Compagnia Geografica Sangiorgese

Compagnia Geografica Sangiorgese « A quel tempo danzavano per le strade come pazzi..

La Compagnia Geografica Sangiorgese è una compagnia fondata con lo scopo principale di promuovere l'avanzamento della ricerca geografica sia in Italia che al di fuori del confine nazionale. Vista la totale inutilità delle esplorazioni geografiche in un mondo ormai completamente mappato grazie ai satelliti, i viaggi e le "esplorazioni" promosse dalla compagnia hanno il puro obiettivo della soddisfa

zione personale dei partecipanti: soddisfazione che si riflette nel raggiungimento e visita di nuovi posti, che possono essere paesi, città o luoghi naturali.

Sesta Tappa:Casale Le Crete - San Donato - antichi ruderi - Scanzano - Tubione - Sante Marie, arrivo finaleDopo un'ottim...
12/09/2025

Sesta Tappa:
Casale Le Crete - San Donato - antichi ruderi - Scanzano - Tubione - Sante Marie, arrivo finale

Dopo un'ottima colazione con prodotti biologici fatti in casa, ed un ultimo saluto a Luca Gianotti, riprendiamo il nostro cammino. La strada da Gran Burrone continua subito dentro il bosco non molto fitto ma con diversi pantani da attraversare, alcuni anche piuttosto complicati. Si prosegue, e dopo alcuni scorci davvero meravigliosi sulle montagne in prossimità dei paesi di Sorbo, Poggio Filippo e Tagliacozzo, e su tutta quanta la vallata circostante, ha inizio la prima di una lunga serie di salite del giorno, fin quando non arriviamo ad un bivio in corrispondenza di una piccola ca****la dedicata alla Santissima Trinità. Qui ci fermiamo approfittando di una panchina posta all'ombra, per riposare ed anche scrivere il nostro appunto su un quaderno pieno di messaggi di altri briganti che ci hanno preceduto.

Purtroppo molte delle foto fatte nella tappa di oggi (e non solo), per un mio errore sono andate perdute. Quindi avremo la testimonianza di pochissime immagini. Da qui riprendiamo il cammino, continuando la salita che porterà ad una stradina secondaria dove incrociamo la jeep di alcuni forestali, e un maremmano per fortuna molto tranquillo, fermo al margine della strada. Dopo altra strada arriviamo al primo paese del giorno, San Donato, un piccolo borgo che mi ha ricordato molto le immagini di un paese fantasma. Stavamo per prendere la strada più facile ma vedendoci un pò titubanti sul nostro incedere, un'anziana del posto ha pensato bene di aiutarci indicandoci il percorso corretto da seguire. Quello che abbiamo affrontato è stato sicuramente il percorso più interessante ed affascinante tra le alternative possibile in questa tappa, ma anche il più lungo e soprattutto il più difficoltoso. Da qui infatti parte una salita ripida ed infinita, tra sentieri impervi, strade lastricate in pietra antica e vegetazione avvolgente che ci ha condotti, (attraversando panorami da togliere il fiato nel vero senso della parola fino a dovermi fermare più di una volta per ammirare lo spettacolo che stavo vedendo), agli antichi ruderi del castello di San Donato, risalenti almeno al 1057. È montagna pura. La salita non sembra volere cedere il passo, ma affrontando una cresta piuttosto insidiosa arriviamo alle vecchie scale dei ruderi in rovina, semi ricoperte dalla vegetazione e da chissà quale tipo di insetto, da cui scendiamo per arrivare ad una semi vallata in quota in prossimità del Colle di mezzo, dove possiamo ammirare sparse un pò qua e là nel nostro tragitto, una lunga serie di resti di capanne a tholos, testimonianze della vita di moltissimi anni fa.

Il nostro obiettivo più prossimo è il paese di Scanzano, ma perdiamo il sentiero sulla collina in prossimità di un fontanile e da lì giriamo intorno alla montagnola che avevamo davanti perdendo molto tempo. Finalmente dopo un'intuizione felice, ritroviamo il percorso, e attraversando il paesaggio di montagna che diventa poi bosco arriviamo a Scanzano, ma siamo solo di passaggio tolta una breve sosta. Il Cammino prosegue in un fitto bosco, e in un incrocio di molti cammini che si intersecano fra loro, tra cui il sentiero Corradino, e quando ne usciamo ci ritroviamo nei pressi di Tubione. Siamo stanchi, la salita sulla montagna e i giorni sulle spalle, ci hanno chiesto molto in termini fisici. Da Tubione ha inizio di nuovo una lunga discesa intervallata da qualche breve salita attraverso l'ennesimo bosco.

