Sicilia da Amare

Sicilia da Amare Benvenuti su Sicilia da Amare! Se sogni di immergerti nei colori, nei profumi e nelle tradizioni di una terra senza pari, sei nel posto giusto.

La Sicilia è un’isola che affascina per la sua storia millenaria, le sue bellezze naturali.

Saro Urzì, pseudonimo di Rosario Urzì, nacque a Catania il 24 febbraio 1913. Lasciata la Sicilia in cerca di fortuna, do...
05/06/2026

Saro Urzì, pseudonimo di Rosario Urzì, nacque a Catania il 24 febbraio 1913. Lasciata la Sicilia in cerca di fortuna, dopo aver svolto da giovane diversi lavori arrivò a Roma, dove iniziò la sua carriera nel cinema: prima come comparsa e poi in piccole parti marginali in vari film degli anni Trenta e Quaranta, costruendo poco a poco quel suo personaggio di caratterista siciliano, a volte sanguigno e collerico, ma sempre attraversato da una forte umanità.

Il vero salto avvenne nel 1949, quando venne scelto per interpretare il brigadiere nel film In nome della legge. Sul set nacque un’intesa con Pietro Germi che avrebbe portato Urzì a comparire in molte opere del regista, con ruoli via via più rilevanti, fino ad arrivare a Sedotta e abbandonata, dove diede volto al patriarca don Ascalone, figura autoritaria e dal temperamento esplosivo. La prova offerta in In nome della legge gli valse il Nastro d’Argento nel 1948 come miglior attore non protagonista, mentre l’interpretazione in Sedotta e abbandonata gli procurò il premio come miglior attore al Festival del Cinema di Cannes del 1964 e un secondo Nastro d’Argento nel 1965.

Tra anni Sessanta e Settanta prestò il suo volto a numerose pellicole, molte delle quali oggi poco ricordate, ma rimase comunque una presenza riconoscibile e incisiva. Partecipò ai primi cinque film della saga di Don Camillo e Peppone nei panni del Brusco. Fu inoltre l’unico attore ad apparire sia nel film Il padrino del 1972, diretto da Francis Ford Coppola e tratto dall’omonimo romanzo di Mario Puzo, sia nella parodia Il figlioccio del Padrino, girata nel 1973 da Mariano Laurenti al fianco di Franco Franchi. Morì a San Giuseppe Vesuviano il 1º novembre 1979.

Un grande ringraziamento ai nostri nuovi follower! Siamo felici di avervi tra noi! Maurizio Albanese, Angela Dimaggio, F...
04/06/2026

Un grande ringraziamento ai nostri nuovi follower! Siamo felici di avervi tra noi! Maurizio Albanese, Angela Dimaggio, Ferruccio Pizzamiglio, Emanuela Ronci, Enrico Grotteria, Erika Marino, Mariacarmela Boccuni, Beniamino Bongiovì, Francesca Grillone, Patrizia Capizzi, Silvano Arcidiacona, Marthese Dimech, Silvio De Bellis, Veronica Guarrera, Campesino Calabro Lucano, Lauralma Pizzigallo, Catia Iacobucci, Antonella Daidone, Tea Ranno, Luigi Palagonia, Loredana Piccinini, Patrizia Farruggio, Salvatore Liprino, Patrizia Somma, Maria Agata Anastasio, Giuseppe Firrincieli, Angela Di Cola, Elisabetta Rossetti, Gianfranca Colucci, Roberto Bruno, Vittorio Salemi, Nino Cangemi, Mario Anto Cantarella, Lory Iacono, Luciano Venticinque, Francesco Barrese, Antonella Albanese, Milena Lupo, Alessandro Fontanini, Angelo Cucinotta, Cinzia La Fauci, Natalina Boccia, Gerardo Passannante, Sara Oliverio, Silvia Castelli, Antonio Russello, Vanni Fici, Giovanni Di Blasi, Emanuele Di Lorenzo, Bruna Dranelli

Il segreto della pasta secca: un'invenzione siciliana, non asiatica?Esiste una teoria storica molto solida che sposta l'...
04/06/2026

Il segreto della pasta secca: un'invenzione siciliana, non asiatica?

Esiste una teoria storica molto solida che sposta l'origine della pasta secca da Marco Polo alla Sicilia Normanna!!

