Tellaro : "uno dei 7 Borghi piu Belli d'Europa"

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Le origini di Tellaro sono sepolte negli oliveti alle spalle di quel che resta dei paesi d
(1118)

Le origini di Tellaro sono sepolte negli oliveti alle spalle di quel che resta dei paesi di Barbazzano e Portesone. Due borghi antichi almeno quanto Lerici, nascosti nella collina , a debita distanza da quel mare da cui nell’antichità era prudente tenersi lontani. Barbazzano era un importante borgo fortificato destinato a proteggere l’approdo a Tellaro e la Curtis , cioè il luogo di raccolta dei

prodotti ,situato a Portesone. La leggenda vuole che Barbazzano sia stato distrutto da un’incursione di pirati la notte della vigilia di Natale e comunque il trasferimento della sua parrocchia a Tellaro ha una data precisa : il 9 aprile 1574 quando nella chiesa di San Giorgio il sacerdote Vincenzo Malfanti impartì il sacramento a “ Giuviam figlio del batista de Baldasare e la pelegrina sua molia che fu il primo che si batezase nela giesa de telae dopochè fu conduto il batesimo de barbazan in telae “ . Il suo legame con il mare,con quel mare da cui arrivò la distruzione di Barbazzano , Tellaro lo ha rinsaldato in un'altra leggenda : quella del polpo che attaccatosi alle funi delle campane svegliò il paese mettendo in fuga i pirati che stavano per assaltarlo . Incerta origine del nome che qualcuno fa risalire all’etrusco o paleo ligure “TULAR” che significa confine. Dal punto di vista ammistrativo il borgo fu per secoli una dipendenza di Amelia e il suo passaggio al comune di Lerici risale al 9 novembre 1939, anche se le richieste dei Tellaresi di cambiare comune risalgono ai primi del novecento. Il Novecento fu il secolo che consacrò la bellezza di Tellaro e della sua costa scelta come residenza da David Herbert Lawrence e poi di Mario Soldati. Alle soglie del nuovo millennio il sigillo: l’inserimento tra i cento borghi più belli d Italia. And this important :
At San Terenzo the historical area surrounds the Castello, which is a 16th century fortification on the border of Lerici. It is destined that the castle will become the center of a museum dedicated to Percy Shelley. In the not so distant Villa Magni, at the foot of the Marigola, Shelley spent his last days with his wife Mary Godwin.The church of San Terenzo is dedicated to the nativity of the Virgin and is known as “Nostra Signora Dell ‘Arena”, painted on a wooden panel. The church was edified in 1619 and contains a painting of the Madonna by Gottardo da Piacenza in 1483. It also contains a marble slab of DomenicoGare executed in 1528 with images of the saints Fabiano, Rocco e Sabastiano. In the opposite direction to the east coast, Maralunga, Maramozza, and the caletta, (pathways) a small descending stairwell leads to the beach known as the echo of the sea,( here Herbert Lawrence had a short stay) and Fiascherino a small residential area where one finds the abodes of Percy, Lullock and Iris Origo. In this very place among the abundant vegetation of the Mediterranean cost, is found a number of private costal gardens. Arriving at Tellaro which from 1238, having proper defensive system brings you to Saint Giorgio of Barbazzano, on which Tellaro depends, and still has material evidence of the destroyed church. Saint Giorgio was edified during the second half of the 16th century and is in the vicinity of an oratory dedicated to the Virgin. Within the oratory is conserved many artifacts that are fundamental to the history of the area. Among the works of art is a 13th century painting of the Virgin and Child painted by anonymous master proving the complexity and refinements of an advanced culture.In recent times, the painting has been transferred to the Modern Church which is dedicated to the Maria Stella Maris (Mary of the Sea).Here we also find an oratory in Selaa of 1660, dedicated to war heroes.The church is presently being restored, however, Tellaro was invited to be part in 2004, to the club (“I BorghiPiu` belli D’Italia”) Italy’s most beautiful places. Situated on the heights of Fiascherino the seductive remains of Barbazzano on which Tellaro depended and recorded on a brass plaque, was abandoned in the Middle Ages.

