28/07/2026
“Ragazzi, che sia salsedine, vento di mare questo?
Forse si leveranno alte le onde a rinfrescarmi?”.
La sua mente è assetata come una spugna secca,
è un pesce dimenticato sulla riva dal pescatore,
che guizzando agonizza, e tutt’a un tratto, Dio mio,
la mente si riempie di sale e le branchie di acqua.
Volge la testa riccia e ingenua verso la compagna:
“Penso e ripenso, Fida, ma mi sembra di impazzire:
non fummo noi a spegnerci sulle rive di Creta?
Senti, il mio fiato nero odora ancora di carbone,
e rivedo il colpo di lancia che ti trapassa i seni!
O era soltanto un sogno, svanito al risveglio, Fida,
e ora che il padrone ci chiama, sta sorgendo l’alba,
e la luce abbagliante, quella vera, sorge dalla tomba?
Ah, che gioia ridestarci, compagna, ora verrà l’onda,
ora appariranno le vele, saranno gonfie di vento!
Non piangere, non ho mai sentito, ti giuro, sulla terra
il cuore così pieno di gioia, così leggero il piede!”.”
Odissea di Nikos Kazantzakis
𝗘𝗻𝗿𝗶𝗰𝗼