Nel 1154, il geografo arabo Al-Idrisi, al servizio del re Ruggero II di Sicilia, descrive nel suo celebre "Libro di Ruggero" la produzione e l'esportazione a Trabia (un paese a pochi chilometri da Palermo) di una particolare pasta secca a forma di fili chiamata "itriyya".

La tecnica dell'essiccazione, fondamentale per conservare la pasta e trasportarla per lunghi viaggi, era già perfezionata a Trabia molto prima che la leggenda di Marco Polo e degli spaghetti cinesi nascesse. I maccheroni che amiamo oggi potrebbero avere le loro radici più antiche qui!

Una storia di ingegno e di farina che, partendo da un piccolo borgo siciliano, ha cambiato la cucina mondiale!

Francesco Procopio dei Coltelli, indicato da alcune fonti come Francesco Procopio Cutò e conosciuto in Francia con il so...
04/06/2026

Francesco Procopio dei Coltelli, indicato da alcune fonti come Francesco Procopio Cutò e conosciuto in Francia con il soprannome di Le Procope, nacque in Sicilia il 9 febbraio 1651, ad Aci Trezza o a Palermo, e morì a Parigi il 10 febbraio 1727. Cuoco italiano, è ricordato soprattutto per aver aperto la prima gelateria e, soprattutto, per aver legato il proprio nome al celebre Café Procope, destinato a diventare un luogo simbolo della vita culturale parigina.

Sulle sue origini esistono più ipotesi. Una lunga tradizione lo vuole nato ad Aci Trezza, ma l’ipotesi più recente lo considera palermitano sulla base di documenti ritrovati dal Comune di Palermo. In particolare, un attestato di battesimo rinvenuto nell’archivio parrocchiale della Chiesa di Sant’Ippolito, nel quartiere Capo del capoluogo, indica che il battesimo fu celebrato il 10 febbraio 1651, il giorno dopo la nascita, ed era figlio di Onofrio e Domenica Semarqua. Da quel documento emerge anche il cognome di origine greca “Cutò”, diffuso in Sicilia, e non “Coltelli”; la confusione si spiega con la somiglianza tra la pronuncia francese di “coltelli” e quella di “Cutò”. Una terza ipotesi, ritenuta plausibile, concilia le due precedenti: Procopio sarebbe nato a Palermo e avrebbe poi vissuto ad Aci Trezza, dove, grazie al commercio della neve dell’Etna, attività allora molto importante, avrebbe maturato l’idea del gelato.

Nel 1675 sposò nella chiesa di Saint-Sulpice Marguerite Crouin, dalla quale ebbe otto figli. Ottenne la nazionalità francese nel 1685 e nel 1696 si risposò con Anne Françoise Garnier, che gli diede altri quattro figli. Nel 1717, ormai anziano, si ritirò dall’attività e l’anno seguente, dopo aver sposato Julie Parmentier, ebbe un altro figlio. Morì il giorno dopo aver compiuto 76 anni.

Quanto all’invenzione del gelato, attribuirne la paternità non è semplice: già in tempi antichi si refrigeravano frutta, latte, miele e altri alimenti per conservarli, e notizie simili compaiono anche nella Cina dei Ming, tra il 618 e il 907. Del gelato vero e proprio, però, si comincia a parlare soltanto nella seconda metà del XVII secolo, quando a Parigi aprì il Le Procope, ancora oggi esistente. È proprio a quel caffè letterario, il primo del suo genere in Europa, che si lega la fama di Francesco Procopio Cutò e la sua candidatura a inventore del gelato.

Compiuti i vent’anni, il giovane siciliano lasciò l’isola per Parigi e iniziò a lavorare come cameriere in un locale di Saint Germain, proprio nel quartiere dove nel 1686 aprì il suo caffè, Le Procope. La scelta fu fortunatissima: poco dopo l’apertura, la Comédie Française si trasferì proprio di fronte al suo locale, in Rue de l’Ancienne Comédie, contribuendo in modo decisivo al successo dell’attività. Nel XIX secolo il locale divenne uno dei più frequentati e fu scelto da grandi protagonisti della politica e della cultura come Robespierre, Danton, Marat, Voltaire, Diderot, Balzac e Hugo; oggi è trasformato in ristorante in rue de l’Ancienne Comédie.