24/04/2024

buon 25 aprile a tutti

19/03/2024

a tutti i papa d italia e nel mondo : augoroni a tutti

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17/10/2023

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       borgo non certificato fra i borghi piu belli d italia. Non ne ha le caratteristiche (troppo grande ) ma sicuramen...
11/11/2022


borgo non certificato fra i borghi piu belli d italia. Non ne ha le caratteristiche (troppo grande ) ma sicuramente bellissimo ed importantissimo per cio che rappresenta ha all interno del suo paese con i suoi caratteristici carugi qui potete vedere com' era storicamente ed attualmente anche il mare è bello in estate piu cupo nell ' inverno😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍
Avvistati anche Delfini che certificano la sua gradevolezza e la certezza di fare dei bei bagni🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳🐳

Il nostro viaggio alla scoperta dei borghi che costituiscono Lerici e le aree limitrofe continua alla volta di San Terenzo.

Direttamente affacciato sul Golfo dei Poeti, a cavallo fra Lerici e Portovenere in Liguria, questo piccolo borgo ha una storia tutta sua da raccontare!

L’origine di San Terenzo è davvero molto particolare. Secondo una leggenda infatti il suo nome deriva da quello di un monaco, Terenzio, che doveva recarsi a Roma per un pellegrinaggio.

Lungo il cammino, il prelato fece però un brutto incontro. Alcuni briganti, con l’obiettivo di derubarlo, lo ferirono gravemente e il sacerdote morì.

I comuni limitrofi iniziarono a contendersi la salma. Tutti sostenevano infatti che il santo era morto sulle loro terre.

Presero allora una decisione: avrebbero caricato la salma del povero monaco sopra a un carro trainato da un gruppo di buoi. Nel punto esatto in cui gli animali, stanchi per la fatica, si fossero fermati, avrebbero dovuto seppellito.
San Terenzo cosa vedere
Castello di San Terenzo

San Terenzo può essere considerato il centro culturale di Lerici.
Sul suo promontorio roccioso, direttamente a picco sul mare, sorge infatti il castello di San Terenzo.
Guardandolo dal Golfo dei Poeti non si può che rimanere ammaliati dalla sua bellezza.
Il castello risale al periodo fra il 1400 e il 1600 e venne costruito dagli abitanti della zona come vedetta per controllare l’arrivo da parte di possibili invasori. All’epoca infatti gli attacchi dei pirati e dei saraceni erano episodi abbastanza frequenti.

Le tre torri circolari e la possente cinta muraria sembrano racchiuderlo in un possente abbraccio.
Oggi questa struttura ospita invece eventi e manifestazioni culturali temporanee, come la “Settimana della Cultura” o esposizioni di quadri e fotografie.

La bellezza di questi luoghi, ha fatto sì che nel 2012 il comune vincesse il premio “Meraviglia italiana“, ritirato a Roma dal sindaco all’epoca in carica, Marco Caluri, grazie alla “Passeggiata da castello a castello“, ovvero una camminata che collega il castello di San Terenzo con quello di Lerici.

Il Castello di San Terenzo, tuttavia, non è l’unica attrazione della regione.

Poco lontano sorgono infatti Villa Marigola e Villa Magni.
Lerici legge il mare

L’anima culturale San Terenzo non si respira solo attraverso il suo castello e le sue ville storiche, ma anche grazie alle attività culturali che compongono un ricco calendario di eventi.

Uno degli appuntamenti assolutamente imperdibili è “Lerici legge il mare”, la prima manifestazione in Italia di letteratura e cultura marinara. Questo festival è composto da un insieme di eventi che hanno come protagoniste le storie letterarie che si sviluppano lungo paesaggio marino.

In questo modo torna più forte che mai, il legame fra il passato glorioso e il presente proiettato nel futuro.

Lerici e San Terenzo avevano infatti ospitato nel corso degli anni scrittori ed artisti conosciuti in tutto il mondo.

Oggi l’antico legame fra la scrittura e la città viene ulteriormente valorizzato grazie alla presenza di questo festival che, come un filo, unisce passato e presente.

