13/09/2018
CYRANO'SLOGBOOK #2
Più di un mese ci separa ormai dagli eventi Pietrelcina. Le calde giornate del Jazz Inn sono la chiusura di un anno di lavoro, un delta accogliente, massacrante e insieme rinvigorente che ci ha consentito di fare buona scorta, di idee, energie, sinergie e collaborazioni prima delle vacanze.
Abbiamo atteso un po’ prima di segnare le impressioni di quelle giornate sul nostro Logbook perché volevamo recuperare un attimo di calma e allontanarci dal vortice di quelle giornate per affacciarci alla ringhiera del tempo e ammirarle come fossero un panorama. Con la calma necessaria, con la calma di chi sorseggia un ottimo vino e ascolta buona musica possiamo perderci un po’ nei ricordi recenti e viaggiare sulle note di una profonda gratitudine. Perché settembre è il primo mese dell’anno e noi vogliamo iniziarlo con l’energia giusta, quella che conoscete se avete partecipato al Jazz Inn.
Partecipare a questo evento è, in effetti, come suonare un’improvvisata Jazz: ognuno porta il proprio strumento, ci si accomoda gli uni vicino agli altri, ci si ascolta e pian piano ci si accoda, apportando il proprio al comune. Semplicissimo. Eppure quanta bellezza e quanta ricchezza di senso questo accordarsi di note.
Al Jazz Inn si fa musica e chi ha organizzato queste giornate conosce qualcosa dell’animo umano che spesso crediamo di aver perso, frainteso o banalmente dimenticato. Che cosa?
Sa per esempio che la bellezza non è mai pura e che l’anima ne è alla costante ricerca, che ama contaminarla senza sporcarla, farla propria, arricchirla.
Sa che i legami e le relazioni sono più importanti dei nomi, degli oggetti e dei risultati immediati (anche se questi spesso ne fanno parte).
Sa che la velocità è importante ma la lentezza è un valore da preservare
Sa dire nostro, con tutto il senso profondo di questo pronome, senza mai esserne spaventati.
Sa che un’impresa non è solo un meccanismo aziendale, ma l’inizio di un viaggio, una scommessa, un’avventura.
Ebbene, cosa abbiamo fatto nei tre giorni del Jazz Inn dedicati all’innovazione?
Abbiamo ascoltato, attivamente, abbiamo parlato, ascoltandoci, ci siamo messi in gioco, abbiamo stretto legami. Ci siamo lasciati contaminare…dalle idee, dall’entusiasmo. Abbiamo accettato sfide. Abbiamo sudato, vero, ma senza fiaccarci, abbiamo immaginato luoghi reali, imprese immaginifiche!
Abbiamo scoperto che c’è tanta innovazione in piccolo borgo di montagna, che si è giovani a 30 come a 90 anni, che si può essere esausti ma continuare a dare l’anima suonando. Che ci sono battaglie quotidiane e successi che non vengo annoverati nella cronistoria condivisa perché non hanno bisogno di fare notizia.
Abbiamo aperto porte. Abbiamo lasciato andare senza freno gli ingranaggi delle idee, progettando, programmando o banalmente pensando!
Lo sapete che la nostra barca a vela è letteraria non vi darà dati e coordinate che non siano dell’anima. Tuttavia i dati li potete sempre consultare, ricercare, toccare come schede in un archivio antico, il gesto dello scorrere con la punta delle dita se ci pensate non è poi tanto diverso da quello che si fa sul touch screen dei nostri smartphone.
Il piccolo brigantino di Book’s to Travel invece vuol farvi viaggiare e per quello c’è bisogno di storie e non di elenchi.
E ora? Dove ci dirigiamo capitano?
