06/10/2026
La provocazione del martedì
SARESTI DISPOSTO A PAGARE PER ANDARE SU ALCUNE STRADE IN MONTAGNA?
Una domanda provocatoria, forse.
Ma forse è proprio la domanda che dobbiamo iniziare a farci.
Noi motociclisti amiamo le montagne in generale e le strade che le attraversano, le collegano e ci permettono di viverle.
E amiamo in particolare le Dolomiti: patrimonio UNESCO, un luogo unico al mondo che attraversiamo per le sue strade, ma soprattutto per quello che quelle strade ci permettono di vivere, montagne, passi, vallate, paesi, natura e paesaggi, o meglio permettevano di vivere... perché ultimamente i passi più blasonati non si godono poi molto, il traffico è spesso da centro città e bisogna convivere con: biciclette, camper, auto, autobus, su strade dove in molti casi due vetture che si incrociano fanno fatica a scambiarsi.
Oggi anche noi in sella alle nostre due ruote dobbiamo affrontare un problema: l'overtourism.
In alcuni periodi e in alcuni luoghi arrivano così tante persone e così tanti mezzi che diventa difficile godersi la montagna.
E non soltanto per noi.
Per chi nelle Dolomiti ci vive tutto l'anno, il problema può diventare ancora più pesante: traffico, parcheggi, rumore, difficoltà negli spostamenti e servizi messi sotto pressione.
E allora forse dobbiamo cambiare paradigma.
E SE PROPRIO NOI MOTOCICLISTI, SPESSO INDICATI COME PARTE DEL PROBLEMA, FACESSIMO UN PASSO PER DIVENTARE PARTE DELLA SOLUZIONE?
Guardiamo cosa succede appena oltre confine.
In Austria, alcune delle strade alpine più belle e conosciute sono a pagamento. Eppure continuano ad attirare un numero enorme di motociclisti: Großglockner e Timmelsjoch, da sole, superano complessivamente i 150.000 passaggi di moto all'anno.
Il pedaggio, quindi, non sembra aver cancellato l'attrattività di queste strade.
Anzi… Intorno a queste destinazioni esiste un sistema turistico fatto di alberghi, ristoranti, distributori, negozi e servizi che porta ricchezza e lavoro alle comunità montane.
E allora viene spontanea una domanda:
POSSIAMO INIZIARE A DARE UN AIUTO CONCRETO ANCHE AI NOSTRI TERRITORI MONTANI?
Territori che in molti casi stanno vivendo spopolamento, perdita di servizi e difficoltà economiche.
Sì, lo so.
Viviamo in uno dei Paesi dove la pressione fiscale è già molto alta.
E sentir parlare di un altro pagamento potrebbe sembrare semplicemente l'ennesima gabella.
Ed è un'obiezione assolutamente comprensibile.
Ma proviamo a distinguere due cose.
Pagare per pagare.
E contribuire per avere e mantenere qualcosa di qualità.
Se pago 10-15 euro per attraversare due/tre passi e mi ritrovo una strada perfettamente mantenuta, sicurezza, pulizia, servizi, gestione del traffico e un territorio meglio tutelato, il concetto potrebbe essere molto diverso da una tassa che semplicemente scompare nei bilanci.
Un po' come fermarsi a mangiare in un buon ristorante.
Non paghi soltanto il cibo.
Paghi anche un ambiente curato, un servizio, la qualità, la pulizia, l'organizzazione e l'esperienza complessiva.
E se tutto è impeccabile, il beneficio è per entrambi:
chi paga riceve qualità e chi offre il servizio ha interesse a mantenerla.
Perché non provare a immaginare qualcosa di simile anche per le Dolomiti?
DA OSPITE A SOCIO.
Non un semplice biglietto d'ingresso.
Un contributo alla conservazione del luogo che stiamo vivendo.
Un eventuale contributo potrebbe confluire in un fondo specifico e trasparente destinato a:
- manutenzione delle strade
- sicurezza
- tutela dell'ambiente
- pulizia
- servizi e soccorso
- sostegno alle comunità locali
****gestione dei flussi*** con orari di transito diversificati, per far godere la strada alle moto, le bici e le auto magari in orari diversi, ok ora ci andiamo quando vogliamo, ma ci godiamo realmente le strade?
E magari una parte potrebbe essere destinata proprio a rafforzare l'economia dei territori montani, sostenendo servizi, infrastrutture e iniziative che rendano possibile continuare a vivere in montagna.
Perché se noi arriviamo in questi luoghi per qualche ora o qualche giorno, qualcuno lì ci vive tutto l'anno.
E soprattutto con una regola fondamentale:
IL PAGAMENTO CON LA MASSIMA TRASPARENZA… CHI PAGA DEVE POTER VEDERE DOVE VANNO I SOLDI.
Quanto è stato raccolto? Quanto è stato investito? Cosa è stato realizzato? Quanto è tornato ai Comuni e alle comunità? Quali risultati sono stati ottenuti?
A quel punto non sarebbe più semplicemente:
“Pago per poter passare.”
Ma:
“Contribuisco perché questo luogo rimanga bello, vivibile e accessibile anche domani.”
Per evitare che troppo successo finisca per distruggere proprio ciò che tutti veniamo a cercare.
E qui arriva la domanda.
SE NOI MOTOCICLISTI SIAMO CONSIDERATI PARTE DEL PROBLEMA, POSSIAMO ESSERE NOI A FARE IL PRIMO PASSO PER DIVENTARE PARTE DELLA SOLUZIONE?
Sotto ai commenti con le vostre idee..