Sicilia da Amare

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L'ultimo bacio del sole sulla marna bianca.
18/06/2026

L'ultimo bacio del sole sulla marna bianca.

Dal 26 giugno al 30 settembre il Primo Piano del Palazzo di Giustizia di Palermo ospiterà una mostra fotografica intitol...
18/06/2026

Dal 26 giugno al 30 settembre il Primo Piano del Palazzo di Giustizia di Palermo ospiterà una mostra fotografica intitolata "Maxiprocesso", poi trasferita al museo civico di Castelbuono: trenta stampe ricavate dai faldoni del celebre processo che, attraverso l'opera dell'artista Maria D. Rapicavoli, intendono riaffermare il valore della memoria del procedimento contro Cosa Nostra mediante l'azione delle istituzioni culturali e dell’arte contemporanea. Il progetto, promosso dalla direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura e sostenuto da Strategia fotografia 2025, sarà presentato in anteprima il 26 giugno e le immagini entreranno nella collezione permanente del museo.

L’installazione non resterà confinata: dopo il passaggio a Castelbuono il museo sottolinea l’impegno a evitare che l’opera finisca in deposito, prevedendo un percorso espositivo che comprende il Tribunale di Trapani e altre tappe in Italia e all’estero. La mostra è curata da Laura Barreca e Giovanna Fiume e il museo civico di Castelbuono ne è committente.

Il 26 giugno alle 17 si terrà una conferenza pubblica con la partecipazione di Lia Sava, procuratrice generale della Corte d’Appello di Palermo; Giampiero Cannella, sottosegretario alla Cultura; Gerardo Villanacci, presidente della Fondazione Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali; Antonio Balsamo, presidente della Corte d’Appello di Palermo; e Alessandra Camassa, presidente del Tribunale di Trapani. Alle 18.30 seguirà la presentazione dell’installazione fotografica.

L’iniziativa è realizzata con il sostegno della direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura ed è patrocinata dall’Associazione Nazionale Magistrati, sezione distrettuale di Palermo, dalla Corte d’Appello di Palermo, dal Tribunale di Trapani e dall’Università degli Studi di Palermo, con media partnership di Diecimedia. Laura Barreca, direttrice del museo di Castelbuono, ha ricordato il ruolo attivo che le istituzioni culturali possono assumere nella costruzione di una società più consapevole, responsabile e partecipata, sottolineando come in Sicilia la memoria del Maxiprocesso venga custodita, riletta e trasmessa alle nuove generazioni attraverso l’arte contemporanea come strumento di interpretazione, dialogo e diffusione. Antonio Balsamo ha affermato che il Maxiprocesso non ha solo ricostruito giudizialmente il fenomeno mafioso, ma ha contribuito alla formazione della coscienza civile e al riscatto della Sicilia, costruendo una nuova identità collettiva e facendo assumere all’Italia, a livello internazionale, il volto di figure come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

In Italia si possono incontrare oltre 45 specie di squali, alcune percepite come minacciose più di altre, ma gli esperti...
18/06/2026

In Italia si possono incontrare oltre 45 specie di squali, alcune percepite come minacciose più di altre, ma gli esperti avvertono che il vero pericolo nelle nostre acque proviene da specie aliene come il pesce scorpione. Francesca Romana Reinero, coordinatrice scientifica del Centro Studi Squali - Istituto Scientifico di Massa Marittima, chiarisce che non è corretto attribuire agli squali il primato degli attacchi agli esseri umani: i casi di aggressione da parte di squali nelle acque italiane sono estremamente rari. Più frequenti sono invece punture e ferite causate da tracine (quando vengono calpestate), ferite accidentali da alcune razze, contatti con meduse o lesioni provocate dai ricci di mare. Gli squali, spiega Reinero, non considerano l’uomo una preda e tendono in genere a evitarlo.

