15/10/2026
Su una rupe posta a circa due chilometri a est di Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, a un’altitudine di circa 778 metri, si erge il castello di Mussomeli, noto anche come castello manfredonico. La fortezza, costruita tra il XIV e il XV secolo, si fonde con la roccia calcarea e domina un paesaggio impervio e solitario, quasi come un nido d’aquila.
Le vestigia architettoniche più antiche del sito risalgono all’epoca sveva e comprendono la ca****la, collocata nel recinto interno. Il castello vero e proprio fu edificato tra il 1364 e il 1367 per volere di Manfredi III Chiaramonte, conte di Modica, morto nel 1391. Le forme che oggi caratterizzano il fortilizio sono però dovute soprattutto agli interventi compiuti all’inizio del XV secolo dai Castellar, signori di Mussomeli.
Nel recinto interno, oltre alla ca****la, spicca la cosiddetta “sala dei Baroni”, chiamata anche “sala del trono”, su cui si affacciano pregiati portali in stile chiaramontano. Di grande interesse sono anche la “sala del camino” e la “sala da pranzo”, contraddistinte da elementi gotici, nonché la “camera da letto” del conte, con doppia volta a crociera. Il percorso prosegue tra l’armeria, la “camera della morte”, resa insidiosa dalle botole, la “stanza delle tre donne” e il carcere feudale. All’esterno si distinguono il ricovero del corpo di guardia e la ca****la, inizialmente dedicata a san Giorgio, protettore dei Chiaramonte, e in seguito alla Madonna della Catena, con un probabile riferimento ai detenuti.
Nel 1391 il maniero passò ad Andrea Chiaramonte, coinvolto in gravi contrasti con la regina Maria: l’anno successivo fu giustiziato. In seguito la rocca divenne proprietà dei Moncada e, più tardi, in modo definitivo, dei Lanza. Nel 1564 Cesare Lanza ottenne il titolo di primo conte di Mussomeli. Suo figlio Ottavio, nei primi anni del Seicento, scelse di abbandonare il castello e destinarlo a carcere. L’abbandono alle intemperie, paradossalmente, contribuì a preservarne l’aspetto originario, evitandogli i rifacimenti secenteschi e settecenteschi, pur lasciandolo in condizioni degradate.
La fama del castello manfredonico superò i confini dell’isola, tanto che il kaiser Guglielmo II di Germania volle visitarlo. A alimentarne il mito contribuirono le storie e le leggende legate alle sue mura: l’episodio delle tre donne murate vive; la tragica vicenda di Laura Lanza, figlia di Cesare e baronessa di Carini, realmente accaduta e documentata in un atto del 1563 conservato nella chiesa parrocchiale di Carini; e la storia dello spagnolo don Guiscardo de la Portes, al servizio nel 1392 del re Martino I di Sicilia, considerato il presunto fantasma del maniero e morto durante un combattimento contro il ribelle Andrea Chiaramonte.
Avete mai visitato il Castello di Mussomeli? Raccontateci nei commenti quale storia o leggenda vi ha colpito di più.