Bruno Marfe

Bruno Marfe Questo blog nasce con lo scopo di raccontare esperienze personali che spero possano servire a tutti

C’è una strana magia che accade a chi scrive: a volte le idee viaggiano nell’aria e atterrano su scrivanie diverse nello...
30/04/2026

C’è una strana magia che accade a chi scrive: a volte le idee viaggiano nell’aria e atterrano su scrivanie diverse nello stesso istante.
Oggi il mio nuovo articolo per Il Confronto "Il Re, la bussola e il confine"- esce in un’insolita e felice sincronia con il "Caffè" di Massimo Gramellini sul Corriere della Sera. Entrambi ci siamo ritrovati a raccontare lo stesso spartito: Re Carlo III, l’ironia britannica e quel confine sottile tra l’eleganza della cultura e la ruvidità del potere (quello di Trump, nel caso specifico).
Ho scritto a Massimo per raccontargli questa coincidenza e lui, con la generosità che lo distingue, mi ha risposto che se abbiamo visto entrambi in quel Re e nel suo confine ironico una via di fuga dalla volgarità, allora non è una coincidenza: è una sintonia. “Fanne pure uso tu” di queste mie parole.
E allora ne approfitto: se Massimo oggi vi offre il caffè in prima pagina, io vi invito a proseguire la riflessione su Il Confronto. Parliamo di bussole, di ironia e di come un sorriso colto possa essere la più potente delle risposte politiche.
Potete leggere l’articolo completo qui:
[https://ilconfronto.eu/attualita/il-re-la-bussola-e-il-confine-quando-la-misura-salva-la-democrazia/]

Il discorso di Carlo III al Congresso USA diventa un richiamo ai limiti del potere, alla cultura istituzionale e alla necessità di una lea

12/04/2026

Ieri nel corso del finissage della mostra fotografica di Riccardo Riccio, c’è stato il momento dedicato alla poesia…
"Effimera Bellezza": un titolo che è già una promessa. MariaGabriella Tiné ci ha raccontato di , l’autore dietro questi versi che ha poi trasformato in emozione viva attraverso la sua voce.
Un’interpretazione magistrale che rende omaggio alla potenza della parola scritta.
Ascoltate con il cuore. 👇

La scomparsa di Mario Adorf 😢 mi ha fatto ripensare a un caso più unico che raro nella storia del nostro cinema.Nel capo...
09/04/2026

La scomparsa di Mario Adorf 😢 mi ha fatto ripensare a un caso più unico che raro nella storia del nostro cinema.
Nel capolavoro di Dino Risi, "Operazione San Gennaro", accadde qualcosa di incredibile: non fu solo un attore, ma il vero "tuttofare" sonoro del film. Con la sua voce camaleontica, arrivò a doppiare contemporaneamente ben 5 attori principali e una folla di comprimari! 🎙️✨
Ecco chi ha "parlato" grazie a lui:
Jack (Harry Guardino): il capo della banda americana.
Sciascillo (Mario Adorf): l'indimenticabile e ingenuo braccio destro di Dudù.
Il Barone (Pinuccio Ardia): il nobile decaduto del gruppo.
Frank (Ralph Wolter): l'autista tedesco.
Don Vincenzo 'O Fenomeno (Totò): Croccolo, erede vocale del Principe, intervenne per supportare Totò che, a causa dei problemi alla vista, faticava a seguire il sincrono.
Ma non finisce qui! Croccolo prestò la voce anche a una miriade di personaggi secondari: dal mitico Capannelle (Carlo Pisacane) al barbiere, fino al gobbetto del banco lotto.
Perché questa scelta? In un'epoca in cui il doppiaggio era la norma, Croccolo era l'unico capace di passare istantaneamente dal napoletano verace all'italiano con accento yankee o tedesco. Lui stesso raccontava quanto fosse difficile non far "incrociare" le voci nelle scene corali, dove praticamente parlava da solo interpretando tre o quattro persone diverse! 🤯
Un esempio immenso di maestria tecnica e artistica. Un genio che riusciva a essere, nello stesso momento, la voce di un intero vicolo di Napoli.
Ciao Mario, e grazie ancora Carlo per questo miracolo del cinema. 🎬🇮🇹

Vi aspettiamo sabato 11 alle 11 Riot Concept Store…
08/04/2026

Vi aspettiamo sabato 11 alle 11
Riot Concept Store…

Ricordo ancora l’atmosfera di quella sera nella piazza principale di San Marino. Eravamo lì per la presentazione de "Il ...
17/03/2026

Ricordo ancora l’atmosfera di quella sera nella piazza principale di San Marino. Eravamo lì per la presentazione de "Il sacrificio del re", il romanzo di Amedeo Goria che, dietro la trama investigativa, scoperchiava il vaso di Pandora di un calcio dominato dalla frenesia del denaro facile. Oggi, a distanza di tempo, quel torbido mondo descritto da Amedeo sembra trovare un argine teorico nelle battaglie di un altro amico, il Prof. Guido Clemente di San Luca, che con le sue "Lezioni di giuridicità delle regole del calcio" (scritte con G. Martini e M. Paladino) cerca di riportare la legalità al centro del rettangolo verde.

