09/06/2026
Una delle prime cose che mi avevano fatto capire, quando mi è stata diagnosticata la fibromialgia, era che probabilmente avrei dovuto rinunciare a viaggiare.
Per me è stato un colpo durissimo.
Perché viaggiare è sempre stato il mio modo di respirare, di sentirmi viva, di conoscere il mondo e, soprattutto, di esplorare me stessa.
Ma come in tutto, però, ho imparato a osservare la vita da un’altra prospettiva. A vedere possibilità e non limiti.
E così non ho smesso di viaggiare, ma ho cambiato il modo in cui lo faccio.
Lo zaino è stato sostituito dal trolley. Il posto letto condiviso in ostello dalla stanza privata. I tour pieni di cose da fare dal viaggiare lentamente.
Ho imparato che non devo fare tutto e soprattutto che non devo dimostrare niente a nessuno.
Ho imparato a prendermi più tempo.
A rallentare quando ne ho bisogno.
A non confrontare il mio viaggio con quello degli altri.
Ho semplicemente smesso di viaggiare come prima.
Se convivi con una malattia cronica, una condizione invisibile o semplicemente stai attraversando un periodo in cui il tuo ritmo è diverso da quello degli altri, sappi che non devi fare di più per dimostrare il tuo valore.
Il tuo modo di viaggiare.
Il tuo modo di vivere.
Il tuo ritmo.
Vanno bene così.