Books To Travel

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E siamo tra le finaliste del Social Media Tourism🍾Ogni passo avanti è già un risultato💪In continua evoluzione, cambiamo ...
09/11/2018

E siamo tra le finaliste del Social Media Tourism🍾Ogni passo avanti è già un risultato💪
In continua evoluzione, cambiamo nome, pelle, ma mai i nostri obbiettivi.
Alla via così!

🎙️ È con immenso piacere che annunciamo le vincitrici della fase preliminare dello Startup Contest del Social Media Tourism:

• Books To Travel un nuovo modo di viaggiare e raccontare luoghi, esperienze,
cultura tutto in modo interattivo attraverso un’applicazione.

• Hearth una piattaforma digitale, fruibile tramite app per smartphone iOs e Android, per mettere in rete il patrimonio dei territori italiani sia dal punto di vista dei beni architettonici, storici e culturali che per quanto
riguarda i servizi commerciali.

• A Proposito Di Viaggi - Franchising presenta “A proposito di viaggi.. per tutti”, pensata per risolvere il problema di accedere ad una vacanza per le famiglie impegnate con un disabile o per soddisfare il bisogno di un viaggio in autonomia da parte di utenti
con problematiche.

• Online-Check.in è una smart web application che risolve il problema delle strutture ricettive, relativamente all’espletamento delle pratiche di check-in, ed il successivo invio dei tracciati record per adempiere alle vigenti norme di legge.

🔥 Le finaliste presenteranno le loro idee nella due giorni di Social Media Tourism e le prime tre classificate riceveranno i relativi premi! 🥇🥈🥉

Dove si trovava stamattina la nostra timoniera?In un Bar? In città? Nel 2018?Sbagliato!Stava girando per le strade della...
09/10/2018

Dove si trovava stamattina la nostra timoniera?
In un Bar? In città? Nel 2018?
Sbagliato!
Stava girando per le strade della Pompei dell'età imperiale!
Sappiamo che vi può sembrare un pò irrazionale...e infatti lo è!
Oggi meravigliosa esperienza!
grandi incontri,
splendida, profonda, irrazionale teoria...vera cultura

Grazie a Chiara Piscitelli per il suo bellissimo articolo sul nostro lavoro! Ci incoraggia ad andare avanti nonostante i...
07/10/2018

Grazie a Chiara Piscitelli per il suo bellissimo articolo sul nostro lavoro! Ci incoraggia ad andare avanti nonostante il rischio di bonacce e bufere!
Il nostro brigantino continua a navigare: seguitene le rotte! ci saranno storie e avventure per tutti i palati letterari.

Come tornare indietro nel tempo…Lo scorso 23 settembre in occasione dei 50 anni dalla scomparsa di Francesco Forgione, i...
03/10/2018

Come tornare indietro nel tempo…
Lo scorso 23 settembre in occasione dei 50 anni dalla scomparsa di Francesco Forgione, il Santo Pio di Pietrelcina, un treno a vapore ha percorso le tappe da Salerno a Benevento fermandosi in questo piccolo paesino del Sannio che è ormai meta di pellegrinaggio.
Il Brigantino di Books to Travel è approdato alla stazione di Pietrelcina come tappa di un viaggio nel tempo. La banda in festa, il parroco, il santo. Le storie di briganti, i filari di viti, e gli sbuffi di vapore nel cielo terso. Tutta l’Italia concentrata in questo piccolo scorcio di autunno, con i castagni carichi di frutti lungo le strade di campagna e le comari a sgranare i rosari.
Indipendentemente da ciò che ciascuno di noi intende per fede. Indipendentemente da ciò che politicamente si pensa come vicino o distante. Fuori dalle consuete critiche del nostro paese, la locomotiva ha macinato rotaie. Ci ha riportato a un senso del progresso molto più sano di quello che crediamo di star attraversando quando scattiamo foto dai nostri smartphone. Ci ha condotto verso viaggi, fatti di distanze forse più brevi di quelle che si compiono oggi ma più ricchi di avventure, di lasciti e di speranze, di senso.
Il Sannio Express è un’avventura appena iniziata ma che porterà lontano, a recuperare un senso del viaggio molto più consapevole e pieno.
È un andare avanti che abbiamo perso e che possiamo recuperare solo andando un po’ indietro.
Tornando bambini. Macchinisti sporchi di carbone. Migranti con la carta da lettera al posto delle tastiere.
C’è così tanta vita in una celebrazione di questo tipo che solo una pseudo-intellettualoide tristezza, fatta di mode e pregiudizio, può non notarla.
La macchina a vapore è di per sé un mostro letterario, come l’aratro dell’indovinello veronese che non semina le parole ma le disegna nel cielo con l’anima di carbone.

