03/09/2026
LA CASA COMUNALE a cura di Giuseppe Benevento.
Questo stabile costruito all’inizio dell’Ottocento su strutture antiche è stata la sede dell’Universitas di San Giorgio, il luogo viene chiamato “alla Barra” , qui si disbrigano tutte le faccende comunali, ed il paese è raccolto in un unico blocco abbarbicato verso la montagna ove si eleva il maestoso castello medievale.
Il 27 gennaio 1810 con decreto di Gioacchino Murat viene istituito il Comune di San Giorgio e il 26 novembre 1811 con Decreto di Sua Maestà viene nominato Capoluogo a capo del Circondario formato dai Comuni di Bracigliano, Siano e Roccapiemonte, nel 1863 viene aggiunto Castel e diventa Castel San Giorgio.
Nel 1812 vengono accomodate delle case di proprietà ove s’insedia la Giustizia di Pace, Carceri e Decurionato, e l’opera viene assegnata con asta all’appaltatore Giovanni Barba che esegue i lavori.
Nello stesso anno con la ricostituzione dei confini comunali, i tre villaggi di Lanzara, Castelluccio e Fimiani appartenenti in parte ai Comuni di Mercato S. Severino e Roccapiemonte passano definitivamente al Comune di S. Giorgio.
Nel 1822 Giovanni Barba completa altri lavori della Casa Comunale iniziati nel 1818, del Giudicato Regio e Carcere che ammontano a circa ducati 2000. I lavori vengono terminati nel 1824 e viene costruita la caserma della Gendarmeria e un locale per uso della Giustizia di Pace. L‘anno dopo vengono comprati i mobili
L’architetto Filippo De Simone il 13 novembre 1857, realizza la Pianta topografica dello stabile. Nel piano inferiore vi è un androne con la scala che porta ai piani superiori addetti all’Amministrazione Comunale, al Carcere, e al Giudicato.
Nel 1822 Giovanni Barba è l’appaltatore della Casa Comunale, del Giudicato Regio e Carcere nel Comune di San Giorgio, nell’anno precedente l’Ing. Don Matteo d’Amati realizza una mappa ed il progetto è approvato dal Consiglio d’Intendenza ed ammonta a circa ducati 2000. I lavori vengono terminati nel 1824 e viene costruita la caserma della Gendarmeria e un locale per uso della Giustizia di Pace. L‘anno dopo vengono comprati i mobili .
Il 18 marzo 1827 il Sindaco Tommaso Sarno propone di fare le carceri delle donne sulla Casa Comunale al di sopra delle carceri Correzionali. Non essendoci un locale adatto per tale causa viene assegnato l’incarico al perito fabbricatore Pasquale Coppola per eseguire una perizia .
Il 20 maggio 1827 il Decurionato approva e delibera la somma di ducati 5,80 per i lavori di ripristino del tetto della Casa Comunale, Regio Giudice e Carceri perché mancano in alcuni punti tavole e coppi e piove dentro a causa dei vènti forti accaduti nei mesi precedenti .
Il 26 settembre 1835 il signor Intendente gira per il paese ed i villaggi e visita il Regio Giudicato, la Caserma della Gendarmeria, la Casa Comunale, le prigioni circondariali, il Corpo di Guardia Urbano, il Campo Santo ed i locali addetti alla istruzione dei fanciulli e fanciulle che trova soddisfacente e regolare e suggerisce che è necessario costruire un pubblico orologio da situarsi nel Capo Luogo di San Giorgio per comodo non solo di quelli abitanti, ma anche dei villaggi vicini .
Il 25 settembre 1842 il Sindaco propone l’offerta prodotta da don Aniello Torino di Cava di ducati 425 bisognevole per la costruzione del pubblico orologio sulla Casa Comunale .
Il 7 dicembre 1843 in una perizia comunale riguardante la costruzione di una stanza si parla che esistono i pendoli dell’orologio e vi è la preoccupazione per la caduta di detriti .