Qui il silenzio si fa perfetto. Sbuchiamo in una strada che diventa mulattiera. Percepiamo di essere ormai in dirittura d'arrivo, ma gli ultimi metri sono sempre i più difficili. Quando sento la ferrovia capisco che ormai è quasi fatta, ed ad un tratto dopo una curva, ecco apparire Sante Marie, di nuovo, dopo cinque giorni e sei di cammino, incastonata lungo la fiancata della montagna. Non vedo l'ora di raggiungerla, ma l'ultimo tratto è sempre il più lungo. Arriviamo al parcheggio, dove ritrovo il Peugeot, e poi la salita che porta al centro del paese, molto più lunga di come la ricordavo, e finalmente ecco gli ultimissimi metri di un cammino faticoso ma indiscutibilmente unico e bellissimo. Entriamo nell'ultima porta, all'Ufficio Salvacondotti. Ci danno un attestato di briganti, e poi la canonica foto del ritorno, sotto l'insegna del cammino, ma questo è il meno. Quello che lascia è qualcosa che non si può spiegare e che sicuramente rimarrà con noi dovunque andremo a finire, in qualunque situazione della vita, attraverso il tempo, per molto tempo ancora.

5° Tappa:Massa d'Albe 850m - Alba Fucens - Magliano de' Marsi - Scurcola Marsicana - Casale Le Crete 790mDelle cinque fa...
11/09/2025

5° Tappa:

Massa d'Albe 850m - Alba Fucens - Magliano de' Marsi - Scurcola Marsicana - Casale Le Crete 790m

Delle cinque fatte, questa è stata sicuramente la tappa più affascinante dal punto di vista storico/conoscitivo e forse, nonostante in termini di lunghezza sia stata una delle due più lunghe, alnche la meno faticosa a livello fisico (anche se sul finale iniziavo a sentire un affaticamento al ginocchio sinistro).

La tappa a inizio dopo una buona colazione con altri due gruppi di camminatrici, al BnB dove eravamo ospiti dalla sera precendente. Dietro suggerimento della proprietaria (ed anche di un gruppo di netturbini che ci hanno fermato mentre guidavano il camion), decidiamo di allungare il giro ed arrivare ad Alba Fucens, prima visitando Alba Vecchia, la collina dove sorgeva il vecchio borgo devastato e poi abbandonato a causa del terremoto del 1915, per poi scendere appena più a valle dove spicca la presenza di un sito archeologico venuto alla luce a seguito di alcuni scavi effettuati da un gruppo di ricercatori belgi negli anni '50. Sono i resti dell'antica città di Alba Fucens, che in epoca romana contava fino a 25000 abitanti. Un sito bellissimo e molto interessante con il fiore all'occhiello dell'Anfiteatro romano, costruito nel I secolo d.c. che merita assolutamente una visita.

Dopo questo escursus molto affascinante, proseguiamo verso Magliano de' Marsi tornando di lì in breve verso una strada sterrata che continua dentro un bosco di roverella fino al fondovalle, da dove riprendiamo prima uno sterrato e poi l'asfalto, che ci conduce a Magliano de' Marsi. Di strada non è poca e una volta giunti arriviamo al centro del paese dove incontriamo altri camminatori e ne approfittiamo per fare un pranzo rimediato, mangiando delle focacce che avevamo comprato la mattina stessa al forno di Massa d'Albe. Restiamo un pò a Magliano e poi riprendiamo il cammino.

