SudCultura: Riscatti di luoghi comuni

SudCultura: Riscatti di luoghi comuni Una pagina di fotografie, alla scoperta dei "luoghi comuni". Filo conduttore è il Sud, terra di pregiudizi: arretrato, distante, povero, mafioso.

SudCultura nasce dall’intuizione di un gruppo di amici: comunicare la Bellezza attraverso alcune immagini e le loro storie. Una pagina fatta di fotografie, scattate da appassionati non professionisti, durante le loro escursioni alla riscoperta dei “luoghi comuni”. Mete troppo vicine per potersene vantare, località troppo locali, luoghi già sentiti rispetto ai quali voler cambiare aria. In una paro

la, subcultura in cui non volersi riconoscere, di cui vergognarsi, da cui scappare. Le immagini e le storie di questa pagina iniziano proprio da qui, per ridare valore al Sud non negandone le criticità ma attraverso la sfida di una ri-esistenza proprio dentro quella subcultura. Solo scavando verso le radici di una storia problematica, possiamo ripartire per comunicare la bellezza di ciò che impariamo a riconoscere come SudCultura. Scopriremo che Sud non è un territorio confinato, ma una cultura; un metodo con cui guardare la realtà, nella complessità dei suoi fenomeni, che ci obbliga a studiarli a fondo per comprenderne il senso vero e non stereotipato. La struttura che vi proponiamo è l’approfondimento di un luogo diverso ogni settimana, mediante post fotografici per il momento autoprodotti e storico-etnografici. In tal modo, speriamo di combinare l’immediatezza dell’immagine con la complessità dello studio degli aspetti culturali e sociali. Vi aspettiamo, allora, in questo luogo di partenza, per viaggiare insieme alla riscoperta della SudCultura. ENGLISH
SudCultura is a page of photographs and stories, made by a group of friends during their journeys around Southern Italy. The idea is to make people feel the beauty of a land which has always been considered only “mafiosa”, poor, abandoned and underdeveloped. We want to reflect upon the causes of these processes, which are certainly true, but just part of the story. We will discover that the subject of our page is not a defined territory, but a culture, namely a subculture becaming, in the linguistic game of Italian words, a SudCultura (i.e. Southern Culture). In this way we hope, through the lens of photography, to avoid “the dangers of the single story” (borrowing the fortunate expression by Chimamanda Ngozi Adichie).

Il fascino di Pentedattilo è raccontato dall’inglese Edward Lear che, nel 1847, viaggiò per la provincia reggina: La vis...
16/02/2018

Il fascino di Pentedattilo è raccontato dall’inglese Edward Lear che, nel 1847, viaggiò per la provincia reggina: La visione - scriveva in “Diario di un viaggio a piedi”- è così magica che compensa di ogni fatica sopportata per raggiungerla: selvagge e aride guglie di pietra lanciate nell’aria, nettamente delineate in forma di una gigantesca mano contro il cielo.

28/01/2018
A navata unica e dal prospetto neoclassico,  possiede un campanile a base quadrata, a due ordini, in linea con la faccia...
26/01/2018

A navata unica e dal prospetto neoclassico, possiede un campanile a base quadrata, a due ordini, in linea con la facciata della chiesa e addossato alla parete di sud-est, il cui pinnacolo, ottagonale, è ricoperto da ceramiche.

La Chiesa dei santi Pietro e Paolo, probabilmente di origine bizantina, è stata sede protopapale e, come testimonia la l...
23/01/2018

La Chiesa dei santi Pietro e Paolo, probabilmente di origine bizantina, è stata sede protopapale e, come testimonia la lapide che ancora si conserva, nell’anno 1655 il prete Domenico Toscano di Bova si vantava di essere il primo arciprete latino della chiesa protopapale, ormai, dunque, arcipretale di Pentedattilo.
Riedificata dopo il terremoto del 1783, ha subito oltre che numerosi interventi di restauro, tra i quali, ultimo, quello del 2001, il trafugamento della tela, collocata nella pala dell’altare maggiore, raffigurante i santi Pietro e Paolo.

