ossario, verso il quale sono rivolti i teschi, come simbolo della speranza nella risurrezione.

I dipinti dell'ossario rappresentano soprattutto la Danza Macabra (Totentanz), un tema molto diffuso tra il XV e il XVII secolo.

Lo scopo era ricordare ai fedeli che la morte accomuna tutti, senza distinzione di età, ricchezza o posizione sociale.

Si vedono infatti La Morte (lo scheletro) che conduce con sé persone di ogni ceto sociale: nobili, religiosi, contadini, mercanti e bambini.

Un mio collega, grande conoscitore e assiduo frequentatore della Valgrande, mi ha fatto questo bellissimo regalo. Nel co...
18/07/2026

Un mio collega, grande conoscitore e assiduo frequentatore della Valgrande, mi ha fatto questo bellissimo regalo. Nel corso delle sue escursioni ha avuto più volte l’occasione di incontrare “il Gianfry”, il celebre eremita della Valgrande.

Queste immagini furono scattate all’Alpe Vald di Sopra nel 2007. Anche il video è una vera rarità: una preziosa testimonianza di una figura ormai leggendaria.

https://youtu.be/BGapOwWsOZg?is=DRoMv7y6cwg-lu3e

Massi incisi all'Alpe Cortetti (Curiglia/VA)Qui siamo all'Alpe Cortetti, sopra Curiglia.Non sono riuscito a trovare il m...
12/07/2026

Massi incisi all'Alpe Cortetti (Curiglia/VA)

Qui siamo all'Alpe Cortetti, sopra Curiglia.

Non sono riuscito a trovare il masso che avevo visto su Internet, ma in compenso mi sono imbattuto in una lastra con incisioni molto simili a quelle presenti all'Alpe Corte e a Piero.

Scendendo nel bosco ho poi scoperto un'altra interessante incisione cruciforme.

Lungo il sentiero che conduce a Viasco, si trova un masso sul quale è incisa una croce sul Calvario, probabilmente risalente al Medioevo.
Questi segni sono probabilmente una testimonianza della cristianizzazione dei luoghi montani. Le croci venivano incise da pellegrini, viandanti o pastori come simbolo di protezione, per allontanare il male o per consacrare antichi luoghi di culto pagani alla fede cristiana.

Ex Idroscalo Sant’Anna (Sesto Calende)L’ex Idroscalo Sant’Anna, oggi Parco Europa, si trova sulla sponda orientale del L...
05/07/2026

Ex Idroscalo Sant’Anna (Sesto Calende)

L’ex Idroscalo Sant’Anna, oggi Parco Europa, si trova sulla sponda orientale del Lago Maggiore, nel rione di Sant’Anna, tra Lisanza e Sesto Calende. È un importante luogo della memoria collettiva, testimonianza di un periodo in cui Sesto Calende ebbe un ruolo centrale nello sviluppo dell’aeronautica italiana e internazionale.

Nel 1915 venne fondata a Sesto Calende la Società Idrovolanti Alta Italia, la SIAI, destinata in seguito a diventare la celebre SIAI-Marchetti. L’idroscalo di Sant’Anna divenne il luogo in cui gli idrovolanti venivano costruiti, collaudati e messi in acqua. Negli anni Venti e Trenta fu uno dei principali centri dell’aviazione italiana: da qui passarono numerosi velivoli progettati da Alessandro Marchetti, protagonista della storia aeronautica del Novecento.

Durante la Seconda guerra mondiale l’area assunse un ruolo militare e fu colpita dai bombardamenti. Dopo il conflitto rimase a lungo in stato di abbandono, fino al recupero avviato dal Comune nei primi anni Duemila, che trasformò il sito nell’attuale Parco Europa.

Ancora oggi il parco conserva alcune importanti testimonianze storiche: il grande arco d’ingresso, sul quale spicca l’aquila della Regia Aeronautica restaurata con anche una delle due garitte sopravvissute alla guerra e al tempo; un bunker antiaereo; la torre dell’acquedotto e la palazzina degli ufficiali, ormai in parte avvolte dalla vegetazione rampicante.

Sulla riva del lago, poco visibili dal resto del parco, si trovano infine i resti del pontile di alaggio e attracco degli idrovolanti.

Masso inciso Spiaggia San Carlo Ispra (VA)Qualche giorno fa, per abbassare un po' la temperatura corporea, siamo andati ...
28/06/2026

Masso inciso Spiaggia San Carlo Ispra (VA)

Qualche giorno fa, per abbassare un po' la temperatura corporea, siamo andati alla spiaggetta di San Carlo (mi pare si chiami così), a Ispra.

Mentre camminavo avanti e indietro lungo la riva, mi è caduto l'occhio su un masso, per metà sommerso e per metà fuori dall'acqua. Si trova a circa un metro dalla riva del lago e, probabilmente, viene sommerso completamente solo quando il livello delle acque è eccezionalmente alto.

Sulla sua superficie superiore sono presenti una decina di cavità.

Questo è uno di quei casi in cui l'origine delle cavità mi lascia parecchi dubbi: sono il risultato dell'erosione naturale o dell'intervento dell'uomo?

Le rocce circostanti, apparentemente dello stesso tipo litologico, non mostrano cavità simili. Faccio fatica a credere che si tratti di tafoni: queste cavità mi sembrano troppo regolari e troppo profonde.