Arrivati al bivio per Sorbo veniamo assaliti dal dubbio, se prendere la deviazione che passa sopra la montagna (il Monte San Nicola 1087m), oppure proseguire per la Scurcola Marsicana. Decidiamo per la seconda opzione, con un pò di rammarico, e proseguiamo il cammino attraverso un lungo sentiero dove incontriamo il signor Giancarlo, un originale esploratore del posto, scopritore della grotta ribattezzata da lui stesso la grotta dell'orso, con il quale scambiamo qualche battuta e che ci indica il punto da cui raccogliere le more nate sul fianco alle pendici della montagna. Da qui arriviamo a Scurcola Marsicana, un antico borgo medievale che probabilmente merita una visita più approfondita con il suo castello e le sua chiesa, ma di cui godiamo invece solamente del passaggio attraverso alcuni viali lastricati davvero molto suggestivi.

La strada prosegue asfaltata verso la Quercia di Donato, un antichissimo esemplare di Quercia risalente al 1250, testimone della battaglia tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò, per entrare poi verso l'ultima parte di nuovo nel bosco fino al Casale Le Crete, (che mi ha fatto pensare un pò a Gran Burrone), il luogo da dove in origine partiva e terminava il cammino dei briganti, e dove vive Luca Gianotti, il fondatore di questo cammino (e non solo), che ci ha gentilmente offerto un succo di sambuco fatto in casa, eccezionale, e ci ha dato la possibilità di fare un bellissima chiacchierata con ottimi spunti di riflessione sul cammino, sulla storia, sulla vita in generale e sulle conseguenze stesse che porta alla conoscenza reale dei fatti, la storia quando viene scritta dai vincitori.

4° Tappa:Torano (725m) - Casali di Cartore - Santa Maria in Valle Porclaneta- Rosciolo - Magliano de' Marsi - Massa d'Al...
10/09/2025

4° Tappa:
Torano (725m) - Casali di Cartore - Santa Maria in Valle Porclaneta- Rosciolo - Magliano de' Marsi - Massa d'Albe (850m).

Tappa bagnata, affrontata dall'inizio alla fine sotto una pioggia a tratti anche torrenziale. Partendo da Torano siamo stati costretti ad allungare e non di poco, l'intero percorso, che sarebbe dovuto partire da Cartore. Le nostre spalle ne hanno risentito. A posteriori penso che se proprio doveva piovere, è stato meglio che sia successo nella tappa odierna, perché questa pioggia nei terreni e nei posti affrontati nelle tappe precedenti ci avrebbe creato probabilmente il doppio dei problemi.

Pronti, via, neanche il tempo di iniziare il cammino ed ecco che si aggiunge alla nostra compagnia, un compagno imprevisto. Un cane di piccola taglia, senza collare, ma non diffidente nei confronti dell'uomo, rinominato Nebula. Pensavamo fosse uscito da qualche giardino invece ci ha scortato per più di 10 km e nei momenti più complicati della giornata. È stato un buon compagno prendendo insieme a noi tutta quanta l'acqua possibile immaginabile nel percorso da Torano a Cartore, e affrontando con noi il bosco, la montagna, le salite più dure, le pietre, l'acqua che scendeva e formava torrenti pericolosi in pendenze dove era facile scivolare per terra, la vegetazione che stringe, i momenti in cui prendevamo i percorsi sbagliati e poi tornavamo indietro. Ha preso con noi tutto il peggio della tappa e mi ha pianto un pò il cuore, quando ho dovuto separarmene perché si capiva che sperava di aver trovato un nuovo padrone, ma ogni metro con noi sarebbe stato solo sofferenza ulteriore per lui al momento di separarci, per questo abbiamo anche provato a mandarlo via ad inizio tappa. Non c'è stato verso, piantava le zampe e così ci ha scortato fino ai Casali di Cartore, dove cercando riparo in una locanda, abbiamo parlato di questa situazione alla proprietaria. Sinceramente non ho capito che escamotage hanno trovato, ma alla fine uscendo di lì, non era più con noi, e non sono stato felice di questo ma è stato meglio così.