Il feudo fu acquistato, nel 1823 dai Ramirez di Reggio, e fu abitato fino al terremoto del 1908, che assieme a frane ed ...
21/01/2018

Il feudo fu acquistato, nel 1823 dai Ramirez di Reggio, e fu abitato fino al terremoto del 1908, che assieme a frane ed alluvioni fece sì che il borgo pittoresco rimanesse disabitato.
I ruderi del castello si modellano sulle asperità della rupe che domina l’abitato confondendosi con la roccia.
Tramite una ripida scalinata è possibile accedere all’interno del castello dove si possono individuare i vani voltati a botte e parte di un territorio circolare, e al di sotto di una zona pavimentata, attraverso canali circolari, sono visibili stanze ancora coperte.

Nel 1760 il feudo passò a lorenzo Clemente, marchese di S. Luca, ma il terremoto del 1783 danneggiò notevolmente l’abita...
19/01/2018

Nel 1760 il feudo passò a lorenzo Clemente, marchese di S. Luca, ma il terremoto del 1783 danneggiò notevolmente l’abitato ed il castello e Pentedattilo venne indicato tra i centri da ricostruirsi in altro luogo. Ma gli abitanti del paese incontrarono enormi difficoltà a trasferirsi sulla costa per l’opposizione del feudatario e per l’estrema povertà in cui versavano.

Alla fine del XV secolo, i Francoperta da Reggio, furono i primi feudatari laici della baronia di Pentedattilo trasforma...
16/01/2018

Alla fine del XV secolo, i Francoperta da Reggio, furono i primi feudatari laici della baronia di Pentedattilo trasformando l’aspetto militare del castello in struttura residenziale. A loro subentrarono gli Alberti di Messina nel 1589, i quali comprarono la baronia per 15.180 ducati e la tennero fino al 1686.

l XVII secolo è segnato da feroci lotte feudali tra gli Alberti di Messina e gli Abenavoli di Montebello, ed è nota la vicenda riguardante la strage degli Alberti perpetrata verso la fine del 1600 da Bernardino Abenavoli Barone di Montebello.

Dopo la dolorosa vicenda il maniero fu abbandonato e subì un inevitabile degrado.

La zona di Pentedattilo divenne, durante il dominio romano, un importante centro militare per la sua strategica posizion...
11/01/2018

La zona di Pentedattilo divenne, durante il dominio romano, un importante centro militare per la sua strategica posizione di controllo sulla fiumara Sant'Elia, via privilegiata per raggiungere l'Aspromonte.
Con la dominazione bizantina cominciò a vivere, invece, un lungo periodo di declino, causato dai continui saccheggi che il paese subì in primis da parte dei Saraceni.

La fondazione di Pentedattilo, nell’Alto Medioevo, si colloca nell’ambito della riorganizzazione del territorio e delle ...
07/01/2018

La fondazione di Pentedattilo, nell’Alto Medioevo, si colloca nell’ambito della riorganizzazione del territorio e delle strutture difensive e insediative che, a partire dal VII secolo consolida la tendenza da parte delle popolazioni locali ad abbandonare le zone costiere alla ricerca di siti salubri e difendibili.
A ciò si aggiunge la fase della colonizzazione monastica orientale: tra le prime opere ci fu proprio la costruzione del Castello feudale di Pentedattilo, edificato nel XIV secolo e posto a 454 m s.l.m., distante 32 km da Reggio Calabria.

Pentedattilo (sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria) è uno dei borghi più caratteristici della Calabria....
05/01/2018

Pentedattilo (sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria) è uno dei borghi più caratteristici della Calabria. Situato sulla maestosa rocca di arenaria del Monte Calvario, deriva il proprio nome dalla particolare forma della rupe su cui è edificato, che ricorda una mano (penta daktylos=cinque dita).

Domani sera il primo post amici! Sudcultura vi porta a...Pentedattilo! Stay tuned...
04/01/2018

Domani sera il primo post amici! Sudcultura vi porta a...Pentedattilo! Stay tuned...

02/01/2018

Cari appassionati della sudcultura, si riparte dopo una lunga assenza. Ci scusiamo per l'attesa, ma è il prezzo da pagare per avere foto originali e di buona qualità, oltre che descrizioni non semplicemente copiate.
Grazie per averci seguito in quest'anno e auguri di un nuovo anno sudculturale!

Indirizzo

Reggio Di Calabria
89063

Sito Web

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