Varese e dintorni

Varese e dintorni Questa pagina intende diffonderne le bellezze.

L'Insubria è una regione storica con cui viene designato il territorio abitato ab antiquo dagli Insubri, popolazione che si stanziò in epoca protostorica nella regione compresa fra il po e i laghi alpini.

Runo (Va)L’origine del nome Runo potrebbe avere un'origine prelatina o celtica, come molti toponimi delle valli tra il L...
02/06/2026

Runo (Va)

L’origine del nome Runo potrebbe avere un'origine prelatina o celtica, come molti toponimi delle valli tra il Lago Maggiore e il Canton Ticino, territori abitati da popolazioni celtiche prima della romanizzazione.

Secondo il PGT del Comune di Dumenza, Runo compare anche nella forma “Rumo” e sarebbe una probabile corruzione di 'Duno', una radice molto diffusa in area celtica, legata spesso a luoghi fortificati o alture, come in molti toponimi europei.

Runo si trova lungo un antica via di collegamento verso la Val Dumentina e Bellinzona.

Masso delle Croci e Masso delle Balestre - Alpone/Curiglia (Va)Dopo diversi anni torno a visitare i massi incisi dell’Al...
25/05/2026

Masso delle Croci e Masso delle Balestre - Alpone/Curiglia (Va)

Dopo diversi anni torno a visitare i massi incisi dell’Alpone di Curiglia.

Il Masso delle Balestre non si trova direttamente sul sentiero: bisogna cercarlo, quasi come se volesse restare nascosto. Oramai ricoperto di muschio, foglie e terra, meriterebbe essere pulito, studiato e protetto.

Il masso delle Croci si trova lungo un vecchio sentiero ormai dimenticato che collegava l’Alpone all’Alpe Cortetti. Un percorso antico, dove si incontrano anche altri massi coppellati sparsi nel bosco, silenziosi testimoni del passato.

Queste pietre raccontano antichi luoghi di culto e di passaggio, legati all’acqua, alla montagna e ai ritmi della natura.

Le coppelle e le incisioni potrebbero aver avuto significati rituali, simbolici o astronomici: segni lasciati da comunità che attribuivano a questi luoghi un valore sacro. Le croci incise in epoche successive mostrano invece come questi spazi siano stati reinterpretati nel tempo, mantenendo però intatta la loro aura spirituale.

Non è un caso che si trovino proprio qui: la Val Veddasca è da sempre una terra di transito, confine e spiritualità alpina.

Il Birrificio Angelo Poretti - Induno Olona (Va)Il Birrificio Angelo Poretti rappresenta uno dei più importanti esempi d...
16/05/2026

Il Birrificio Angelo Poretti - Induno Olona (Va)

Il Birrificio Angelo Poretti rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura Liberty industriale in Lombardia, grazie alle sue eleganti decorazioni floreali, ai ferri battuti e alle facciate riccamente ornamentate.

Progettato agli inizi del Novecento dagli architetti Bihl, il complesso unisce estetica e funzionalità produttiva, diventando un simbolo dello sviluppo industriale italiano tra Ottocento e Novecento.

La nascita del birrificio è strettamente legata alla Fontana degli Ammalati, una sorgente naturale famosa per la purezza e la qualità delle sue acque.
Fu proprio l’acqua della fontana a convincere Angelo

Poretti a fondare qui il birrificio nel 1877, creando un forte legame tra le risorse naturali del territorio e la produzione della celebre birra Poretti.

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La Badia di San Gemolo a Ganna sembra sospesa fuori dal tempo. Fondata tra XI e XII secolo lungo un’antica via di passag...
10/05/2026

La Badia di San Gemolo a Ganna sembra sospesa fuori dal tempo.

Fondata tra XI e XII secolo lungo un’antica via di passaggio tra Lombardia e Nord Europa, era rifugio per pellegrini, mercanti e viandanti.

La Valganna era terra di transito per molti popoli già molto prima della costruzione della Badia.

La Cascina Bruciata di Casale Litta (VA)La Cascina Bruciata di Casale Litta fu un rifugio nei boschi di Villadosia per p...
25/04/2026

La Cascina Bruciata di Casale Litta (VA)

La Cascina Bruciata di Casale Litta fu un rifugio nei boschi di Villadosia per partigiani, militari sbandati e renitenti alla leva fascista durante la Resistenza.

Nel gennaio 1945 venne scoperta e incendiata dai fascisti, diventando un simbolo locale dei rischi corsi da chi aiutava la Liberazione.

Non è solo un rudere: è un piccolo monumento diffuso. Ricorda che la Liberazione passò anche da luoghi periferici come Casale Litta, dove la guerra civile, l’occupazione nazifascista e la Resistenza entrarono nella vita concreta delle comunità.

Non racconta una vittoria improvvisa, ma il prezzo pagato prima della Liberazione: paura, rastrellamenti, case incendiate.

12/04/2026

Mausoleo Castelbarco di Ispra (VA)

Costruito a metà Ottocento in posizione dominante sulle acque del Lago Maggiore, questo mausoleo è stato voluto dal Conte di Castelbarco in memoria della sua adorata moglie, la contessa Antonietta Litta Albani, e ricorda, seppur in piccolo, il famoso Pantheon di Roma.

Antonietta era morta giovanissima, il 4 ottobre 1855, a soli 41 anni — proprio nella sua villa a Ispra — e il marito, il conte Carlo, volle onorarne il ricordo con questo monumento funebre, la cui costruzione iniziò nel 1856.