Il Messaggio nella bottiglia di questo capitolo proviene da un antico adagio tedesco: “Il Vecchio e il Nuovo vanno bene quando vanno insieme”
Letture consigliate
In treno: Lev Tolstoj, Sonata a Kreutzer
Per andare avanti: Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni
Per andare retro: Giosuè Carducci, Inno a Satana

La nuova rotta?

Heroes Maratea 2018Nois3 sta testandoci!Non conoscevamo lo Usability Test ma adesso credo che nessuna azienda dovrebbe f...
21/09/2018

Heroes Maratea 2018
Nois3 sta testandoci!
Non conoscevamo lo Usability Test ma adesso credo che nessuna azienda dovrebbe farne a meno.
Gli amici competentissimi (e pazienti) di Nois3 saranno a Napoli per diffondere il verbo dell'usabilità...
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-wud-tour-napoli-48835901496

Vi invitiamo a registrarvi


CYRANO'SLOGBOOK #2Più di un mese ci separa ormai dagli eventi Pietrelcina. Le calde giornate del Jazz Inn sono la chiusu...
13/09/2018

CYRANO'SLOGBOOK #2

Più di un mese ci separa ormai dagli eventi Pietrelcina. Le calde giornate del Jazz Inn sono la chiusura di un anno di lavoro, un delta accogliente, massacrante e insieme rinvigorente che ci ha consentito di fare buona scorta, di idee, energie, sinergie e collaborazioni prima delle vacanze.
Abbiamo atteso un po’ prima di segnare le impressioni di quelle giornate sul nostro Logbook perché volevamo recuperare un attimo di calma e allontanarci dal vortice di quelle giornate per affacciarci alla ringhiera del tempo e ammirarle come fossero un panorama. Con la calma necessaria, con la calma di chi sorseggia un ottimo vino e ascolta buona musica possiamo perderci un po’ nei ricordi recenti e viaggiare sulle note di una profonda gratitudine. Perché settembre è il primo mese dell’anno e noi vogliamo iniziarlo con l’energia giusta, quella che conoscete se avete partecipato al Jazz Inn.
Partecipare a questo evento è, in effetti, come suonare un’improvvisata Jazz: ognuno porta il proprio strumento, ci si accomoda gli uni vicino agli altri, ci si ascolta e pian piano ci si accoda, apportando il proprio al comune. Semplicissimo. Eppure quanta bellezza e quanta ricchezza di senso questo accordarsi di note.
Al Jazz Inn si fa musica e chi ha organizzato queste giornate conosce qualcosa dell’animo umano che spesso crediamo di aver perso, frainteso o banalmente dimenticato. Che cosa?
Sa per esempio che la bellezza non è mai pura e che l’anima ne è alla costante ricerca, che ama contaminarla senza sporcarla, farla propria, arricchirla.
Sa che i legami e le relazioni sono più importanti dei nomi, degli oggetti e dei risultati immediati (anche se questi spesso ne fanno parte).
Sa che la velocità è importante ma la lentezza è un valore da preservare
Sa dire nostro, con tutto il senso profondo di questo pronome, senza mai esserne spaventati.
Sa che un’impresa non è solo un meccanismo aziendale, ma l’inizio di un viaggio, una scommessa, un’avventura.
Ebbene, cosa abbiamo fatto nei tre giorni del Jazz Inn dedicati all’innovazione?
Abbiamo ascoltato, attivamente, abbiamo parlato, ascoltandoci, ci siamo messi in gioco, abbiamo stretto legami. Ci siamo lasciati contaminare…dalle idee, dall’entusiasmo. Abbiamo accettato sfide. Abbiamo sudato, vero, ma senza fiaccarci, abbiamo immaginato luoghi reali, imprese immaginifiche!
Abbiamo scoperto che c’è tanta innovazione in piccolo borgo di montagna, che si è giovani a 30 come a 90 anni, che si può essere esausti ma continuare a dare l’anima suonando. Che ci sono battaglie quotidiane e successi che non vengo annoverati nella cronistoria condivisa perché non hanno bisogno di fare notizia.
Abbiamo aperto porte. Abbiamo lasciato andare senza freno gli ingranaggi delle idee, progettando, programmando o banalmente pensando!
Lo sapete che la nostra barca a vela è letteraria non vi darà dati e coordinate che non siano dell’anima. Tuttavia i dati li potete sempre consultare, ricercare, toccare come schede in un archivio antico, il gesto dello scorrere con la punta delle dita se ci pensate non è poi tanto diverso da quello che si fa sul touch screen dei nostri smartphone.
Il piccolo brigantino di Book’s to Travel invece vuol farvi viaggiare e per quello c’è bisogno di storie e non di elenchi.
E ora? Dove ci dirigiamo capitano?
Messaggio nella bottiglia: “I luoghi sono le persone”
Letture consigliate:
per coerenza: Alessandro Bertinetto, Eseguire l'inatteso. Ontologia della musica e improvvisazione, I Glifo 2016
per risonanza: Anonimo, Musica enchiriadis, Yale University Press
per tutto: Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi 1972