Dai piccoli gattucci fino ai grandi predatori come lo squalo bianco, molte specie mediterranee hanno abitudini pelagiche o vivono in acque profonde e raramente vengono a contatto con bagnanti o persone in generale. Reinero sottolinea anche il ruolo fondamentale degli squali per la salute degli ecosistemi marini: contribuiscono a mantenere l’equilibrio delle catene alimentari e oggi la priorità dovrebbe essere la loro conservazione, poiché molte specie del Mediterraneo sono minacciate da pesca eccessiva.

Lo squalo bianco occupa da sempre un posto centrale nell’immaginario collettivo: misura tra i 4 e i 6 metri, può superare le due tonnellate e le femmine tendono a essere più grandi dei maschi. I suoi circa 300 denti triangolari, disposti su più file, hanno funzioni diverse a seconda della posizione — quelli superiori servono a spezzare e tagliare, quelli inferiori a trattenere la preda — e la specie possiede la capacità di elettrorecezione, che le permette di percepire i campi elettrici emessi dagli altri organismi marini. Lo squalo mako, raro nei nostri mari come il bianco, è invece noto per la sua velocità: può raggiungere gli 80 km/h nonostante un peso intorno ai 500 kg e una lunghezza di circa 4 metri; i suoi denti stretti e ricurvi sono progettati per afferrare prede scivolose. La verdesca è più facilmente avvistabile per la sua curiosità: agile, capace di morsi rapidi e precisi, raramente arriva a 4 metri, con le femmine più grandi dei maschi. Lo squalo volpe è il meno pericoloso del gruppo: con denti piccoli, sfrutta la lunga pinna caudale per colpire come una frusta, può arrivare fino a 6 metri e pesare circa 350 kg.

La presenza di squali in Italia non è uniforme: la Sardegna guida la classifica regionale per biodiversità di queste specie, seguita da Sicilia e Liguria; sono presenti anche in Calabria, Toscana, Puglia e nelle regioni dell’Adriatico. In Sardegna le specie più comuni sono verdesca, palombo, squalo volpe e gattuccio, mentre mako, smeriglio e squalo bianco sono più rari. La Sicilia, favorita dalla posizione geografica, ospita verdesca, palombo, squalo volpe e gattuccio e, più occasionalmente, capopiatto, mako, smeriglio e lo squalo bianco. In Liguria, specie come verdesca, palombo e gattuccio si osservano soprattutto nel Santuario dei Cetacei; lo squalo bianco è meno frequente ma presente, con segnalazioni occasionali di mako e smeriglio. La Calabria, affacciata su Tirreno e Ionio con fondali profondi vicino alla costa, presenta anch’essa verdesca, palombo e gattuccio, con mako, squalo volpe e smeriglio più rari. In Toscana le specie più frequenti sono verdesca, palombo e gattuccio, e saltuariamente possono apparire squalo bianco, squalo volpe e mako. In Puglia, il canale d’Otranto e il basso Adriatico sono i punti migliori per avvistamenti, dove dominano palombo, gattuccio e verdesca. Nelle regioni del mar Adriatico — Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Veneto — è particolarmente presente lo spinarolo, soprattutto nel nord Adriatico; questo piccolo squalo (non oltre 1,60 m) convive con gattuccio e palombo ed è noto anche per essere soggetto della pesca commerciale.

Nonostante l’interesse e la paura che gli squali evocano, il pericolo reale per i bagnanti nelle acque italiane è oggi più legato a specie aliene e a specie locali insidiose. In testa alla classifica dei tre pesci marini più pericolosi per l’uomo ci sono il pesce scorpione, la tracina e il pesce palla maculato. Il pesce scorpione, originario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, è una specie aliena che si sta espandendo soprattutto nel Sud Italia, a partire dalla Sicilia. Le sue pinne rilasciano tossine che possono causare dolori intensi, vomito, nausea, difficoltà respiratorie e paralisi, rendendolo potenzialmente mortale. La tracina, detta anche pesce ragno, non è generalmente mortale ma è molto diffusa e pericolosa perché si nasconde sotto la sabbia; una puntura dalle spine dorsali provoca dolore intenso e può portare a cefalea, vomito, nausea e febbre. Vive lungo le nostre coste, con una presenza segnalata soprattutto nell’Adriatico, in Sardegna, in Sicilia e lungo la costa tirrenica. Il pesce palla maculato, anch’esso specie aliena, è pericoloso perché la sua neurotossina non viene distrutta dalla cottura, quindi è assolutamente da evitare in cucina; si riconosce per la pelle priva di squame e per una dentatura potente, e viene segnalato in Sicilia, Calabria, Puglia e nel mare Adriatico.