Angelo Musco, nato a Catania il 18 dicembre 1872 e morto a Milano il 6 ottobre 1937 all’età di 64 anni, è stato una dell...
04/06/2026

Angelo Musco, nato a Catania il 18 dicembre 1872 e morto a Milano il 6 ottobre 1937 all’età di 64 anni, è stato una delle grandi figure del teatro italiano. Quattordicesimo figlio di un bottegaio, dopo aver provato diversi mestieri, dal barbiere al calzolaio fino al muratore, debuttò appena quindicenne come canzonettista in un teatrino di marionette siciliano, dove si formò artisticamente e rimase fino alla morte del capocomico Santoro. Nel 1899 entrò nella compagnia di Giovanni Grasso, distinguendosi per le sue straordinarie doti istrioniche e mimiche: durante le esibizioni parodiava le tragedie interpretate da Grasso con lazzi, piroette e battute esilaranti. Dopo i primi contrasti con lo stesso Grasso, lasciò la compagnia e prese parte ad altre formazioni.

La sua vera affermazione arrivò nel 1902, quando al Teatro Argentina di Roma partecipò a Malia di Capuana e a I Mafiusi di Rizzotto. In quell’occasione conobbe Martoglio, che in seguito scrisse per lui San Giovanni decollatu e L’aria del continente. Nel 1914 entrò nella compagnia di Marinella Bragaglia, dove conobbe Rosina Anselmi, destinata a diventare la sua fedele compagna d’arte. Il suo talento comico trovò piena espressione a Milano nel 1915 con Il paraninfo di Capuana, mentre l’anno successivo arrivò l’incontro decisivo con Luigi Pirandello, di cui negli anni fu applauditissimo interprete in Lumie di Sicilia, Il berretto a sonagli, Pensaci, Giacomino!, La patente e Liolà.

In questi testi Musco mise in luce le sue qualità più riconoscibili: una comicità travolgente unita alla capacità di restituire la psicologia dei personaggi. Era un osservatore acuto dell’umanità, animato da spontaneità e gioia di vivere, qualità che riversava sul palcoscenico fino a trasformare il testo dell’autore, intrecciandovi battute originali ed estemporanee. Ebbe anche esperienze cinematografiche nate dal teatro, portando sullo schermo L’eredità dello zio buonanima, L’aria del continente, Re di denari e Il feroce Saladino, opere nelle quali emergeva la sua brillante comicità sospesa tra grottesco e buffonesco. Sognava di costruire un teatro di prosa, ma quel progetto non si realizzò mai: morì improvvisamente a Milano il 6 ottobre 1937, dopo una rappresentazione al Teatro Olimpia.

Dopo il successo riscosso a Catania, il volume "Ducezio e i Siculi" arriva a Palermo per un nuovo approfondimento sulle ...
04/06/2026

Dopo il successo riscosso a Catania, il volume "Ducezio e i Siculi" arriva a Palermo per un nuovo approfondimento sulle origini storiche e culturali dell’isola. L’appuntamento è fissato per venerdì 5 giugno 2026 alle 19 nella Sala De Seta Ridotto dei Cantieri Culturali alla Zisa, all’interno della rassegna Una Marina di Libri, uno dei principali festival letterari del Mezzogiorno.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Ducezio, offre l’occasione per meditare sul ruolo dei Siculi e sulla figura di Ducezio, leader del V secolo a.C. che rappresenta uno dei simboli più significativi dell’identità siciliana. Il volume, edito da Algra Editore e curato da Gesualdo Campo, raccoglie gli atti del convegno tenutosi nel novembre 2024 al Teatro Greco Romano di Catania e contiene contributi multidisciplinari di studiosi, archeologi, storici e ricercatori impegnati nell’analisi delle origini della civiltà sicula e del suo patrimonio culturale.

La serata si aprirà con i saluti del presidente della Fondazione Ducezio, l’on. Raffaele Lombardo. La presentazione sarà affidata al professor Rosario Sapienza, ordinario di Diritto Internazionale all’Università degli Studi di Catania, e all’architetto e curatore dell’opera, Gesualdo Campo. Interverranno inoltre alcuni dei relatori che hanno contribuito al volume, offrendo al pubblico nuovi spunti sul rapporto tra memoria storica, identità e futuro della Sicilia.