Ricordi e accordi dal Jazz-Inn 2018

Più di un mese ci separa ormai dagli eventi Pietrelcina. Le calde giornate del Jazz Inn sono la chiusura di un anno di lavoro, un delta accogliente, massacrante e insieme rinvigorente che ci ha consentito di fare buona scorta, di idee, energie, sinergie e collaborazioni prima delle vacanze.
Abbiamo atteso un po’ prima di segnare le impressioni di quelle giornate sul nostro Logbook perché volevamo recuperare un attimo di calma e allontanarci dal vortice di quelle giornate per affacciarci alla ringhiera del tempo e ammirarle come fossero un panorama. Con la calma necessaria, con la calma di chi sorseggia un ottimo vino e ascolta buona musica possiamo perderci un po’ nei ricordi recenti e viaggiare sulle note di una profonda gratitudine. Perché settembre è il primo mese dell’anno e noi vogliamo iniziarlo con l’energia giusta, quella che conoscete se avete partecipato al Jazz Inn.
Partecipare a questo evento è, in effetti, come suonare un’improvvisata Jazz: ognuno porta il proprio strumento, ci si accomoda gli uni vicino agli altri, ci si ascolta e pian piano ci si accoda, apportando il proprio al comune. Semplicissimo. Eppure quanta bellezza e quanta ricchezza di senso questo accordarsi di note.
Al Jazz Inn si fa musica e chi ha organizzato queste giornate conosce qualcosa dell’animo umano che spesso crediamo di aver perso, frainteso o banalmente dimenticato. Che cosa?
Sa per esempio che la bellezza non è mai pura e che l’anima ne è alla costante ricerca, che ama contaminarla senza sporcarla, farla propria, arricchirla.
Sa che i legami e le relazioni sono più importanti dei nomi, degli oggetti e dei risultati immediati (anche se questi spesso ne fanno parte).
Sa che la velocità è importante ma la lentezza è un valore da preservare
Sa dire nostro, con tutto il senso profondo di questo pronome, senza mai esserne spaventati.
Sa che un’impresa non è solo un meccanismo aziendale, ma l’inizio di un viaggio, una scommessa, un’avventura.
Ebbene, cosa abbiamo fatto nei tre giorni del Jazz Inn dedicati all’innovazione?
Abbiamo ascoltato, attivamente, abbiamo parlato, ascoltandoci, ci siamo messi in gioco, abbiamo stretto legami. Ci siamo lasciati contaminare…dalle idee, dall’entusiasmo. Abbiamo accettato sfide. Abbiamo sudato, vero, ma senza fiaccarci, abbiamo immaginato luoghi reali, imprese immaginifiche!
Abbiamo scoperto che c’è tanta innovazione in piccolo borgo di montagna, che si è giovani a 30 come a 90 anni, che si può essere esausti ma continuare a dare l’anima suonando. Che ci sono battaglie quotidiane e successi che non vengo annoverati nella cronistoria condivisa perché non hanno bisogno di fare notizia.
Abbiamo aperto porte. Abbiamo lasciato andare senza freno gli ingranaggi delle idee, progettando, programmando o banalmente pensando!
Lo sapete che la nostra barca a vela è letteraria non vi darà dati e coordinate che non siano dell’anima. Tuttavia i dati li potete sempre consultare, ricercare, toccare come schede in un archivio antico, il gesto dello scorrere con la punta delle dita se ci pensate non è poi tanto diverso da quello che si fa sul touch screen dei nostri smartphone.
Il piccolo brigantino di Book’s to Travel invece vuol farvi viaggiare e per quello c’è bisogno di storie e non di elenchi.