Un allarme serio grava sui vigneti siciliani: i produttori hanno chiesto interventi urgenti alle istituzioni per affront...
18/06/2026

Un allarme serio grava sui vigneti siciliani: i produttori hanno chiesto interventi urgenti alle istituzioni per affrontare una crisi che trova tra le cause principali l’attacco della cicalina, insetto che sta compromettendo la qualità e la maturazione delle uve. Secondo quanto riportato da Ansa, l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, ha incontrato a Palazzo della Regione a Catania i rappresentanti delle cooperative vitivinicole siciliane per fare il punto sulle misure di contenimento della crisi e sulla programmazione necessaria per rilanciare il settore.

Nel corso della riunione è emersa la necessità di un intervento emergenziale tramite la distillazione di crisi: la pratica è ritenuta indispensabile dopo che, prima della vendemmia 2025, si sono riscontrati problemi di scarsa maturazione e bassa qualità delle uve, dovuti sia agli effetti della cicalina — che si nutre delle cellule fogliari e veicola un batterio in grado di ostruire i canali floematici, indebolendo la pianta e causando avvizzimento degli acini — sia alla comparsa di varie fisiopatie. I vitigni rossi risultano tra i più colpiti.

Le associazioni di categoria predisporranno entro una settimana un pacchetto articolato di proposte da presentare all’assessorato per limitare i danni. Intanto Sammartino si è impegnato a portare la questione all’Assemblea regionale siciliana e a reperire le risorse necessarie per finanziare la distillazione di crisi.

Il ricorso a questa misura, già richiesto in passato, era stato al centro dell’incontro di marzo 2026 tra Regione e principali sigle sindacali dei viticoltori, quando la disponibilità istituzionale era stata espressa per utilizzare fondi dell’Ocm vino non impiegati in altre misure. La distillazione di crisi prevede la separazione dell’alcol dal vino sfruttando i diversi punti di ebollizione: il vino di qualità inferiore viene ritirato dal mercato e l’alcol ottenuto è destinato esclusivamente a usi non alimentari, come la produzione di disinfettanti.

Questa misura ha due scopi principali: liberare i magazzini dei produttori non in grado di accumulare scorte e ritirare l’eccesso di prodotto dal mercato, così da adeguare l’offerta alla domanda, ridurre la concorrenza al ribasso e favorire il ritorno di prezzi che garantiscano margini più sostenibili per i viticoltori. Cooperative e associazioni di categoria segnalano da tempo la distillazione di crisi come strumento indispensabile per fronteggiare la riduzione dei consumi, le difficoltà produttive e i problemi di stoccaggio.

A peggiorare il quadro è il diffondersi della cicalina, che attacca i vigneti nutrendosi delle cellule fogliari e veicolando un batterio che infetta il sistema linfatico della vite: l’ostruzione dei canali floematici determina perdita di vigore, acini avvizziti e difficoltà di maturazione dei grappoli, aggravando così la situazione già critica del comparto vitivinicolo siciliano.

Semproniu (Giovanni Rubino) vi invita alla presentazione del libro "Rimi e spini. Cuntu e cantu" di Semproniu, edito da ...
18/06/2026

Semproniu (Giovanni Rubino) vi invita alla presentazione del libro "Rimi e spini. Cuntu e cantu" di Semproniu, edito da Carthago Edizioni. Una serata speciale dedicata alla cultura e alle tradizioni della nostra terra. Domenica 21 giugno 2026 alle ore 21:00 presso Hotel "La Tonnara" di Bonagia- Valderice (TP)
Il programma della serata:
Letture a cura di: Baldo Palermo e Giorgio Polara
Dialoga con l’autore: Susanna Scaduto
Intermezzi musicali di Vita Maria Giacalone (voce) e Franco Giacomarro (chitarra)
Un connubio perfetto tra parole e musica folk siciliana che vi emozionerà. Non mancate!