Messaggio nella bottiglia: “I luoghi sono le persone”
Letture consigliate:
per coerenza: Alessandro Bertinetto, Eseguire l'inatteso. Ontologia della musica e improvvisazione, I Glifo 2016
per risonanza: Anonimo, Musica enchiriadis, Yale University Press
per tutto: Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi 1972
Ricordi e accordi dal Jazz-Inn 2018
Più di un mese ci separa ormai dagli eventi Pietrelcina. Le calde giornate del Jazz Inn sono la chiusura di un anno di lavoro, un delta accogliente, massacrante e insieme rinvigorente che ci ha consentito di fare buona scorta, di idee, energie, sinergie e collaborazioni prima delle vacanze.
Abbiamo atteso un po’ prima di segnare le impressioni di quelle giornate sul nostro Logbook perché volevamo recuperare un attimo di calma e allontanarci dal vortice di quelle giornate per affacciarci alla ringhiera del tempo e ammirarle come fossero un panorama. Con la calma necessaria, con la calma di chi sorseggia un ottimo vino e ascolta buona musica possiamo perderci un po’ nei ricordi recenti e viaggiare sulle note di una profonda gratitudine. Perché settembre è il primo mese dell’anno e noi vogliamo iniziarlo con l’energia giusta, quella che conoscete se avete partecipato al Jazz Inn.
Partecipare a questo evento è, in effetti, come suonare un’improvvisata Jazz: ognuno porta il proprio strumento, ci si accomoda gli uni vicino agli altri, ci si ascolta e pian piano ci si accoda, apportando il proprio al comune. Semplicissimo. Eppure quanta bellezza e quanta ricchezza di senso questo accordarsi di note.
Al Jazz Inn si fa musica e chi ha organizzato queste giornate conosce qualcosa dell’animo umano che spesso crediamo di aver perso, frainteso o banalmente dimenticato. Che cosa?
Sa per esempio che la bellezza non è mai pura e che l’anima ne è alla costante ricerca, che ama contaminarla senza sporcarla, farla propria, arricchirla.
Sa che i legami e le relazioni sono più importanti dei nomi, degli oggetti e dei risultati immediati (anche se questi spesso ne fanno parte).
Sa che la velocità è importante ma la lentezza è un valore da preservare
Sa dire nostro, con tutto il senso profondo di questo pronome, senza mai esserne spaventati.
Sa che un’impresa non è solo un meccanismo aziendale, ma l’inizio di un viaggio, una scommessa, un’avventura.
Ebbene, cosa abbiamo fatto nei tre giorni del Jazz Inn dedicati all’innovazione?
Abbiamo ascoltato, attivamente, abbiamo parlato, ascoltandoci, ci siamo messi in gioco, abbiamo stretto legami. Ci siamo lasciati contaminare…dalle idee, dall’entusiasmo. Abbiamo accettato sfide. Abbiamo sudato, vero, ma senza fiaccarci, abbiamo immaginato luoghi reali, imprese immaginifiche!
Abbiamo scoperto che c’è tanta innovazione in piccolo borgo di montagna, che si è giovani a 30 come a 90 anni, che si può essere esausti ma continuare a dare l’anima suonando. Che ci sono battaglie quotidiane e successi che non vengo annoverati nella cronistoria condivisa perché non hanno bisogno di fare notizia.
Abbiamo aperto porte. Abbiamo lasciato andare senza freno gli ingranaggi delle idee, progettando, programmando o banalmente pensando!
Lo sapete che la nostra barca a vela è letteraria non vi darà dati e coordinate che non siano dell’anima. Tuttavia i dati li potete sempre consultare, ricercare, toccare come schede in un archivio antico, il gesto dello scorrere con la punta delle dita se ci pensate non è poi tanto diverso da quello che si fa sul touch screen dei nostri smartphone.
Il piccolo brigantino di Book’s to Travel invece vuol farvi viaggiare e per quello c’è bisogno di storie e non di elenchi.
Messaggio nella bottiglia: “I luoghi sono le persone”
E ora? Dove ci dirigiamo capitano?
Letture consigliate:
per coerenza: Alessandro Bertinetto, Eseguire l'inatteso. Ontologia della musica e improvvisazione, I Glifo 2016
per risonanza: Anonimo, Musica enchiriadis, Yale University Press
per tutto: Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi 1972