Messaggio nella bottiglia: “I luoghi sono le persone”

E ora? Dove ci dirigiamo capitano?

Letture consigliate:
per coerenza: Alessandro Bertinetto, Eseguire l'inatteso. Ontologia della musica e improvvisazione, I Glifo 2016
per risonanza: Anonimo, Musica enchiriadis, Yale University Press
per tutto: Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi 1972

Ricordi e accordi dal Jazz-Inn 2018Più di un mese ci separa ormai dagli eventi Pietrelcina. Le calde giornate del Jazz I...
13/09/2018

Ricordi e accordi dal Jazz-Inn 2018

Più di un mese ci separa ormai dagli eventi Pietrelcina. Le calde giornate del Jazz Inn sono la chiusura di un anno di lavoro, un delta accogliente, massacrante e insieme rinvigorente che ci ha consentito di fare buona scorta, di idee, energie, sinergie e collaborazioni prima delle vacanze.
Abbiamo atteso un po’ prima di segnare le impressioni di quelle giornate sul nostro Logbook perché volevamo recuperare un attimo di calma e allontanarci dal vortice di quelle giornate per affacciarci alla ringhiera del tempo e ammirarle come fossero un panorama. Con la calma necessaria, con la calma di chi sorseggia un ottimo vino e ascolta buona musica possiamo perderci un po’ nei ricordi recenti e viaggiare sulle note di una profonda gratitudine. Perché settembre è il primo mese dell’anno e noi vogliamo iniziarlo con l’energia giusta, quella che conoscete se avete partecipato al Jazz Inn.
Partecipare a questo evento è, in effetti, come suonare un’improvvisata Jazz: ognuno porta il proprio strumento, ci si accomoda gli uni vicino agli altri, ci si ascolta e pian piano ci si accoda, apportando il proprio al comune. Semplicissimo. Eppure quanta bellezza e quanta ricchezza di senso questo accordarsi di note.
Al Jazz Inn si fa musica e chi ha organizzato queste giornate conosce qualcosa dell’animo umano che spesso crediamo di aver perso, frainteso o banalmente dimenticato. Che cosa?
Sa per esempio che la bellezza non è mai pura e che l’anima ne è alla costante ricerca, che ama contaminarla senza sporcarla, farla propria, arricchirla.
Sa che i legami e le relazioni sono più importanti dei nomi, degli oggetti e dei risultati immediati (anche se questi spesso ne fanno parte).
Sa che la velocità è importante ma la lentezza è un valore da preservare
Sa dire nostro, con tutto il senso profondo di questo pronome, senza mai esserne spaventati.
Sa che un’impresa non è solo un meccanismo aziendale, ma l’inizio di un viaggio, una scommessa, un’avventura.
Ebbene, cosa abbiamo fatto nei tre giorni del Jazz Inn dedicati all’innovazione?
Abbiamo ascoltato, attivamente, abbiamo parlato, ascoltandoci, ci siamo messi in gioco, abbiamo stretto legami. Ci siamo lasciati contaminare…dalle idee, dall’entusiasmo. Abbiamo accettato sfide. Abbiamo sudato, vero, ma senza fiaccarci, abbiamo immaginato luoghi reali, imprese immaginifiche!
Abbiamo scoperto che c’è tanta innovazione in piccolo borgo di montagna, che si è giovani a 30 come a 90 anni, che si può essere esausti ma continuare a dare l’anima suonando. Che ci sono battaglie quotidiane e successi che non vengo annoverati nella cronistoria condivisa perché non hanno bisogno di fare notizia.
Abbiamo aperto porte. Abbiamo lasciato andare senza freno gli ingranaggi delle idee, progettando, programmando o banalmente pensando!
Lo sapete che la nostra barca a vela è letteraria non vi darà dati e coordinate che non siano dell’anima. Tuttavia i dati li potete sempre consultare, ricercare, toccare come schede in un archivio antico, il gesto dello scorrere con la punta delle dita se ci pensate non è poi tanto diverso da quello che si fa sul touch screen dei nostri smartphone.
Il piccolo brigantino di Book’s to Travel invece vuol farvi viaggiare e per quello c’è bisogno di storie e non di elenchi.

Messaggio nella bottiglia: “I luoghi sono le persone”

E ora? Dove ci dirigiamo capitano?

Letture consigliate:
per coerenza: Alessandro Bertinetto, Eseguire l'inatteso. Ontologia della musica e improvvisazione, I Glifo 2016
per risonanza: Anonimo, Musica enchiriadis, Yale University Press
per tutto: Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi 1972

un bellissimo brindisi...:)
13/09/2018

un bellissimo brindisi...:)

All-focus
13/09/2018

All-focus

Ricordi e accordi dal Jazz-Inn 2018

Più di un mese ci separa ormai dagli eventi Pietrelcina. Le calde giornate del Jazz Inn sono la chiusura di un anno di lavoro, un delta accogliente, massacrante e insieme rinvigorente che ci ha consentito di fare buona scorta, di idee, energie, sinergie e collaborazioni prima delle vacanze.
Abbiamo atteso un po’ prima di segnare le impressioni di quelle giornate sul nostro Logbook perché volevamo recuperare un attimo di calma e allontanarci dal vortice di quelle giornate per affacciarci alla ringhiera del tempo e ammirarle come fossero un panorama. Con la calma necessaria, con la calma di chi sorseggia un ottimo vino e ascolta buona musica possiamo perderci un po’ nei ricordi recenti e viaggiare sulle note di una profonda gratitudine. Perché settembre è il primo mese dell’anno e noi vogliamo iniziarlo con l’energia giusta, quella che conoscete se avete partecipato al Jazz Inn.
Partecipare a questo evento è, in effetti, come suonare un’improvvisata Jazz: ognuno porta il proprio strumento, ci si accomoda gli uni vicino agli altri, ci si ascolta e pian piano ci si accoda, apportando il proprio al comune. Semplicissimo. Eppure quanta bellezza e quanta ricchezza di senso questo accordarsi di note.
Al Jazz Inn si fa musica e chi ha organizzato queste giornate conosce qualcosa dell’animo umano che spesso crediamo di aver perso, frainteso o banalmente dimenticato. Che cosa?
Sa per esempio che la bellezza non è mai pura e che l’anima ne è alla costante ricerca, che ama contaminarla senza sporcarla, farla propria, arricchirla.
Sa che i legami e le relazioni sono più importanti dei nomi, degli oggetti e dei risultati immediati (anche se questi spesso ne fanno parte).
Sa che la velocità è importante ma la lentezza è un valore da preservare
Sa dire nostro, con tutto il senso profondo di questo pronome, senza mai esserne spaventati.
Sa che un’impresa non è solo un meccanismo aziendale, ma l’inizio di un viaggio, una scommessa, un’avventura.
Ebbene, cosa abbiamo fatto nei tre giorni del Jazz Inn dedicati all’innovazione?
Abbiamo ascoltato, attivamente, abbiamo parlato, ascoltandoci, ci siamo messi in gioco, abbiamo stretto legami. Ci siamo lasciati contaminare…dalle idee, dall’entusiasmo. Abbiamo accettato sfide. Abbiamo sudato, vero, ma senza fiaccarci, abbiamo immaginato luoghi reali, imprese immaginifiche!
Abbiamo scoperto che c’è tanta innovazione in piccolo borgo di montagna, che si è giovani a 30 come a 90 anni, che si può essere esausti ma continuare a dare l’anima suonando. Che ci sono battaglie quotidiane e successi che non vengo annoverati nella cronistoria condivisa perché non hanno bisogno di fare notizia.
Abbiamo aperto porte. Abbiamo lasciato andare senza freno gli ingranaggi delle idee, progettando, programmando o banalmente pensando!
Lo sapete che la nostra barca a vela è letteraria non vi darà dati e coordinate che non siano dell’anima. Tuttavia i dati li potete sempre consultare, ricercare, toccare come schede in un archivio antico, il gesto dello scorrere con la punta delle dita se ci pensate non è poi tanto diverso da quello che si fa sul touch screen dei nostri smartphone.
Il piccolo brigantino di Book’s to Travel invece vuol farvi viaggiare e per quello c’è bisogno di storie e non di elenchi.

Messaggio nella bottiglia: “I luoghi sono le persone”

E ora? Dove ci dirigiamo capitano?

Letture consigliate:
per coerenza: Alessandro Bertinetto, Eseguire l'inatteso. Ontologia della musica e improvvisazione, I Glifo 2016
per risonanza: Anonimo, Musica enchiriadis, Yale University Press
per tutto: Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi 1972

Immagini e suggestioni dalla prima B2T experience.I Monologhi di Ferdinando e Carolina._________________________________...
10/09/2018

Immagini e suggestioni dalla prima B2T experience.
I Monologhi di Ferdinando e Carolina.

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Cyrano'sLogBook vol.1:

Quando nella prima metà del XVIII secolo l’architetto Luigi Vanvitelli progettò i giardini della reggia ebbe sicuramente cura di richiamare la magnificenza di Versailles, svestì definitivamente il barocco tuffandosi senza esitazione nel neoclassicismo, si divertì a popolare di figure mitologiche antiche i 120 ettari a disposizione ma non solo.
Il napoletano Ludwig Van Wittel, italianizzato quand’era ancora in fasce (in un epoca in cui l’Italia si teneva stretti i talenti prima ancora di verificarne la produttività) fece qualcosa di più che progettare una monumentale opera architettonica.
Aggiunse un tocco spericolato di illusioni ottiche, prospettive e inventò quel tipico “effetto cannocchiale” che ci accoglie quando osserviamo il parco cercando di scacciare il disagio di un incipiente sindrome di Stendhal.
Fece di questi giardini una sorta di spazio esperienziale, dove geometrie, mitologie, matematica e filosofia dialogano serenamente per produrre senso e aperture anche senza il veicolo di un visitatore pensante.
Percorrere i 3300 metri del canalone è l’esempio che la bellezza non è mai, mai stupida…tutt’al più ti fa sentire tale, per questo a volte ne siamo spaventati.
I primi appunti di viaggio del nostro Logbook non potevano non partire da questo luogo tanto significativo. Queste sono alcuni scatti del Test che l’amministrazione della Reggia ci ha concesso con entusiasmo consentendoci di provare l’itinerario su Ferdinando e Carolina. Li condividiamo a distanza di qualche mese è vero ma i colori non sono affatto sbiaditi, anzi! Al di là delle immagini però c’è qualcosa che vogliamo farvi sentire attraverso il brevissimo video che avete in commento: ascoltate il suono delle cascate…Il ritmo che sentite fatto di stordimento e di improvvisi silenzi, non è fantastico?
Chi costeggia il canalone salendo le scale esperisce un ritmo di pieno e di vuoto che è quasi magico.
Questa è un’architettura del suono, non solo ottica e prospettica, non solo estetica.
E’ la dimostrazione del fatto che si viaggia con tutti i sensi e che i luoghi sono composti da più dimensioni.
Dal brigantino B2T vi lasciamo un messaggio nella bottiglia da parte di Friedrich Shelling: “L’architettura è musica nello spazio.”
Il 22 del mese di Aprile 2018, Caserta, Parco della Reggia
Letture consigliate
Per la mente: Hersey, George. Architecture, Poetry, and Number in the Royal Palace at Caserta, (Cambridge: MIT Press) 1983.
Per le mani: L. Vanvitelli, Dichiarazione dei Disegni del Reale Palazzo di Caserta, 1756 Reale Stamperia, Napoli
Per il cuore: Enzo Striano, Il resto di niente - Storia di Eleonora de Fonseca Pimentel e della rivoluzione napoletana del 1799, II ed., collana Piccola Biblioteca La Scala, Rizzoli, 2004,
Prossima meta?

Che dirvi? Al JazzInn ci sentiamo fortunati...
31/07/2018

Che dirvi? Al JazzInn ci sentiamo fortunati...

Indirizzo

Pietrelcina
82020

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