Salvo Sottile: il giornalista palermitano che ha raccontato la Sicilia dalla mafia al palcoscenico televisivo.Nato a Pal...
18/06/2026

Salvo Sottile: il giornalista palermitano che ha raccontato la Sicilia dalla mafia al palcoscenico televisivo.

Nato a Palermo il 31 gennaio 1973, Salvo Sottile è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano che ha costruito la sua carriera partendo dalle pagine dei quotidiani siciliani per arrivare ai grandi studi televisivi nazionali. Figlio del capocronista del quotidiano palermitano Giornale di Sicilia Giuseppe Sottile, ha iniziato a collaborare professionalmente all'età di appena 16 anni, nel 1989, al quotidiano catanese La Sicilia e successivamente con l'emittente regionale Telecolor Video 3. In questo periodo ha cominciato a lavorare anche con Canale 5, inviando servizi chiusi e immagini sulla cronaca siciliana.

Nel 1992 è stato notato da Enrico Mentana e ha debuttato in Fininvest nel ruolo di "informatore" dalla Sicilia. Successivamente è diventato corrispondente da Palermo per Tg5 e poi anche per Rai con Tg1 e Tg3. Questa esperienza si è rivelata fondamentale perché ha coinciso con gli anni della lotta alla mafia e gli attentati a Falcone e Borsellino, momenti storici che hanno segnato profondamente il suo percorso professionale. Ha collaborato con il settimanale Epoca, con il quotidiano romano Il Tempo e con il settimanale Panorama, diventando giornalista professionista nel 1994.

Dopo oltre un decennio al Tg5, ha lasciato Mediaset nel 2003 per spostarsi a Sky Italia e lavorare a Sky Tg24. Nel 2005 è tornato a Mediaset conducendo Quarto Grado e Quinta Colonna, ma ha abbandonato nuovamente l'emittente nel 2013 per passare a La7 e condurre Linea gialla. Nell'estate del 2014 ha condotto In Onda. Dal 2015 è in Rai dove ha anche partecipato come concorrente a Ballando con le Stelle di Milly Carlucci.

Per quanto riguarda la sua vita privata, Salvo Sottile ha sposato la collega Sarah Varetto nel 2004 dalla quale si è separato a luglio 2019. La coppia ha avuto due figli: Giuseppe, nato nel 2004, e Maya, nata nel 2010. Non si hanno notizie, invece, di un eventuale nuovo amore del giornalista.

Il conduttore ha scritto anche alcuni libri: Toto Riina. Storie segrete, odii e amori del dittatore di Cosa Nostra, con Enzo Catania, Paginauno, Milano, 1993; Maqeda, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2007; Più scuro di mezzanotte, Milano, Sperling & Kupfer, 2009; Cruel, Milano, Mondadori, 2015; Nottefonda, Roma, Rai Libri, 2019. Nonostante alcune congetture che circolano sul web e tra i motori di ricerca, Sottile non è affetto da alcun tipo di malattia.

Il cous cous è arrivato in Sicilia nel periodo della dominazione araba e si è poi diffuso in maniera massiccia nell'Otto...
18/06/2026

Il cous cous è arrivato in Sicilia nel periodo della dominazione araba e si è poi diffuso in maniera massiccia nell'Ottocento, quando i lavoratori delle zone trapanesi tra San Vito Lo Capo e Mazara del Vallo iniziarono a recarsi nelle coste tunisine assorbendone cultura e tradizione. Per capire quanto questo alimento sia radicato nella cucina siciliana basti pensare che a San Vito Lo Capo si tiene dal 1998 il campionato del mondo di cous cous, all'interno della manifestazione Cous Cous Fest.

