09/01/2026
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"Perché viaggiamo, perché veniamo fino in quest’isola remota, marginale? Diciamo per vedere le vestigia, i resti del passato, della cultura nostra e civiltate, ma la causa vera è lo scontento del tempo che viviamo, della nostra vita, di noi, e il bisogno di staccarsene, morirne, e vivere nel sogno d’ere trapassate, antiche, che nella lontananza ci figuriamo d’oro, poetiche, come sempre è nell’irrealtà dei sogni, sogni intendo come sostanza de’ nostri desideri. Mai sempre tuttavia il viaggio, come distacco, come lontananza dalla realtà che ci appartiene, è un sognare. E sognare è vieppiù lo scrivere, lo scriver memorando del passato come sospensione del presente, del viver quotidiano. E un sognare infine, in suprema forma, è lo scriver d’un viaggio, e d’un viaggio nella terra del passato. Come questo diario di viaggio che io per voi vado scrivendo, mia signora. Mi chiedo: sogno, chiuso nella mia casa deserta di Milano, o egli è vero che io sto viaggiando, che mi trovo ora qui, sul suolo della celebre Segesta? E ascesi, per un sentiero d’agavi fiorite, macchie d’acanto, di cardi mezzo gli anfratti delle rocce di candido calcare, al colmo di quel colle, ai piedi del maestoso e chiaro, misterioso tempio".
(Vincenzo Co***lo, da "Retablo", 1987)
Vincenzo Co***lo, nato a Sant’Agata di Militello (Messina) e scomparso nel 2012, è stato scrittore e giornalista. "Retablo", termine spagnolo che serve a designare una grande pala d’altare, è un racconto ambientato nella Sicilia settecentesca, uno tra i più notevoli che Co***lo abbia mai scritto, descritto da Leonardo Sciascia, scrittore siciliano nato l' 8 gennaio 1921, come "un miracolo".
Sotto, tempio di Segesta, Trapani.
Ph Old World History
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