Pensata e realizzata da Bernardo Ratti in collaborazione con la Società Marittima di Mutuo Soccorso e il comune di Lerici, questa manifestazione ha spento quest’anno 9 candeline.

  vecchia lerici era piu bella prima o adesso a voi l ardua sentenzaper me e sempre bella in ogni epoca dal 1800 ad oggi...
26/10/2022

vecchia lerici era piu bella prima o adesso a voi l ardua sentenza
per me e sempre bella in ogni epoca dal 1800 ad oggi poi ognuno ha i suoi gusti logico
lerici la perla del golfo dei poeti
😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍😍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍👍

po di storia : :
Il castello fu costruito a partire dal 1152 e subì numerose trasformazioni ad opera delle repubbliche marinare, principalmente da parte della Repubblica di Genova e, in misura minore della Repubblica di Pisa che per la sua posizione strategica se ne contendevano il possesso a metà del '200. Con l'ultima modifica del 1555 il castello finì con l'assumere l'aspetto attuale quando, per volere del genovese Offizio di San Giorgio vennero completati i lavori e, per ricordare l'evento, fu applicata la lapide ancora oggi visibile sul portale d'ingresso.
Il castello di Lerici sorge sul "poggio", uno spiazzo naturale creatosi nel punto più alto del Mons Illicis, piccolo promontorio a picco sul mare propaggine del ben più esteso promontorio del Carpione. Il Mons Illicis fu sempre oggetto di contese per la sua posizione strategica dominante sul golfo della Spezia, ma generalmente seguì la storia di Genova, sin dal 1152.

La prima notizia storica certa dell'esistenza del porto Lerici deriva da Claudio Tolomeo che, nella sua Geografia del II secolo d.C., lo menziona come attracco sul litorale tra Pisa e Genova. Nella documentazione di Claudio Tolomeo, tuttavia, non viene nominato alcun castello ma, secondo lo storico rinascimentale Francesco Gonetta, già in quel periodo sarebbe esistita una torre d'avvistamento volta alla difesa del porto, cui sarebbe seguita poi l'edificazione del castello.

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foto albumfotomat marisa lucchesi

  di tutto              tutte localita di primordine nei giorni scorsi vi abbiamo detto cosa rappresentano ma il comune ...
10/10/2022

di tutto
tutte localita di primordine nei giorni scorsi vi abbiamo detto cosa rappresentano ma il comune dal 2015 che è in giunta credito zero amen forse meglio cosi mai un like da amministratori strano davvero
la caletta fra meraviglie e bellezze naturali un insenatura fra le piu belle in italia anche con il caldo penso ci si possa nascondere con li suoi sassi
🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰
ed io fra (i poeti che si sono susseguiti e chi ha da polemizzare ho le prove) ficialmente ieri sera a lerici nessuno come me nel turismo e cio che sto per fare spero ringrazio in anticipo alcuni amministratori non lericini ovvio con loro non esiste un dialogo ringrazio chi dovro incontare mercoledi per (spero ) iniziare a fare la storia

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wait

La Caletta: la spiaggia segreta di Lerici e
Nello splendido tratto di costa che va da Lerici a Tellaro, si trova una baia tanto piccola e selvaggia quanto suggestiva. Gli abitanti del posto custodiscono l’informazione sul suo accesso gelosamente, come un segreto. Anzi, persino molti locali non sanno nemmeno che esista! Vi sto parlando della Caletta di Lerici, un’insenatura stretta come un fiordo, che si allunga dolcemente verso il mare protetta da grotte e faraglioni. Vi assicuro che qui lo scenario è tale da far pensare a uno scorcio caraibico.

Non è un caso che questo luogo sia meta prediletta dai fotografi e dagli instagrammers in ogni stagione dell’anno: l’acqua chiara si accende di tonalità smeraldine accentuate dalla corolla di alberi che vi si riflettono dall’alto delle colline. Anche i fondali della Caletta sono degni di nota: con grotte sottomarine e soffioni sono una paradiso per lo snorkeling e arrivarci in canoa è un’opzione da non sottovalutare. Del resto tutta la zona offre lidi marini molto belli.