La versione dolce del cous cous pare sia nata ad Agrigento, nel Monastero di Santo Spirito. Le monache di clausura erano dedite all'insegnamento dell'arte del cucito e del ricamo e, naturalmente, oltre a questo erano anche famose per essere delle abili pasticciere. Gli ingredienti e il metodo con cui preparavano questo dolce sono un mistero cui ancora non si è venuti a capo.

In tutta la Sicilia sono nate molte versioni del cous cous dolce, ma le ricette conosciute pare siano solamente tentativi di avvicinarsi al sapore di quello originale. Le versioni più comuni prevedono l'utilizzo di numerosi prodotti tipici della gastronomia siciliana come i famosi pistacchi di Bronte, le mandorle e la zuccata, prodotto dolciario a base di zucca candita difficile da reperire fuori dall'isola e sostituibile con della frutta candita. Tra gli aromi riconoscibili c'è la cannella, e come dolcificante il miele la fa da padrone nella maggior parte delle ricette.

Se prima per cucinare il cous cous c'era bisogno di una couscoussiera o di una pentola per cucinare al vapore, oggi tutto si semplifica grazie al cous cous precotto, che cuoce in 5 minuti con la semplice aggiunta di acqua bollente. Mettendolo direttamente nella ciotola dove si vuol condire, si può risparmiare molto tempo sporcando molto meno pentolame. Il cous cous è un elemento che si presta a tantissimi utilizzi, in questo caso anche dolce. Incoccio la semola con acqua zuccherata, il vapore gonfia la semola, la separo ben bene e poi comincio la lavorazione. In questo periodo in inverno metto succo di arancia, miele, granella di mandorle e pistacchi tostato, latte di mandorla, cannella, uvetta di Corinto ammollata nella malvasia o nel passito, pasta di pistacchio pura e lo amalgamo in modo che non risulti umido e poi separo con una forchetta. A questo punto nel fondo del piatto metto una crema di mandorla e anice stellato, sopra il cous cous e lo decoro con la frutta candita. Per riutilizzare l'avanzo dei panettoni, faccio una mollica di panettone, lo frullo, lo tosto e lo cospargo, ulteriore versione fusa con la milanesità. Per renderlo natalizio al 100%.

Un grande ringraziamento ai nostri nuovi follower! Siamo felici di avervi tra noi! Maria Catia Rinzo, Agatino Capecchi, ...
18/06/2026

Un grande ringraziamento ai nostri nuovi follower! Siamo felici di avervi tra noi! Maria Catia Rinzo, Agatino Capecchi, Stella Maria Stella, Adriano Destino, Ezio Tartaglia, Pasquale Cupi, Paolo Vangelista, Rosario Maria Grazia Segreto, Massimiliano Bellini, Graziella Santoro, Anna Eboli, Giovanna Greco, Pippo Castorina, Cristina Destro, Andreina Mangani, Laura Vicino, Nadia Bellone, Alessandro Tringali, Roberto Cariano, Gennaro Guercio, Paola Marinella Ratti, Rossella Nocera, Giacomo Gugliuzza, Antonio Capuano, Concetta Termini, Anna Gagliano, Elisabetta Ramirez, Giuseppina Branca, Agata Magorda, Nicola Noto, Patrizia Nogler, Maurizio Bombace, Ippolito Mimma, Lucia Riili, Cordite Pura, Lucia Amato, Antonella Currenti, Mario Iurato, Giuseppe Filomena Moschetta, Alice Vassallo, Rosangela Genova Vitale, Santi Benincasa, Maria Rita Safonte, Michele Cimino, Ilaria D'Anna, Giusi Monforte, Concetto Spampinato, Filippo Faillaci, Francesco Valenti, Bitto Enzo Bentivegna

Finire la giornata così, immersi nei colori caldi di Eraclea Minoa. Un saluto da questo angolo di paradiso siciliano!   ...
17/06/2026

Finire la giornata così, immersi nei colori caldi di Eraclea Minoa. Un saluto da questo angolo di paradiso siciliano!

17/06/2026

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