02/04/2026
Coltivare relazioni, difendere il cibo. Incontro di Rete Gas Marche a Recanati, una giornata per il futuro dei GAS e delle filiere locali
Domenica 29 marzo, ospiti del GassOsa, si è tenuto un incontro intenso e partecipato che ha intrecciato esperienze, riflessioni e prospettive comuni. Un incontro che ha messo al centro una domanda semplice ma radicale: che ruolo vogliamo avere, come GAS e come comunità, nel futuro del cibo e dei territori?
La mattina si è aperta con un confronto prezioso sulle filiere locali, a partire dall’esperienza dell’azienda Bio Malavolta, raccontata da Enzo Malavolta. Una storia che parla di agricoltura come cura, conservazione di varietà antiche e locali, difesa della biodiversità come risposta concreta alle sfide del presente, dalla crisi climatica alla crescente pressione di fitopatogeni, dalla perdita di fertilità dei suoli alla semplificazione genetica delle colture. Un lavoro paziente che non riguarda solo un’azienda, ma ha contribuito alla costruzione del Biodistretto Picenum come spazio di tutela dell’ambiente, della salute e delle relazioni tra produttori e comunità. A questo si è intrecciato l’intervento di Nazareno Agostini, produttore e presidente di AIAB Marche, che ha riportato con chiarezza il nodo centrale, la sfida di garantire, attraverso filiere corte e locali, un lavoro dignitoso per chi produce e un cibo che non venga ridotto a merce. L’esperienza dei produttori del ca****fo di Montelupone, presidio Slow Food, racconta bene questa tensione, a fronte di una trentina di produttori coinvolti nel presidio, solo due sono biologici. Un dato che interroga e che riporta al centro la necessità di sostenere concretamente pratiche agricole che rispettino davvero l’ambiente e la salute.
In questo quadro si inserisce anche l’aggiornamento sulla campagna nazionale “Filiere libere dai nuovi OGM”, condiviso da Alberta Cardinali vice presidente Co-energia e Coordinamento Rete Gas Marche e sulle azioni che portiamo avanti nella nostra regione come rete. La deregolamentazione dei nuovi OGM/NGT rischia di compromettere elementi fondamentali come la tracciabilità e l’etichettatura degli alimenti, la possibilità di scelta per produttori e consumatori, la tutela della biodiversità agricola e in ultima analisi, la sovranità alimentare dei territori. Per questo diventa urgente rafforzare reti locali e nazionali tra produttori, Gas e amministrazioni, per costruire filiere alternative e lavorare insieme alla dichiarazione dei territori liberi da nuovi OGM.
Le parole di Enzo Malavolta hanno restituito con forza il senso di questa preoccupazione: “se la deregolamentazione dovesse passare nei termini attualmente previsti, significherebbe cancellare decenni di lavoro sulla biodiversità e sull’agricoltura contadina“.
Il pranzo condiviso ha dato corpo a tutto questo, una tavola costruita insieme, dove ciascuno ha portato qualcosa, trasformando il cibo in relazione. Piatti preparati con cura, storie che si intrecciano, la consapevolezza che nutrirsi non è solo un atto biologico, ma anche culturale, sociale, politico. Un momento semplice e potente, che racconta meglio di tante parole cosa significa economia solidale. Ricordiamo anche l’ intervento di Roberto Pizzabiocca, che ci ha raccontato l’esperienza di Pinsa Lia – Qualità e Solidarietà, un progetto che, come i Gas, lavora sulla costruzione di filiere trasparenti e relazioni dirette tra produttori e consumatori. Un contributo prezioso, arrivato quasi a sorpresa, che ci ha permesso di allargare lo sguardo su esperienze affini in altri territori. Grazie a Roberto per essere venuto a trovarci e per aver condiviso il suo percorso. Nel pomeriggio si è aperto un altro passaggio importante, la presentazione della ricerca “L’evoluzione delle economie solidali e del consumo critico: il caso dei GAS nelle Marche”, curata dal prof. Matteo Belletti dell’Università Politecnica delle Marche. Non un’indagine calata dall’alto, ma un percorso costruito insieme, che vedrà il coinvolgimento diretto dei GAS e dei produttori. Dal confronto è emersa con chiarezza una esigenza condivisa di riattraversare le nostre radici. Rimettere a fuoco valori, obiettivi e pratiche che rischiano di affievolirsi quando l’esperienza dei Gas si riduce al solo acquisto. La ricerca sarà quindi anche uno spazio di riflessione collettiva. attraverso incontri in presenza, momenti di dialogo e confronto, per ricostruire il profilo dei Gas nei territori, le relazioni con i produttori, le connessioni con altre realtà che si occupano di ambiente, giustizia sociale, beni comuni. In questa prospettiva, i GAs possono tornare a essere soggetti trasformativi, non solo gruppi di acquisto anche se solidale, ma nodi attivi di reti territoriali capaci di incidere sulle scelte economiche, sociali e ambientali.