16/07/2026
🇮🇳 L'India tra mito e realtà: una risposta a "Repubblica"
Ieri la Repubblica ha pubblicato un'intervista a Gurnaik Johal, autore del romanzo Saraswati, intitolata "La mia India mai piegata dal colonialismo". Un dialogo affascinante in cui lo scrittore britannico di origini punjabi affronta i temi caldi del clima, del fondamentalismo e dell'identità.
Tuttavia, fermarsi solo al mito o alla visione romanzata rischia di farci perdere di vista la complessità di una terra unica, costantemente in bilico tra sacro e profano.
Nel mio ultimo articolo per Il Confronto, intitolato "L'India sospesa tra il mito e la cloaca: quando Johal incontra Russo per davvero", ho deciso di andare oltre.
Ho voluto mettere a confronto la prospettiva letteraria e identitaria di Johal con lo sguardo crudo, reale e senza sconti di Vittorio Russo, analizzando quell'India che si muove costantemente tra:
🌅 Il Mito e la sacralità: la bellezza ancestrale di Varanasi, le acque sacre e le storie millenarie.
🛑 La dura realtà quotidiana: il contrasto stridente con l'inquinamento, il degrado e le contraddizioni di fiumi antropomorfizzati per legge ma devastati dai rifiuti tossici.
Un viaggio che non vuole giudicare, ma comprendere l'anima di un Paese che è, allo stesso tempo, paradiso spirituale e complessità urbanistica e sociale.
👉 Voi da che parte vi collocate? Siete più affascinati dall'India mitica della letteratura o vi siete scontrati con le sue contraddizioni più crude?
Leggete l'analisi completa qui:
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Il confronto tra Gurnaik Johal e Vittorio Russo rivela due visioni opposte dell’India: il mito della diaspora e la realtà vissuta sul campo.