Progettato dall'ingegnere architetto Luigi Robecchi, l'edificio è interamente realizzato in granito grigio e rosa di Baveno, lavorato sul posto e trasportato fino alla sponda di Ispra via barcone.

Le incisioni nella Riserva della Bessa (Biella)Nella Riserva Naturale Speciale della Bessa, in provincia di Biella, si t...
05/04/2026

Le incisioni nella Riserva della Bessa (Biella)

Nella Riserva Naturale Speciale della Bessa, in provincia di Biella, si trovano molti massi erratici con incisioni rupestri risalenti alla protostoria, quindi precedenti all’età romana.

Come spesso accade, è difficile stabilire una datazione precisa, perché manca un contesto archeologico davvero sicuro. Però è abbastanza plausibile che almeno una parte di questi massi coppellati sia stata realizzata da comunità dei Salassi o da gruppi a loro vicini.

I Salassi occupavano il Canavese e la zona alpina della Dora Baltea; erano una popolazione di origine mista ligure-gallica, quindi inserita in quello che di solito viene definito mondo celtico o celtizzato.

In epoca romana, la Bessa diventa famosa soprattutto per l’estrazione dell’oro: una gigantesca attività mineraria a cielo aperto, attiva tra il II e il I secolo a.C., probabilmente portata avanti anche con il lavoro forzato delle popolazioni celtiche locali, ridotte in schiavitù dopo la conquista romana.

I grandi cumuli di ciottoli che ancora oggi si vedono nel Parco della Bessa sono proprio il risultato di quell’attività: sono gli scarti lasciati dai Romani durante la ricerca dell’oro.

Sono ciò che resta di una delle più grandi operazioni minerarie dell’antichità in Italia.

La scoperta del metano - Angera (Va)Nel 2026 ricorre il 250° anniversario della scoperta del metano, una tappa fondament...
03/04/2026

La scoperta del metano - Angera (Va)

Nel 2026 ricorre il 250° anniversario della scoperta del metano, una tappa fondamentale nella storia della scienza che riporta alla memoria l’ingegno e la curiosità di Alessandro Volta. Fu infatti nel 1776 che lo scienziato comasco, durante una delle sue osservazioni sul territorio del Lago Maggiore, individuò per la prima volta questo gas presso l’Isolino Partegora, ad Angera.

Il racconto della scoperta conserva ancora oggi un fascino particolare. Volta si trovava in barca, vicino ai canneti che costeggiavano l’isolino, quando notò un fenomeno insolito: smuovendo con un bastone il fondo melmoso dell’acqua, vide salire in superficie alcune bollicine di gas, che immediatamente si disperdevano nell’aria. Quell’osservazione, semplice solo in apparenza, accese la sua attenzione di studioso e lo spinse ad approfondire la natura di quella sostanza invisibile.

In un primo momento Volta chiamò questo gas “aria infiammabile delle paludi”, una definizione che descriveva con efficacia sia l’ambiente da cui proveniva, sia una delle sue caratteristiche più sorprendenti: la capacità di incendiarsi. Da quell’intuizione presero avvio studi e ricerche che avrebbero poi portato all’identificazione del metano, oggi riconosciuto come una risorsa energetica di grande importanza, ma anche come elemento centrale nelle riflessioni contemporanee sull’ambiente e sul clima.

La scoperta avvenuta ad Angera non rappresenta soltanto un episodio locale di valore storico, ma un momento di rilievo internazionale nel progresso della chimica e della fisica. A distanza di due secoli e mezzo, quell’immagine di Volta in barca, intento a osservare le bolle che emergevano dal fondale, continua a raccontare il potere dell’osservazione scientifica: la capacità di cogliere, in un fenomeno naturale apparentemente minimo, una verità destinata a cambiare la conoscenza del mondo.

La Rosa Camuna è un antico simbolo inciso sulle rocce della Val Camonica dai Camuni, popolazione preistorica dell’Italia...
22/03/2026

La Rosa Camuna è un antico simbolo inciso sulle rocce della Val Camonica dai Camuni, popolazione preistorica dell’Italia settentrionale. Pur non essendo propriamente celtica, è spesso collegata alla cultura celtica che influenzò la regione, per il suo stile geometrico e simbolico.

La figura, formata da quattro elementi curvi, è interpretata come segno di vita, energia o ciclicità.

Oggi è il simbolo ufficiale della Lombardia (dal 1975) e rappresenta l’identità e la continuità storica della regione.

In una delle fotografie si osserva il simbolo inserito in un’area verde dell’Ospedale di Circolo di Varese.

Principato di Santa Maria del Monte (VA)Qualche giorno fa sono stato al Sacro Monte di Varese e ho notato adesivi e stem...
15/03/2026

Principato di Santa Maria del Monte (VA)

Qualche giorno fa sono stato al Sacro Monte di Varese e ho notato adesivi e stemmi del Principato di Santa Maria del Monte.

Il cosiddetto Principato di Santa Maria del Monte è una sorta di “regno immaginario”, nato dall’iniziativa degli abitanti e degli appassionati del borgo del Sacro Monte. L’idea è stata creata per valorizzare il luogo, promuovere eventi culturali e rafforzare l’identità della comunità.

Attorno a questa invenzione sono stati creati anche elementi giocosi e celebrativi, come una moneta locale e francobolli commemorativi.

Del resto, il borgo di Santa Maria del Monte è stato per secoli quasi un piccolo mondo a sé, abitato soprattutto dalle religiose del monastero e da poche famiglie legate al santuario. Questo storico isolamento ha probabilmente contribuito anche alla nascita, in tempi moderni, dell’idea del “principato”.

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