12/06/2026
Concordo in pieno sulla scelta degli hotel x il pernotto anziché i preferire le case. Sia xche quest’ultimo non costituiscono un volano x l’economia locale e anzi ne avvantaggiano il mercato alternativo (il nero) (il sommerso) e con l’avvento e il preferire i check-in automatici, tra l’altro fuori legge. Neanche più assunzioni e lavoro 🧑💻
NOTA INVIATA AL QUOTIDIANO DI PUGLIA IL 14/08/2025 E PUBBLICATA IN DATA ODIERNA
Negli ultimi giorni ho letto diversi commenti e prese di posizione sul turismo a Ostuni e penso sia giusto dire la mia partendo dai numeri ufficiali, non dalle opinioni personali.
I dati dell’Osservatorio del Turismo della Regione Puglia certificano che nel 2024 Ostuni è stato il 9º comune pugliese per presenze turistiche, con 701.267 pernottamenti.
E non ci siamo fermati: nel primo semestre del 2025 le presenze sono state 230.592, in crescita di circa il 5% rispetto allo stesso periodo del 2024, e questo ci colloca al 6º posto in Puglia.
Sono dati che non solo smentiscono alcune affermazioni lette e raccontano una realtà di consolidamento e di crescita, frutto di un lavoro quotidiano e di una strategia precisa.
Chi parla di arretramento o di incapacità di tenuta del nostro sistema turistico dovrebbe prima confrontarsi con questi numeri, e chiedersi se il proprio giudizio sia fondato su fatti o semplicemente su pregiudizi.
Perché è facile lanciare accuse e generare allarmismo; è molto più difficile lavorare con costanza e responsabilità per ottenere risultati concreti, anno dopo anno, come ha fatto la Regione Puglia e molti comuni del territorio, e fare in modo che tutto il comparto produttivo, non solo quello strettamente turistico, possa avere opportunità di crescita.
Su questo punto vale quanto detto sopra e condividiamo quanto sostenuto dall’economista Preiti in occasione dell’uscita del report di Sociometrica nel 2023 “le case, non rendono lo stesso beneficio per la collettività, perché il reddito che producono è piuttosto una rendita dei proprietari. Mentre un albergo fa girare tutta l’economia”. L’economia così generata è composta da vari tipi di forniture e fornitori (approvvigionamenti e produzioni), dai servizi di accoglienza, di housekeeping ma anche servizi esterni e in partnership con il territorio (sempre e soprattutto nei servizi). Vi sono ormai modelli in tutto il mondo, spesso rappresentati proprio dai grandi marchi di hotellerie, che creano programmi dedicati e ne fanno un punto di forza delle proprie politiche per attrarre una clientela sempre più attenta e rispettosa.
Va però detto con chiarezza: la crescita non può e non deve essere soltanto quantitativa. Il turismo maturo e sostenibile è quello che sa puntare sulla qualità dell’esperienza, sull’accoglienza curata, sulla fruibilità del territorio in ogni stagione e sul rispetto delle risorse ambientali.
Per questo l’Amministrazione sta lavorando a potenziare i servizi durante tutto l’anno, evitando la concentrazione eccessiva solo nei mesi estivi, e a valorizzare in maniera integrata il patrimonio ambientale, storico e culturale che rende Ostuni unica. Mi fa davvero specie che ancora una volta si cerca di sminuire il lavoro che l’Amministrazione ha avviato e quello che sta facendo, riducendolo a solo “eventi” che, peraltro, hanno fatto entrare la nostra città in circuiti di interesse nazionale e internazionale, nell’ambito di un segmento specifico, quello dei festival musicali, e non solo. Sarebbe come dire, fatte le dovute proporzioni ovviamente, che a Lucca fanno “soltanto” il “Summer Festival”.
Abbiamo lavorato per potenziare la macchina amministrativa interna e stiamo lavorando per costruire un modello di sviluppo avvalendoci di competenze specifiche. Oggi per poter gestire destinazioni, sviluppare prodotti e offerte e portarle nei canali di comunicazione e distribuzione al pubblico giusto nei mercati occorre competenza e occorre lungimiranza politica e visione.
A settembre presenteremo il nuovo Piano Strategico per il Turismo di Ostuni con l’obiettivo di tracciare una rotta chiara e condivisa per i prossimi anni. Parallelamente, stiamo lavorando alla creazione di un coordinamento per una DMO territoriale (Destination Management Organization) che raggruppi i Comuni della Valle d’Itria e della Costa dei Trulli, per valorizzare in maniera integrata il nostro territorio e accrescere la competitività dell’intera area sui mercati nazionali e internazionali.
Chi grida al disastro ignora (o finge di ignorare) che, in un contesto nazionale e internazionale segnato da forti cambiamenti nei flussi turistici, la Puglia, la Valle d’Itria e la Costa dei Trulli, Ostuni non solo mantengono le loro posizioni, ma crescono e le migliorano al 30/06. Ma naturalmente i conti si fanno a fine anno e solo in quel momento potremo analizzare i dati qualitativi e quantitativi e potremo fare delle valutazioni più accurate.
I risultati non sono frutto del caso, ma di un lavoro corale: della Regione, di Puglia Promozione, dell’Amministrazione, degli operatori, delle associazioni e di tutti coloro che credono nelle potenzialità di questa città. Siamo naturalmente consapevoli che tutto possa debba essere migliorato con il supporto di tutti.
A chi vuole fare analisi serie e propositive, le porte sono sempre aperte.
A chi invece vuole solo dipingere Ostuni come una città in crisi, ignorando dati e realtà, ricordiamo che la credibilità si costruisce con lo studio, con l’esperienza e con il rispetto del lavoro altrui.
Ostuni non ha bisogno di “profeti di sventura”.
Ha bisogno di fatti, di competenze e di impegno. E su questa strada continueremo a lavorare.