Il percorso da Torano a Cartore è stato qualcosa di devastante a livello di acqua. Affrontare il bosco e alcuni sentieri alle pendici della montagna, oltre che complicato metteva anche un pò di timore in quelle condizioni. Arrivati ai Casali troviamo rifugio in questo posto un pò dimenticato, per poi riprendere un percorso che ci ha condotto appena sotto la cima del Monte Velino. Lì le montagne già imponenti, i versi degli animali che riecheggiavano per la montagna, e che abbiamo scoperto essere cervi, lupi e grifoni, il cielo grigio e piovoso tutto intorno e le nuvole nere sopra la cima, non restituivano certamente l'idea che quello fosse l'ambiente più sicuro del mondo così abbiamo accelerato il passo. Nel percorso, mucche solitarie al pascolo, indifferenti alla presenza umana, cavalli ed asini senza nessuna guida se non quella di loro stessi e del loro istinto. Finalmente veniamo fuori dal paesaggio montano e passando attraverso, prima il Passo Le Forche (1233m) e poi un'antica chiesa a Santa Maria in Valle Porclaneta, entriamo in un sentiero che corre dentro un bosco labirintico per giungere dopo altra strada al paese di Rosciolo. Lo attraversiamo velocemente fermandoci solo per chiedere un'indicazione. Uno dei problemi più grandi è stata la pioggia che non ci ha lasciato un attimo. Ad un bivio poco dopo un fontanile dove ci abbeveriamo, prendiamo una delle due mulattiere, sono più di 10 km, fino ad arrivare, stremati prima a Magliano de' Marsi, e poi a Massa d'Albe, un piccolo paese vicino Alba fucens, ai piedi del Monte Velino. Nonostante il percorso fosse forse un pò meno difficoltoso degli altri, la lunghezza, la pioggia e la stanchezza si fanno sentire, ancora più rispetto ai giorni precedenti.

Terza Tappa:Nesce (850m) - Torano (725 m)Questa tappa si può dire iniziata già dalla sera prima, quando ospiti della sig...
09/09/2025

Terza Tappa:
Nesce (850m) - Torano (725 m)

Questa tappa si può dire iniziata già dalla sera prima, quando ospiti della signora Franca di Nesce, abbiamo fatto una cena pantagruelica insieme ad altri quattro camminatori con cui ci siamo ritrovati seduti alla stessa tavolata e abbiamo condiviso un pò le nostre esperienze e i nostri racconti. La cena è trascorsa molto bene, così come la colazione della mattina dopo, degna di un cerimoniale d'altri tempi. Dopo questa ricarica siamo partiti.

Il sentiero si immerge quasi subito in un bosco molto suggestivo, strapieno di funghi, per sbucare poi a ridosso di un'ampia vallata parallela al fiume Salto. Un valle immersa dentro una conca tra le montagne, con il piccolo paese di Poggiovalle (3 abitanti), a fare da sfondo, adagiato a ridosso di una delle tanti pareti della catena montuosa. Arrivati a Villerose dopo aver scambiato qualche battuta con una signora anziana del posto, e aver conosciuto un signore molto gentile che ci ha introdotti nell'ambiente del piccolo borgo, abbiamo aspettato l'arrivo di Flaviano il Marziano, per i nostri timbri. Flaviano è un anziano molto vivace, che ci ha ospitati dentro la sua dimora, una casa molto particolare, che ricorda molto le abitazioni degli Hobbit nel signore degli anelli. Ci ha raccontato la sua vita ed è stato molto piacevole fare questa lunga chiacchierata sulle cose della vita, scambiando un pò i nostri punti di vista, ascoltando le sue esperienze e provando anche ad imparare qualcosa. Siamo stati quasi un'ora dove ha dato sfoggio a tutta la sua generosità e ho potuto apprezzare anche la sua sensibilità. Un incontro che porto con me e che spero di poter ripetere in futuro tornando con qualcuno. Mi ha strappato la promessa di fermarmi a pranzo da lui se riuscirò a tornare da queste parti in futuro, e so che non sarà facile ma spero di riuscirci.

