I Monti Sibillini, che furono poi ribattezzati Azzurri da Giacomo Leopardi in una delle sue poesie, devono il loro nome alla Sibilla Appenninica, una mitica figura magica che, secondo la tradizione, trovò rifugio fra quelle montagne dopo la cristianizzazione dell’Impero Romano. Essi sono un massiccio che abbraccia le provincie di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia e danno luogo ad una region
e contraddistinta dall’alto valore paesaggistico nonché dalla notevole tradizione storica. Durante il medioevo infatti, i Monti Sibillini diventarono piuttosto celebri e furono meta di pellegrinaggi tanto verso luoghi sacri come Norcia quanto verso luoghi magici come il Lago di Pilato o la Grotta della Sibilla. Il movimento crescente di persone dovuto inoltre al fenomeno della Transumanza e, occasionalmente, alle guerre locali contribuì alla fioritura di fortificazioni e di borghi, come Visso, che hanno poi mantenuto le loro caratteristiche fino ai nostri giorni. Anche dal punto di vista del paesaggio, i Monti Sibillini possono vantare dei panorami unici come il Massiccio del Monte Bove o la Piana di Castelluccio, che ancora oggi sono meta di turismo e di indimenticabili escursioni. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini infine, occupa un ruolo fondamentale di difesa della biodiversità con i sui fitti boschi e i pascoli naturali dove si possono rinvenire specie floristiche assai rare e pregiate ed una ricchezza faunistica molto interessante soprattutto tra i grandi mammiferi, con l’eccezionale presenza dell’orso marsicano, del lupo e del gatto selvatico, dove sono tornati a vivere il cervo e il camoscio appenninico e dove nidificano l'aquila reale, il falco pellegrino e tante altre specie di particolare interesse.