«La conoscenza delle nostre radici rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere il presente e costruire il futuro della Sicilia», dichiara la Fondazione Ducezio, che spiega come la pubblicazione miri a valorizzare una pagina importante della storia isolana e a restituire centralità al suo patrimonio identitario. L’ingresso all’incontro è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

In Sicilia, anche i piatti più semplici hanno spesso una storia lunga e affascinante, nata dall’incontro tra ingredienti...
04/06/2026

In Sicilia, anche i piatti più semplici hanno spesso una storia lunga e affascinante, nata dall’incontro tra ingredienti poveri, creatività contadina e sapori mediterranei. Questa pasta ne è un esempio perfetto: un primo che richiama la cucina di casa, le tavole estive e quella tradizione siciliana capace di trasformare verdure, pomodoro e pane raffermo in qualcosa di davvero speciale. È una ricetta che profuma di Isola e di memoria, con il gusto pieno delle preparazioni di una volta.

La base è quella di una pasta con verdure e sugo di pomodoro, arricchita da melanzane, capperi, basilico e pangrattato tostato, in un equilibrio che ricorda molto certe preparazioni popolari del Sud. Non è solo un piatto buono: è un modo di raccontare la Sicilia attraverso il cibo, con semplicità e carattere.

Ricetta passo passo

Lava e taglia le melanzane a cubetti o a listarelle, poi falle friggere in olio caldo oppure rosolale in padella con poco olio se preferisci una versione più leggera.

In una padella capiente fai soffriggere uno spicchio d’aglio con olio extravergine d’oliva.

Aggiungi la passata di pomodoro o i pomodori pelati schiacciati, un pizzico di sale e, se ti piace, un po’ di peperoncino.

Unisci i capperi dissalati e qualche oliva nera, poi lascia cuocere il sugo per circa 15 minuti.

Aggiungi le melanzane al condimento e mescola delicatamente per farle insaporire.

Cuoci la pasta in abbondante acqua salata, scolandola al dente.

Versa la pasta nel tegame con il condimento e falla saltare per un paio di minuti, aggiungendo poca acqua di cottura se serve.

Completa con basilico fresco e con pangrattato tostato in padella con un filo d’olio, finché diventa dorato e croccante.

Servi subito, con una spolverata finale di pangrattato sopra.

Il risultato è un piatto semplice ma ricco di gusto, perfetto per chi ama la cucina siciliana più vera, quella fatta di tradizione, sapori netti e ingredienti che parlano di territorio.

Da domani a Domenica Capo d'Orlando si trasforma nuovamente nel palcoscenico principale delle eccellenze isolane con il ...
04/06/2026

Da domani a Domenica Capo d'Orlando si trasforma nuovamente nel palcoscenico principale delle eccellenze isolane con il ritorno, anche per l'anno 2026, di Little Sicily, la vetrina dedicata alla Sicilia che eccelle. La manifestazione, promossa dall'amministrazione comunale paladina grazie al supporto finanziario dell'Assessorato Regionale alle Attività Produttive attraverso il bando Sicilia che Piace, mette al centro dell'attenzione il comparto enogastronomico. La restante parte della via non sarà accessibile a causa di interventi di rifacimento della pavimentazione finalizzati a migliorarne il decoro e l'accoglienza.

Nello spazio dedicato all'evento verranno posizionate strutture in legno destinate ad accogliere una vasta rappresentanza di produttori e realtà culinarie provenienti da ogni angolo dell'isola. Oltre alla promozione delle più autentiche tradizioni siciliane, la kermesse offrirà un ricco programma di intrattenimento serale con spettacoli in piazza pensati per attrarre un ampio flusso di turisti e visitatori nella località costiera.

Le tre giornate offriranno un'esperienza immersiva che unisce cucina, folklore, patrimonio storico e musica, configurandosi come un'importante occasione di valorizzazione economica, commerciale e ambientale per il territorio di Capo d'Orlando. L'attenzione sarà focalizzata sulle molteplici sfaccettature dell'identità siciliana, celebrando sia le usanze più note sia la ricca cultura gastronomica del comprensorio dei Nebrodi. L'offerta culinaria spazierà tra specialità tipiche e proposte internazionali, includendo la porchetta di suino nero dei Nebrodi, gli involtini messinesi, la pizza fritta, il tradizionale panino con le panelle, oltre a waffle in vari gusti, smash burger e una selezione di birre artigianali.