Dopo questa sosta il cammino ci ha visti passare accanto alle case di alcuni pastori, assediate dalla guardia attenta dei loro maremmani, uno dei quali mi ha spaventato e non poco. Proseguendo sempre in salita, di lì a poco finiamo nei pressi di una radura in quota realizzando presto di avere completamente smarrito la via principale. Questo ci preoccupa un po', ma dopo un avanti e indietro senza meta riusciamo finalmente a ritrovare la strada esatta. Una via lunga e faticosa, immersa tra collina, bosco impervio, e una vegetazione folta e rigogliosa a dir poco. Il fatto di essere riusciti a riprendere la strada corretta ci ha rassicurato molto. In questi frangenti perdere il sentiero non è mai una cosa piacevole ma appena ripreso, la fatica di tutti quei percorsi accidentati e quelle salite si è fatta presto sentire e la priorità dei nostri pensieri è tornata subito ai dolori alla schiena e alle spalle per via degli zaini, e alla fatica in generale che stavamo facendo. Di li in breve arrivati a un bivio, indecisi su quale percorso intraprendere, (se per Spedino o tagliare e arrivare direttamente a Torano), decidiamo di affidare le nostre sorti direttamente a una partita a morra cinese che perdo clamorosamente e per colpa della quale sono costretto a proseguire per Spedino dove arriviamo in un bar e ne approfittiamo per farci apporre i nostri timbri e compensare un pò quello mancante di ValdeVarri. Dopo una breve sosta proseguiamo immergendoci di nuovo negli ultimi 3 km di bosco, quando finalmente stremati sbuchiamo a Torano per il meritato riposo. Stasera c'è una festa in paese.

2° Tappa:Santo Stefano (1050m) - Nesce (850m)La seconda tappa ha inizio con una lunga e piacevole chiacchierata con Mari...
08/09/2025

2° Tappa:
Santo Stefano (1050m) - Nesce (850m)

La seconda tappa ha inizio con una lunga e piacevole chiacchierata con Maria Cristina, la straordinaria proprietaria della Grande Quercia, dove abbiamo alloggiato, e fatto colazione. I suoi racconti sulla vita, il lavoro e su come è cambiato il consorzio umano nel corso degli anni in questi luoghi sempre meno popolati e a forte rischio abbandono fanno riflettere e colpiscono al cuore, per i sacrifici e il dolore che tutto questo inevitabilmente porta in dote a chi, in queste terre ha investito, voluto bene, intessuto rapporti, creato famiglie, e speso la propria intera vita per vedere poi con i propri occhi il mondo cambiare e con esso anche il futuro che poteva avere immaginato.

Il Cammino riparte e si inizia subito con una lunga camminata, appena superato il paese oltre la chiesa della Madonna delle Nevi, da dove a inizio una lunga mulattiera tutto sommato senza dislivello significativi. Ad un certo punto vediamo la nostra strada sbarrata dalla presenza di un asino solitario e assolutamente libero, lungo il percorso. Per fortuna non da nessun problema e ci lascia passare, pensando bene anche di scortarci per qualche metro. E io inizio a pensare che sembra un buon auspicio. Proseguiamo questo lungo percorso intervallato da diversi fontanili, (di cui approfittiamo della presenza per riempire le nostre borracce), finché non arriviamo all'inizio di quella che sarà la prima di una lunga serie di vere, difficoltose e faticose salite. La strada si inerpica quasi in verticale lungo un affioramento di roccia arenaria finché il paesaggio cambia e ci troviamo in un bosco di castagni, dove continuiamo il nostro cammino sempre perennemente in salita. Arriviamo a ValdeVarri, facciamo una sosta dove sfruttiamo il nostro pranzo al sacco e riprendiamo il cammino.

Ci toccherà salire fino in cima ai 1199 m di una montagna da cui ha inizio una discesa attraverso un altro bosco infinito, stavolta di querce, che ci rallenta, ci disorienta fino a farci letteralmente perdere, quasi anche la ragione, per poi costringerci a fare dietrofront e a tornare sui nostri passi per cercare il punto in cui avevamo perso i segnali che aiutano ad orientarsi lungo il cammino. La strada poi sale, di nuovo ai 1200m, diventa accidentata, è montagna pura, piena di sassi che ci torcono e ci distruggono le caviglie fino a farci entrare in un altro bosco, stavolta una faggeta, con alcuni tronchi anche secolari. Il paesaggio all'interno è incredibilmente bello, rinfrescante, ma anche molto faticoso. È come essere immersi in un enorme acquario verde. Da qui in breve a inizio un'altra, devastante, infinita mulattiera, stavolta in discesa, che sembra quasi volete scendere fino a farci toccare le viscere della terra. È un vero viaggio al centro del mondo. Stremati e con le gambe a pezzi raggiungiamo la piccola frazione di Nesce, (30 abitanti), nella sua parte vecchia, la parte alta. Prendiamo via delle Stalle, memoria visiva dei tempi in cui gli allevatori vivevano alle pendici della montagna e costruivano case adatte al loro antico mestiere, con il primo piano pensato per gli animali, ed il secondo per le loro famiglie. Proseguiamo e finalmente dopo una tappa che sembrava infinita, arriviamo dopo più di 5 ore e mezza di cammino nel centro del paese. Ci aspetta una cena dalla proprietaria del nostro nuovo alloggio, e poi il meritato riposo. La notte e la terza tappa, pronta, subito dietro le porte del giorno.

