03/04/2026
La scoperta del metano - Angera (Va)
Nel 2026 ricorre il 250° anniversario della scoperta del metano, una tappa fondamentale nella storia della scienza che riporta alla memoria l’ingegno e la curiosità di Alessandro Volta. Fu infatti nel 1776 che lo scienziato comasco, durante una delle sue osservazioni sul territorio del Lago Maggiore, individuò per la prima volta questo gas presso l’Isolino Partegora, ad Angera.
Il racconto della scoperta conserva ancora oggi un fascino particolare. Volta si trovava in barca, vicino ai canneti che costeggiavano l’isolino, quando notò un fenomeno insolito: smuovendo con un bastone il fondo melmoso dell’acqua, vide salire in superficie alcune bollicine di gas, che immediatamente si disperdevano nell’aria. Quell’osservazione, semplice solo in apparenza, accese la sua attenzione di studioso e lo spinse ad approfondire la natura di quella sostanza invisibile.
In un primo momento Volta chiamò questo gas “aria infiammabile delle paludi”, una definizione che descriveva con efficacia sia l’ambiente da cui proveniva, sia una delle sue caratteristiche più sorprendenti: la capacità di incendiarsi. Da quell’intuizione presero avvio studi e ricerche che avrebbero poi portato all’identificazione del metano, oggi riconosciuto come una risorsa energetica di grande importanza, ma anche come elemento centrale nelle riflessioni contemporanee sull’ambiente e sul clima.
La scoperta avvenuta ad Angera non rappresenta soltanto un episodio locale di valore storico, ma un momento di rilievo internazionale nel progresso della chimica e della fisica. A distanza di due secoli e mezzo, quell’immagine di Volta in barca, intento a osservare le bolle che emergevano dal fondale, continua a raccontare il potere dell’osservazione scientifica: la capacità di cogliere, in un fenomeno naturale apparentemente minimo, una verità destinata a cambiare la conoscenza del mondo.