05/09/2026
All’ingresso della Cattedrale di Palermo, gli osservatori più attenti possono notare una colonna caratterizzata da un’iscrizione in arabo. Qualcosa di simile accade in un’altra importantissima chiesa palermitana, Santa Maria dell’Ammiraglio, la celebre Martorana, dove, in un trionfo di mosaici, compare un’altra colonna recante un’iscrizione in caratteri cufici.
Sono solo due testimonianze emozionanti del luminoso passato della Balarm islamica. Ritrovare queste iscrizioni all’interno di contesti sacri cristiani, più che evocare una rivalsa sulla fede musulmana, con le chiese che prendono il posto delle moschee, sembra raccontare una sorprendente continuità culturale.
Se infatti ci soffermiamo sul significato di queste iscrizioni, viene spontaneo domandarsi: che cosa vi è davvero di contrastante e non condivisibile, cosa c’è nell’intimo significato dei testi che non vada bene per entrambe le dottrine?
È anche questo uno dei segni della straordinaria capacità dei Normanni di creare ponti e continuità tra culture e dell’inestimabile valore di alcuni monumenti di Palermo davanti ai quali non smetterò mai di emozionarmi.
Traduzione del testo sulla colonna in Santa Maria dell’Ammiraglio:
«Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Dio mi basta ed Egli è il migliore dei protettori.»
Traduzione del testo presente sulla colonna all’ingresso della Cattedrale:
Estratto del versetto 54 della VII Sura del Corano
«Egli copre il giorno del velo della notte che avida l’insegue; e il sole e la luna e le stelle creò, soggiogate al Suo comando. Non è a Lui che appartengono la creazione e l’Ordine? Sia benedetto Iddio, il Signore del Creato!»