27/02/2026
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Mentre tutti parlano di moda e lusso made in Italy, in Puglia c'è una piccola città che da 500 anni produce il 75% della ceramica artigianale italiana. Grottaglie, provincia di Taranto, Salento profondo. 14mila abitanti. Il 90% lavora nella ceramica.
Ne hanno iniziato a parlare solo nel 1400. Ceramisti da Faenza scappavano verso sud, scoprivano l'argilla locale e le grotte calcareniti naturali sottoterra. Grotte che poi hanno dato il nome al paese. Semplice, geniale.
E qui arriva il bello.
Sotto Grottaglie, circa 8 metri di profondità, ci sono laboratori scavati direttamente nella roccia ancora funzionanti. Alcuni risalgono al 1500. Maestri che modellano a mano col tornio usando la stessa tecnica di allora. Non è nostalgia. È lavoro. Fatto tutti i giorni.
Il tornio gira come 400 anni fa. L'argilla la conosci dalle mani di tuo padre. I pennelli? Crini di animale. La decorazione? Impossibile meccanizzarla. Ogni pezzo è uno sviluppo di una conversazione fra la mano e il materiale.
Nel 2017 l'UNESCO ha riconosciuto Grottaglie patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Non per il numero di pezzi venduti. Per il fatto che una comunità intera ha scelto di trasmettere il mestiere oralmente, padre a figlio, maestro ad apprendista, sempre uguale. 17 generazioni.
Ma ecco il paradosso: mentre Murano (Venezia) ha brand globali e prezzi turistici, Grottaglie rimane sconosciuta. Produce il 15% della ceramica artigianale europea, ne vende i pezzi sottocosto, e nessuno sa chi c'è dietro.
Cento mila turisti l'anno passano per le botteghe. Cento mila. Escono con vasi, piatti, sculture ceramiche. Pagano 20 euro quello che vale 200. Il problema non è la qualità. È l'invisibilità.
Oggi Grottaglie conta 150 botteghe attive. Ogni bottega è una versione leggermente diversa della stessa storia. Quella della Puglia che fa mestiere, che non inventa trend ma costruisce cose che durano.
💁♂️ Grottaglie, 14mila abitanti del Salento, produce il 75% della ceramica artigianale italiana
👉 17 generazioni consecutive trasmettono oralmente il mestiere: tornio, argilla, mani
👉 UNESCO 2017 riconosce il fenomeno come patrimonio immateriale dell'umanità