Wishing Well Maratea

Wishing Well Maratea Case vacanza a Maratea immerse nel verde a pochi passi dal mare per la tua vacanza.

Immerso in 19mila mq di verde, Wishing Well nasce sulla costa Santa Maria di Maratea (PZ). E’ composto da sei unità residenziali: Agave, Acacia, Bouganville, Ginestra, Tiglio e Castagno curate nei minimi dettagli con vista mozzafiato sul golfo. Nel complesso turistico The Wishing Well è facile immaginare un soggiorno insieme ai propri amici o con la propria famiglia, in pieno relax, in armonia con

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28/05/2026

La statua di Cristo più alta d'Italia non è a Roma, né a Napoli, né a Milano. È in cima a una montagna della Basilicata — e la volle un industriale del tessile che aveva comprato mezzo borgo lucano.

Siamo sul Monte San Biagio, a 640 metri d'altitudine sopra Maratea. Un posto che, prima del 1965, quasi nessuno fuori dalla Basilicata sapeva nominare.

Il Conte Stefano Rivetti di Valcervo era piemontese, ricco, e aveva acquisito una parte consistente del borgo di Maratea. A un certo punto decise che su quella cima ci voleva qualcosa di permanente. Non lo chiese alla Chiesa. Non lo chiese allo Stato. Lo finanziò di tasca sua e chiamò lo scultore fiorentino Bruno Innocenti.

Il risultato pesa 400 tonnellate.

Vengono fuori 21 metri di altezza, con le braccia aperte per 19. La struttura interna è di acciaio. Il rivestimento esterno è un impasto di cemento bianco e scaglie di marmo di Seravezza — non il solito monumento locale, ma un'opera con una logica ingegneristica precisa, progettata dall'ingegnere Luigi Musumeci.

I lavori iniziarono nel 1963. L'epigrafe alla base, in latino, è firmata dallo stesso committente: «Stephanus Rivetti Valcervus Comes / hoc simulacrum posuit / A.D. MCMLXV». Anno Domini 1965.

Aspetta — perché il dato che ribalta tutto non è l'altezza.

È il contesto. La Basilicata nel 1965 era una delle regioni più povere d'Italia. Non aveva infrastrutture, non aveva turismo, non aveva nulla che giustificasse un monumento da 400 tonnellate su una cima a 640 metri. Eppure un conte piemontese, che lì ci aveva comprato casa per interesse immobiliare, costruì la statua di Cristo più grande del Paese — in un posto dove neanche la Chiesa aveva ritenuto di farlo.

Oggi il Cristo di Maratea è visitabile. È la seconda statua religiosa più grande d'Italia per dimensioni — superata solo dal Colosso di San Carlo Borromeo ad Arona, che però raffigura un vescovo, non Cristo.

Un industriale del Nord che finanzia il Cristo più alto d'Italia su una montagna del Sud dimenticato, senza chiedere permesso a nessuno. L'epigrafe lo dice chiaro: era roba sua.

In breve:
Il Cristo Redentore di Maratea è la statua di Cristo più alta d'Italia: 21 metri, 400 tonnellate
Fu commissionata nel 1963 dal Conte Stefano Rivetti di Valcervo, industriale piemontese, senza alcun coinvolgimento della Chiesa
Lo scultore Bruno Innocenti la completò nel 1965 sul Monte San Biagio, a 640 metri d'altitudine sopra uno dei borghi più poveri del Paese

22/05/2026
15/05/2026

400 tonnellate di Cristo in cima a una montagna — e non guarda il mare.

Sul Monte San Biagio, a 644 metri sopra il Tirreno, c'è una statua che domina il mare per chilometri. Ma il volto non è rivolto verso l'orizzonte. È rivolto verso la strada. Verso chi sale.

Siamo a Maratea, Basilicata. Anni Sessanta. Un conte tessile piemontese — Stefano Rivetti di Val Cervo — decide di finanziare interamente una statua monumentale del Cristo Redentore. Nessun ente pubblico, nessun contributo statale: solo i suoi soldi, su una montagna del sud Italia.

Lo scultore è Bruno Innocenti, fiorentino. Il progetto che porta avanti è già fuori scala: 21 metri di altezza, 19 metri di apertura delle braccia. Più larga che alta. Una figura che non punta verso il cielo — si spalanca orizzontalmente sul paesaggio.

E qui arriva il primo numero che rompe la logica: 400 tonnellate. Non è un edificio. Non è un ponte. È una statua. In cima a una montagna. Costruita tra il 1963 e il 1965 portando cemento armato e marmo di Seravezza su per quasi 10 chilometri di strada stretta, a 644 metri di quota.

Aspetta. Perché la statua non fu mai inaugurata. Nessuna cerimonia, nessun taglio del nastro, nessun discorso ufficiale. Rivetti la fece costruire, e basta. Nel 1965 era lì, e lì è rimasta — in perfette condizioni, senza restauri strutturali — per oltre sessant'anni.

Spoiler: il dettaglio che nessuno considera è il volto. Dal mare, per effetto della prospettiva e dell'asimmetria costruita da Innocenti, il Cristo sembra guardare l'orizzonte. Crea un'illusione ottica involontaria. Ma il volto — quello reale, quello calcolato — punta verso la strada. Verso i fedeli che salgono a piedi, in macchina, a qualunque ora del giorno.

Una statua che pesa quanto un palazzo di sei piani, costruita senza inaugurazione su una montagna lucana, con uno sguardo che volta le spalle al panorama più bello che abbia mai avuto davanti.

Il Cristo di Maratea non guarda il mare. Guarda te, mentre arrivi.

In breve:
400 tonnellate di cemento e marmo di Seravezza, costruite tra il 1963 e il 1965 in cima al Monte San Biagio (644 m)
Finanziata interamente dal conte Rivetti di Val Cervo, senza mai essere inaugurata ufficialmente
Il volto del Cristo non guarda il mare che domina — guarda la strada e chi sale verso di lui

24/04/2026

Indirizzo

Maratea

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