Naturalmente, anche se fossero di origine antropica, questo non significherebbe necessariamente che siano antiche (> 2000 anni): potrebbero essere state realizzate anche in epoche relativamente recenti.

Insomma... questi sono i grandi dubbi della vita.

Voi cosa ne pensate?

Il Masso Inciso del Lido di Bodio Lomnago (VA)Sul lato della strada che conduce al porto di Bodio Lomnago, all’interno d...
21/06/2026

Il Masso Inciso del Lido di Bodio Lomnago (VA)

Sul lato della strada che conduce al porto di Bodio Lomnago, all’interno di una proprietà privata, si trova un masso di medie dimensioni.

Sulla sua superficie è visibile un’incisione circolare, interpretata da alcuni come un possibile disco o simbolo solare.

La posizione di questo masso inciso lascia pensare che la sua presenza non sia casuale.

Bodio Lomnago, infatti, ospita uno dei più importanti siti palafitticoli della Lombardia: la Palafitta di Bodio Centrale, frequentata dal Neolitico fino all’Età del Bronzo e oggi parte del patrimonio UNESCO delle palafitte preistoriche dell’arco alpino.

Come spesso accade per questo tipo di testimonianze, anche in questo caso non esiste una datazione certa. I simboli circolari sono diffusi in molte aree alpine e prealpine e vengono generalmente associati a pratiche rituali, simboliche o cultuali della Preistoria, in particolare tra il Neolitico e l’Età del Bronzo.

La foto in cui l’incisione è ben visibile è tratta da Neobodio.it.

Sasso del Fungo - Laveno (VA)Il Sasso del Fungo è un grande masso erratico di origine glaciale, depositato dai ghiacciai...
07/06/2026

Sasso del Fungo - Laveno (VA)

Il Sasso del Fungo è un grande masso erratico di origine glaciale, depositato dai ghiacciai migliaia di anni fa sui pendii sopra Monteggia, a Laveno. Deve il suo nome alla particolare forma che ricorda un fungo.

Fino all'Ottocento la zona era prevalentemente rurale e veniva frequentata soprattutto da pastori, boscaioli, contadini, cacciatori e abitanti locali. I sentieri circostanti erano utilizzati per il pascolo, la raccolta della legna e i collegamenti tra boschi e cascine. Il turismo panoramico legato al Sasso del Ferro e a Laveno si sviluppò solo in epoche successive.

Sul masso sono presenti diverse incisioni, tra cui una data ben leggibile: 1833. Questa testimonia che il luogo era già frequentato nell'Ottocento. L'incisione potrebbe rappresentare il ricordo del passaggio di una persona del posto, un segno di devozione legato a Santa Caterina o una marcatura pastorale o territoriale.

Il Sasso del Fungo è tradizionalmente conosciuto anche come “Tavola di Santa Caterina”. Secondo una leggenda locale, una giovane pastorella fu sorpresa da un violento temporale e rischiò di essere travolta da un enorme masso. L'intervento miracoloso di Santa Caterina fermò la roccia, salvandole la vita. Da allora il luogo è rimasto legato alla devozione popolare e alla memoria della santa.

Fonti: Foto storiche provenienti da fonti disponibili online.

Runo (Va)L’origine del nome Runo potrebbe avere un'origine prelatina o celtica, come molti toponimi delle valli tra il L...
02/06/2026

Runo (Va)

L’origine del nome Runo potrebbe avere un'origine prelatina o celtica, come molti toponimi delle valli tra il Lago Maggiore e il Canton Ticino, territori abitati da popolazioni celtiche prima della romanizzazione.

Secondo il PGT del Comune di Dumenza, Runo compare anche nella forma “Rumo” e sarebbe una probabile corruzione di 'Duno', una radice molto diffusa in area celtica, legata spesso a luoghi fortificati o alture, come in molti toponimi europei.

Runo si trova lungo un antica via di collegamento verso la Val Dumentina e Bellinzona.

Masso delle Croci e Masso delle Balestre - Alpone/Curiglia (Va)Dopo diversi anni torno a visitare i massi incisi dell’Al...
25/05/2026

Masso delle Croci e Masso delle Balestre - Alpone/Curiglia (Va)

Dopo diversi anni torno a visitare i massi incisi dell’Alpone di Curiglia.

Il Masso delle Balestre non si trova direttamente sul sentiero: bisogna cercarlo, quasi come se volesse restare nascosto. Oramai ricoperto di muschio, foglie e terra, meriterebbe essere pulito, studiato e protetto.

Il masso delle Croci si trova lungo un vecchio sentiero ormai dimenticato che collegava l’Alpone all’Alpe Cortetti. Un percorso antico, dove si incontrano anche altri massi coppellati sparsi nel bosco, silenziosi testimoni del passato.

Queste pietre raccontano antichi luoghi di culto e di passaggio, legati all’acqua, alla montagna e ai ritmi della natura.

Le coppelle e le incisioni potrebbero aver avuto significati rituali, simbolici o astronomici: segni lasciati da comunità che attribuivano a questi luoghi un valore sacro. Le croci incise in epoche successive mostrano invece come questi spazi siano stati reinterpretati nel tempo, mantenendo però intatta la loro aura spirituale.

Non è un caso che si trovino proprio qui: la Val Veddasca è da sempre una terra di transito, confine e spiritualità alpina.

Indirizzo

Besozzo

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Varese e dintorni pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi