16/07/2021
Mt. Generoso ⛰
vista dal sentiero della “Camoscia”
La vita nel passato era dura per chi da questa montagna ha tratto di che vivere: boscaioli, fienaioli, contrabbandieri, guardie…
Il Monte Generoso è una montagna attorno alla quale si è sviluppato fino a circa 60 anni fa un grosso traffico di contrabbando. Nessuno aveva previsto o poteva prevedere che il contrabbando prendesse una tale dimensione.
E i boscaioli furono in prima linea nelle operazioni di contrabbando. Conoscevano tutti i buchi della montagna, tutti i passaggi tra le rocce e alcune grotte che servivano da punto di incontro tra contrabbandieri italiani e quelli ticinesi. Una di queste, la Grotta della Bellavista, con un’entrata molto ampia e spaziosa ma difficile da raggiungere, o la Tana delle Bricolle sopra Arogno, servivano da deposito e da punto di incontro. I contrabbandieri italiani portavano alla grotta soprattutto riso e copertoni di biciletta e si facevano pagare in contanti dai ticinesi che portavano poi in svizzera le bricolle…
Tra le ripidissime pareti situate sopra Rovio e Arogno i contrabbandieri hanno aperto vie difficilissime che si snodavano sogli orli di burroni e strapiombi. Erano passaggi più che altro intuibili, passaggi larghi alle volte pochi centimetri, strette cenge che permettevano di transitare da una valletta all’altra. I boscaioli erano le uniche ardite persone che conoscevano bene questa parte ripida e selvaggia del Generoso.
Ma le guardie di confine non stavano a guardare e anche loro hanno creato un sentiero orizzontale che attraversava tutta la montagna dalla Val Mara, transitava sotto la Camoscia, sotto la Piancaccia, attraversava la Valle dell’Inferno, passava dal Perostabbio fino a raggiungere il Bosco della Cornasella e l’Alpe di Melano. Era un sentiero naturale, se si può chiamare sentiero, che si sviluppava quasi sempre ad una altezza che variava dai 1’100 ai 1’300 metri con alcuni passaggi pericolosissimi.