1° Tappa: Sante Marie 850m - Santo Stefano 1050m380 m di dislivello, per quasi 6 km di Cammino. È stato una prima tappa ...
07/09/2025

1° Tappa:
Sante Marie 850m - Santo Stefano 1050m
380 m di dislivello, per quasi 6 km di Cammino.

È stato una prima tappa molto faticosa a dispetto della sua lunghezza, con alcune prime difficoltà incontrate subito a causa di foglie di ortica urticanti e alcuni piccoli problemi nel capire bene la strada da seguire nel tratto appena iniziale. Poi un gruppetto di anziani molto ben disposti ci hanno aiutato, indicandoci il percorso adatto e dando così il via ufficialmente al nostro cammino. Il paesaggio è stato davvero incantevole, tra mulattiere, boschi di castagni e di roverella suggestivi e rinfrescanti, il verde intorno e le foglie appena mosse da una leggera brezza che ci davano un senso di pace e di quiete. Il passaggio è stato piacevole e ci ha fatto riflettere ancora una volta sull'importanza del verde anche nelle zone cittadine.

I veri problemi sono sorti subito dopo, quando una volta superata la parte facile del bosco abbiamo iniziato una lenta e lunga scalata, con un dislivello notevole, dove abbiamo dovuto superare sentieri di roccia, fossati, fango misto a radici, in molti tratti anche esposte al sole del primo pomeriggio, che ci ha spezzato il fiato e ci ha costretti a una breve sosta per riprenderci. Finalmente una volta arrivati a Santo Stefano, abbiamo potuto rinfrescarci in una fontana e poi l'ospitalità di un anziano autoctono che spazzava la strada di fronte alla sua abitazione ci ha accolto con generosità pensandoci anche meritevoli di un bitter che ci ha gentilmente offerto e che abbiamo accettato ben volentieri approfittando dell'ospitalità per fare un brindisi alla sua salute.
Prima tappa conclusa con successo.

Inizia l'avventura nelle terre dei briganti. Ha così inizio il Cammino dei Briganti, 108 km a piedi suddivisi in 6 giorn...
07/09/2025

Inizia l'avventura nelle terre dei briganti. Ha così inizio il Cammino dei Briganti, 108 km a piedi suddivisi in 6 giorni di cammino per la CGS con Lorenzo Iuliitti e Sandro Felici . La geografia come l'esplorazione non ha una fine e non ha un confine. Si parte, si va, ci siamo.

In avanscoperta per lavori futuri, nelle location piu nascoste di Ancona
20/03/2016

In avanscoperta per lavori futuri, nelle location piu nascoste di Ancona

25/02/2016

Abbiamo pensato di fare qualche fotografia a Sant'Elpidio Morico un luogo al quale siamo affezionati. Un posto che nel corso del tempo è stato spesso una fermata di sosta, nelle lunghe volate verso la nostra provincia. L'abbiamo scoperto quasi per caso, perché di fatto viene attraversato da un tratto di strada che è una via di passaggio tra Monsampietro e Montelparo e l'abbiamo soprannominato di li a breve Cape One Town, sull'onda dei vecchi retaggi polari. E' una frazione distante dalla fretta e in qualche modo dal tempo. Le foto non rendono merito al piccolissimo borgo e di questo me ne dispiace ma in un futuro prima o poi torneremo con lo stesso obiettivo, e la speranza di avere ritratti migliori.

25/02/2016
23/01/2016

Indirizzo

Porto San Giorgio

Sito Web

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