La Caletta è anche perfetta nei giorni di caldo afoso estivo perché il sole l’accarezza per poche ore al giorno (la mattina).

Purtroppo però non posso fare a meno di sottolineare un dato dolente. La Caletta è sovrastata da seconde case e non è chiaro come vengano smaltiti gli scarichi di queste abitazioni (nel passato già diverse volte quest’aspetto è stato segnalato, ma non mi sembra con esiti risolutivi) . Trovo che questo fatto sia uno scempio a un luogo che è di fatto un piccolo eden, tanto più prezioso quanto più nascosto in un contesto urbanizzato. Spero che le autorità si decidano a mettere in chiaro questa situazione una volta per tutte e a valorizzare a dovere La Caletta.

Fatta questa precisazione, vi voglio svelare come raggiungere la meravigliosa Caletta.

foto in parte le altre non sono firmate ed è impossibile ricordarsi ogni singola foto

😍               😍  pagina ha qualche problema tecnico con quella di lerici faremo un viaggio all interno della stessa ce...
07/10/2022

😍 😍

pagina ha qualche problema tecnico con quella di lerici faremo un viaggio all interno della stessa cercando di rivalozziare partendo da arcola tutti i comuni della stessa valle una fra le piu importanti della provincia di la spezia
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LA VAL DI VARA
L’alta Val di Vara al passo del Rastrello
L’alta Val di Vara al passo del Rastrello
La Val di Vara si trova nell’entroterra ligure ed è la valle più grande della provincia della Spezia e di tutta la Liguria. Prende il suo nome dall’omonimo fiume, che nasce dal monte Zatta e si getta lentamente nel Magra, di cui è il maggior affluente, dopo 58 Km. La valle è circondata da medi e alti rilievi, la cui cima più alta è il Monte Gottero, di 1640 metri.
All’interno della Lunigiana storica, che si estende da Deiva Marina fino alla Garfagnana, la val di Vara si trova nella parte più nord occidentale e si sviluppa lungo il corso del fiume verso sud est. Confina con la Lunigiana toscana con Zeri, Mulazzo, Tresana e Podenzana, da cui è divisa dall’appennino ligure. La val di Vara è estremamente simile all’alta e media val di Magra, con un susseguirsi di paesini arroccati su cime boscose, borghi medievali, castelli, pievi, santuari e mulini. Allo stesso modo, la natura si ripete con boschi e corsi d’acqua incontaminati, vasti prati, crinali e percorsi che attraversano la zona. Il parallelismo è molto marcato, come dimostra la frazione di Montedivalli, nel comune di Podenzana, ma in territorio ligure. Molti dei suoi borghi inoltre, hanno la tipica struttura rotonda medievale, con le vie e le case raccolte intorno al centro del paese.
Storicamente, gli insediamenti più antichi sono quelli di Pignone, Suvero, Torza, e Zignago. Seguendo la storia lunigianese, la valle fu limes bizantino e quindi dominazione longobarda e franca. Importantissima fu la diocesi di Brugnato, nata nel 1133 e quindi sede vescovile, che estese nel tempo i suoi confini fino a Sestri Levante e a Pontremoli, direttamente a contatto con la diocesi di Luni, nella quale confluì dopo l’avvento di Napoleone.
I comuni che formano la val di Vara sono quindici. , e
delGolfo, nella Bassa Val di Vara; , , al , e , nella media Val di Vara; e quindi , , , , , e , nell’alta Val di Vara.
La valle è raggiungibile facilmente dall’autostrada A12, uscita al casello di Brugnato, ma è molto interessante percorrere strade alternative, soprattutto dalla Lunigiana toscaza come il passo Calzavitello e Rastrello da Zeri, il Valico dei Casoni da Mulazzo, il Passo Alpicella da Tresana e il valico dei Solini da Podenzana.
foto inviateci da stefano zamuto ex vicino di casa
storia della valle

Indirizzo

Via Biagini 6
Lerici
19032

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