Il Foro Italico si prepara ad accogliere il concerto di Radio Italia Live con un volto completamente rinnovato. Uno dei ...
03/06/2026

Il Foro Italico si prepara ad accogliere il concerto di Radio Italia Live con un volto completamente rinnovato. Uno dei luoghi più simbolici del legame tra Palermo e il mare è stato infatti interessato, negli ultimi mesi, da un articolato intervento di sistemazione e di ripristino dei tracciati pedonali, resi inutilizzabili e pericolosi dalla mareggiata provocata dal ciclone Harry.

La riqualificazione, realizzata dall’AdSP, Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, con fondi propri, si è appena conclusa e l’Authority è pronta a consegnare formalmente l’area al Comune. «I lavori di rimozione dei detriti e di pavimentazione hanno consentito di ripristinare pienamente la funzionalità del sito, migliorando le condizioni di sicurezza, accessibilità e capacità di accoglienza e rendendo nuovamente fruibile uno degli spazi pubblici più rappresentativi del waterfront cittadino.

L’intervento ha permesso di mantenere l’impegno preso nei mesi scorsi con gli organizzatori del concerto, garantendo la disponibilità del luogo nei tempi richiesti per ospitare uno degli appuntamenti musicali più partecipati a livello nazionale. Il concerto del prossimo 28 giugno rientra inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione del rapporto tra porto e città portato avanti dall’Autorità di Sistema portuale, con l’obiettivo di restituire qualità urbana agli spazi affacciati sul mare e rafforzarne la funzione pubblica e collettiva.

Domani 4 giugno, alle ore 11.00, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’evento e verranno svelati i nomi degli artisti che saliranno sul palco del Foro Italico il 28 giugno.

La Canna è un faraglione colonnare di 1.800 metri quadrati di superficie e 71 metri di altezza che si alza imponente dal...
03/06/2026

La Canna è un faraglione colonnare di 1.800 metri quadrati di superficie e 71 metri di altezza che si alza imponente dal mare poco lontano dall'isola di Filicudi, nelle Isole Eolie della Sicilia. A poca distanza si trova lo scoglio di Montenassari, leggermente più grande in superficie maalto soltanto 14 metri. Entrambi gli scogli sono stati istituiti come riserva naturale integrale, con divieto assoluto di sbarco salvo che per ricerche scientifiche, allo scopo di tutelare il loro ambiente naturale incontaminato.

Geologicamente, La Canna è ciò che resta di un antico edificio vulcanico, l'ultima manifestazione eruttiva di Filicudi risalente a circa 40.000 anni fa. Una volta cessata l'attività vulcanica, gli agenti atmosferici iniziarono a erodere le pendici del vulcano fino a farle scomparire del tutto, lasciando in piedi soltanto un'alta torre di magma solidificato, molto più resistente all'erosione, che si trovava originariamente all'interno del condotto vulcanico. Questa formazione geologica prende il nome di neck.

Sullo scoglio nidifica il falco della regina (Falco eleonorae) ed è presente una delle sottospecie di lucertola delle Eolie (Podarcis raffonei cucchiarai), specie a fortissimo rischio di estinzione che vive, oltre che sulla Canna, solo in tre altre stazioni: l'isoletta di Strombolicchio, lo Scoglio Faraglione presso Salina e alcune poche aree dell'isola di Vulcano, tutte isole piccole e isolate. Sulla Canna la lucertola delle Eolie convive con il falco della regina, nutrendosi dei pochi resti appetibili contenuti nelle sue borre e degli insetti che queste attirano.

I fondali circostanti La Canna sono molto suggestivi ma difficili da esplorare a causa delle correnti forti. Ospitano la margherita di mare (Parazoanthus axinellae) e lo spirografo (Sabella spallanzanii). È possibile incontrare gruppi di pesci come la castagnola (Chromis chromis), labridi dai colori vivaci, la cernia bruna (Epinephelus marginatus), il dentice (Dentex dentex), la perchia (Serranus cabrilla) e numerosi altri pesci. L'aragosta mediterranea (Palinurus elephas) è presente ma sempre più rara.

Indirizzo

Palermo
90100

Sito Web

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