Il 6 gennaio 1843 viene eseguito il notamento di tutti i libri , scritture e utensili esistenti nell’archivio comunale, e che dal giubilato Cancelliere archiviario sig. D. Giuseppe Napolitani vengono consegnati al novello cancelliere Don Pasquale Sarno in presenza del Sindaco Don Federico Lanzara. Dall’inventario dell’archivio risulta che la Cancelleria Comunale è composta di due stanze in cui ci sono due stipi di legno pioppo, uno appartenente al Comune e un altro alla Beneficienza, mentre il Comune è composto di tre stanze dove vi sono riposti i libri e oggetti di cui emergono due mezzi busto di gesso poggiati su una piramide di legno ceraso di Sua Maestà il Re e la Regina. Nel presente atto viene indicato: Quello del 1817 tempo in cui i tre villaggi di Lanzara, Castelluccio e Fimiani furono aggregati in questo Comune contiene libri dieci .
Il 16 dicembre 1843 il Capo urbano del Comune riferisce al Sindaco che un’ora antecedente la notte è stata danneggiata la garitta innanzi al Posto di Guardia del Comune di San Giorgio dal traino guidato da Antonio Milone figlio di Gennaro. L’incidente è rapportato al Regio Giudice a seguito della relazione di Gaetano Minieri di servizio in quel momento al Corpo di Guardia. Gennaro Milone si offre di accomodare la garitta a proprie spese .
Il 4 marzo 1845 il Sindaco Lodovico Fimiani, in adempimento agli ordini ricevuti in una circolare dell’Intendente di Salerno fa redigere una perizia dal Perito Antonio Barba relativa alla costruzione di un armadio per Archivio Comunale autorizzato dal Direttore provinciale Ing. Giuseppe Lista.
PERIZIA: Stato descrittivo ed estimativo della spesa occorrente per la formazione dei scaffali dell’archivio Comunale di S. Giorgio, redatto da me sottoscritto Antonio Barba giusta gli ordini ricevuti dal Sindaco del detto Comune. Il detto scaffale dovrà essere formato di legname pioppo ben stagionato e di ottima qualità della larghezza di palmi 9,75, altezza palmi 12,5 compreso la zoccolatura e cornice sovrapposta e di fondo pami 2. Sarà diviso in n. 30 caselle per mezzo di tavole verticali e 6 orizzontali e su di esse saranno fissate delle tabelle per indicarvi gli oggetti, ed il tutto sarà dipinto ad oglio di color lattino. Il prezzo totale sarà di 39=46 ducati incluso il costo della perizia .
L’architetto Filippo De Simone del Comune di Roccapiemonte, per ordine Sovrano del signor Sindaco di San Giorgio del 13 novembre 1857, realizza la Pianta topografica dello stabile. Nel piano inferiore vi è un androne con la scala che porta ai piani superiori addetti all’Amministrazione Comunale, al Carcere, e al Giudicato. Uno stanzino per uso carboni, dei bassi e cortiletto addetti al macello, casotto dove ascendono e discendono i pesi dell’orologio, prigione degli uomini, una stalla, atrio dove si accede alla montagna del Comune, un vano per il forno, una stanza dove dorme il fornaio e la stanza del custode. Al piano superiore vi è una Ca****la con l’altare portatile per uso della Messa ai detenuti, uno stanzino, una sala ed Archivio addetto al Comune, un vano d’ingresso e una stanza del Giudicato Regio, prigione per le donne e gli uomini, stanza del custode, e vano per l’orologio .
Nel 1962 la Casa Comunale, fabbricato di antica costruzione, in buono stato di conservazione e di aspetto dignitoso, internamente è ridotto in condizioni precarie e non adatto ad un regolare funzionamento di tutto l’apparato amministrativo. Tuttavia, l’Amministrazione propone di adottare indispensabili miglioramenti allo stabile apportandovi sostanziali modifiche con l’abbattimento del tetto e la postazione dell’orologio pubblico, con l’innalzamento di una porzione di struttura al secondo piano .