06/11/2022
Porta Nuova - Via Vittorio Emanuele 475 - Palermo
Da qui si accede al Cassaro (Via Vittorio Emanuele) la principale arteria cittadina
Storia da Wikipedia:
Tommaso Fazello documenta l'apertura del primitivo varco nel 1460 denominato Porta dell'Aquila[2] e la contestuale chiusura di un varco d'accesso inserito nella cinta muraria a meridione.[3]
Costituita da un solo ordine di colonne e cornicione, il 13 settembre 1535, proveniente da Monreale, fece ingresso l'imperatore Carlo V reduce dalla Conquista di Tunisi.[4][3]
Per la liberazione dal contagio di peste nel 1575 fu apposta un'immagine della Vergine Immacolata e l'iscrizione:[5]
(LA)
«Virgini Immaculatæ Summo Urbis Præsidio, atque ornamento, Servati Clientes D. S.»
La Porta Nuova perfezionata su più livelli fu voluta nel 1583 dal viceré Marcantonio Colonna[4][3] per celebrare la vittoria sulle armate turche e commemorare i trionfi del sovrano.[4] Nonostante il Senato cittadino avesse imposto il nome di Porta Austriaca, mentre alcuni documentatori fanno riferimento a Porta Imperiale, il popolo palermitano continuò ad appellare il monumentale varco come Porta Nuova. Nel 1578 il viceré perpetuò l'esistenza di un corridoio meridionale sopraelevato comunicante col Palazzo Reale[6] verosimilmente ricalcante la parte iniziale attraverso la Galca del primitivo percorso della Strada Coperta.[7]
La costruzione subì la quasi totale distruzione il 20 dicembre 1667,[8][3] quando esplosero i depositi di polvere da sparo a causa di un fulmine dovuto ad un temporale. Nel 1669 l'architetto Gaspare Guercio[9] la ricostruì integralmente e pensò di porre a coronamento dell'edificio una copertura piramidale rivestita da piastrelle policrome maiolicate con le immagini di aquile ad ali spiegate.
Le iscrizioni del 1668 recitano di provvedimenti e risarcimenti operati dal viceré di Sicilia Francesco Fernandez de La Cueva, duca di Alburquerque.[10] Il terremoto del 16 giugno 1686[10][11] provocò dei danni. I lavori di restauro comportarono la realizzazione di scarpe o delfini di rinforzo sul fianco sinistro, interventi posti in essere dal viceré Giovan Francesco Pacecho, duca di Uzeda.
Fino ai restauri eseguiti nel 1825 è documentato visibile un affresco raffigurante la Beata Vergine Maria contornata da angeli, ritratta con Sant'Agata, Sant'Agatone, San Michele Arcangelo, opera realizzata da Pietro Novelli sulla parete interna di S - W.[12]
Dal 1870 fa parte del complesso del distretto militare di Palermo.
Nel settembre 2015 si sono conclusi i lavori di restauro e messa in sicurezza del monumento