02/10/2026
๐๐ ๐ ๐ข, ๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐
๐๐ฌ๐ญ๐ ๐๐๐ข ๐๐จ๐ง๐ง๐ข, ๐๐๐ฅ๐๐จ๐ฎ๐ญ๐๐ญ ๐ฌ๐๐ฅ๐ฎ๐ญ๐ ๐ฎ๐ง๐จ ๐๐๐ข ๐ฌ๐ฎ๐จ๐ข ๐ง๐จ๐ง๐ง๐ข. โค๏ธ
ร volato in cielo Ernesto.
Per me Ernesto era un amico, ma era anche un poโ il nonno di Balboutet.
Gestiva il B&B La Maison insieme alla sorella Maria e, da quando era mancato Orazio, era diventato una presenza ancora piรน forte e familiare per chiunque passasse da lรฌ.
Io lo conoscevo da circa ventโanni.
Quando lโho incontrato ero poco piรน che un ragazzo e, in qualche modo, Ernesto mi ha accompagnato verso lโetร adulta.
Ogni volta che salivo a Balboutet, cโera un piccolo rito che non poteva mancare: bussare alla finestra della cucina de La Maison e salutare Ernesto.
Lโultima volta (che ci siamo visti) รจ stato il 12 settembre.
Lui arrivava da Pinerolo praticamente ogni fine settimana, in ogni stagione. Balboutet era la sua casa, anche quando la sua vita lo riportava a valle.
E poi cโera quella fontana davanti alla nostra chiesa.
Quante volte, mentre riempiva la sua brocca, mi ha ripetuto:
โLโacqua della fontana di Balboutet รจ la piรน buona.โ
La portava in casa, la offriva ai suoi commensali, orgoglioso di una cosa semplice che per lui aveva un valore enorme.
Ernesto era anche un gran lavoratore.
Aveva un signor orto, curato in ogni stagione con quella dedizione che appartiene a chi ama davvero la terra: la conosce, la rispetta, la coltiva e sa aspettare.
Ricordo ancora un maggio - giugno di tanti anni fa, quando salii con lui a Pian dellโAlpe a raccogliere gli spinaci selvatici.
Per me, cittadino (penso ormai tutti sappiate che gestisco questa pagina da molto lontano), era quasi una spedizione alla scoperta di un mondo sconosciuto. Ernesto mi spiegava dove cercarli, come riconoscerli, come raccoglierli.
Ne feci persino un piccolo video tutorial, convinto che cosรฌ avrei imparato a riconoscerli per sempre.
Il sapore di quegli spinaci me lo ricordo ancora.
Ernesto era cosรฌ: insegnava senza fare il maestro.
Raccontava senza fare il professore.
Lavorava senza bisogno di mostrarsi.
Era semplicemente Ernesto.
Un uomo di Balboutet.
Uno di quelli che, con la loro presenza, finiscono per diventare parte del luogo stesso.
E forse รจ proprio questo che significa essere un poโ nonno:
lasciare qualcosa negli altri, un ricordo, un gesto, una frase, un sapore, una storia che continua anche quando non ci sei piรน.
Oggi Balboutet perde un pezzo della sua storia.
E io, quando tornerรฒ, probabilmente continuerรฒ istintivamente a passare davanti alla Maison, a guardare quella porta e a pensare che da qualche parte, in cucina, ci sia ancora Ernesto pronto a salutarmi.
Ciao Ernesto.
Grazie per questi ventโanni di amicizia, racconti, terra, acqua buona e Balboutet.
Oggi, Festa dei Nonni, mi piace pensare che un posto speciale in cielo sia giร pronto per te. โค๏ธ
๐๐ฎ๐จ๐ง ๐ฏ๐ข๐๐ ๐ ๐ข๐จ, ๐๐ซ๐ง๐๐ฌ๐ญ๐จ.
๐๐ฅ ๐ญ๐ฎ๐จ ๐๐๐ฅ๐๐จ๐ฎ๐ญ๐๐ญ ๐ง๐จ๐ง ๐ญ๐ข ๐๐ข๐ฆ๐๐ง๐ญ๐ข๐๐ก๐๐ซร .