11/08/2025
Con minima cerimonia il signor sindaco ha inaugurato oggi la nuova piazza che sostituisce la parte moderna dell’ex ospedale Santa Marta. Ho contribuito anch’io, indirettamente, alla sua forma attuale: con lettera edita sul quotidiano “La Sicilia” il 25 gennaio 2021, denunciavo, assieme ad altri, l’assurdità di un progetto che pretendeva di creare un “ingombro visivo” con una colossale pensilina fotovoltaica. Purtroppo però i cittadini non siamo riusciti a mettere becco sul resto del disegno, che a cantiere concluso si presenta più simile a un cimitero inglese che alla piazza di una città barocca, con dei miserevoli praticelli squadrati e pochi arboscelli solitari che sembrano stuzzicadenti infilzati su enormi tartine. Il resto è una rovente colata di cemento senza alcun carattere, ma comprensiva delle trite panchine a forma di cassa da morto cui ci ha abituato l’architettura contemporanea: siamo a Catania o a Salamanca? Forse è la Grecia? Chi lo sa. Portano un po’ di fresco due sgricci senza protezione che sembrano fatti apposta per caderci dentro. Insomma, quello che poteva essere un bellissimo giardino (continuazione logica di quello già esistente ed annesso al vecchio ospedale), è stato trasformato in uno spiazzo insipido come un mobile Ikea (absit iniuria), logicamente incapace di fare concorrenza anche alla propinqua - e disastrata - piazza dei Miracoli. Si tratta, a mio modo di vedere, dell’ennesimo atto autoreferenziale di amministrazioni comunali e regionali, le ultime, incapaci di sentire i bisogni della città, e più interessate a vessare i cittadini con tasse comunali che gridano vendetta al Cielo. Ormai il denaro pubblico è stato speso, e come dicevano gli antichi catanesi “a Santa passau”. Non ci resta che sperare per il futuro.
Luigi Gennaro