Amedeo Goria racconta il calcio di oggi: tra fondi, VAR, arbitri senza più discrezione e una poesia che resiste solo in campo. Una conversazione che guarda al passato per capire il presente.
Intervista di Bruno Marfé

Amedeo Maria Goria

https://ilconfronto.eu/sport/il-calcio-tra-legalita-e-poesia-perduta-conversazione-con-amedeo-goria/

17/03/2026
Havana KyrieUna dissonanza che trova la sua armoniaCi sono sere in cui si accende la televisione senza un'idea precisa. ...
11/03/2026

Havana Kyrie
Una dissonanza che trova la sua armonia
Ci sono sere in cui si accende la televisione senza un'idea precisa. Si scorre distrattamente il catalogo di RaiPlay, alla ricerca di qualcosa che valga davvero il tempo di una visione. È così che mi sono imbattuto quasi per caso in Havana Kyrie. Un titolo curioso, apparentemente enigmatico. Eppure bastano pochi minuti per capire che non si tratta di un film qualunque.
Il cuore simbolico della storia è racchiuso proprio in quelle due parole: Kyrie Eleison. In greco significa "Signore, abbi pietà". Una delle invocazioni più antiche della tradizione cristiana, entrata nei secoli nella grande musica sacra. Nel film, però, il Kyrie smette presto di essere soltanto un frammento liturgico. Diventa qualcosa di più universale: il grido silenzioso di un uomo costretto a fare i conti con se stesso.
Il protagonista, il Maestro Vittorio (un bravissimo ), è un direttore d'orchestra abituato alla disciplina e al controllo. Per lui la musica è ordine, rigore, perfezione tecnica. È il luogo in cui rifugiarsi per evitare le crepe della vita. Dietro l'autorità del gesto e la precisione dell'ascolto si intuisce però un'anima irrigidita da anni di distanze e silenzi.
Ed è qui che il film introduce il suo contrasto più affascinante: perché Cuba?
L'Avana appare come il contrario esatto del mondo interiore di Vittorio. È ritmo, colore, vitalità spontanea. Portare il rigore di un Kyrie europeo dentro questa realtà produce una tensione narrativa che diventa la chiave dell'intero racconto. Da una parte la forma, la tradizione, la disciplina della musica colta; dall'altra una città che vive di istinto, danza e improvvisazione.
In questo spazio di contrasto la musica diventa una lingua comune. Dove le parole non bastano, il Kyrie riesce a dire ciò che resta imprigionato nel cuore. Il dolore, il rimpianto, la fatica di riconoscersi fragili trovano nella musica un linguaggio capace di attraversare culture e generazioni.
Il film costruisce questa tensione come farebbe una composizione musicale. In musica una dissonanza crea inquietudine finché non trova la sua risoluzione. Qui la dissonanza è fatta di distanze, errori e silenzi accumulati nel tempo. Il Kyrie diventa allora l'invocazione necessaria per sciogliere quella tensione: il momento in cui l'uomo ammette che da solo non basta a se stesso.
Quando finalmente la musica si apre nella sua pienezza, il momento non è soltanto musicale. È umano. Vittorio non sta soltanto dirigendo un coro: sta dirigendo una riconciliazione, con la propria storia e con quelle vite che il destino gli ha fatto incontrare lungo il cammino. Quei ragazzi finiscono per diventare qualcosa di più di semplici allievi: sono la possibilità inattesa di una paternità ritrovata, una famiglia che la musica riesce a ricomporre dove la vita aveva lasciato fratture.
È qui che Havana Kyrie trova la sua forza più autentica. Il film suggerisce che la pietà - l'Eleison - non è un gesto di debolezza. È un atto di liberazione. Chiedere perdono, e soprattutto perdonarsi, è forse l'unico modo per tornare a sentire la melodia della vita.
E sorprende che un messaggio così semplice e profondo arrivi proprio da una visione trovata quasi per caso, scorrendo distrattamente una piattaforma digitale. A volte basta poco: un titolo, una musica antica, e una storia capace di ricordarci che anche le dissonanze più dure possono, prima o poi, trovare la loro armonia.

Franco Nero nei panni di un burbero direttore alle prese con un coro di bambini cubani e la musica di Gioachino Rossini

09/03/2026

Mentre in Italia qualcuno confonde la fermezza di una figlia con l'arroganza, nel resto del mondo la grandezza di non è mai stata messa in discussione.
Guardate questa perla del 1979: Sergio ospite a "Fantástico" su TV Globo, insieme alla meravigliosa Fafá de Belém. Interpretano "Samba em Prelúdio" di Vinícius de Moraes e Baden Powell.
C’è tutto in questi sguardi: la classe di chi non ha bisogno di gridare per emozionare e l'abbraccio del Brasile a un artista che lì è, ed è sempre stato, una leggenda. La bellezza non ha bisogno di difese, ma la memoria sì. Grazie Claudia per la tua forza. 🌹

Mentre in Italia qualcuno confonde la fermezza di una figlia con l'arroganza, nel resto del mondo, ed in particolare in ...
09/03/2026

Mentre in Italia qualcuno confonde la fermezza di una figlia con l'arroganza, nel resto del mondo, ed in particolare in Brasile, la grandezza di non è mai stata messa in discussione.
Guardate questa perla del 1979: Sergio ospite a "Fantástico" su TV Globo, insieme alla meravigliosa Fafá de Belém. Interpretano di ́ciusdemoraes e .
C’è tutto in questi sguardi: la classe di chi non ha bisogno di gridare per emozionare e l'abbraccio del Brasile a un artista che lì è, ed è sempre stato, una leggenda. La bellezza non ha bisogno di difese, ma la memoria sì. Grazie Claudia per la tua forza. 🌹

Fafá de Belém e Sérgio Endrigo cantam "Samba em Prelúdio" (Vinícius de Moraes - Baden Powell) no Fantástico de 1979.Da TV Globo.

Indirizzo

Castel Volturno
81030

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