04/02/2012
su Alcinema.org
"La pratica delle arti marziali per migliorare la recitazione,
sia nel teatro che nel cinema. Se l’arte della recitazione viene da lontano, le arti marziali si perdono nella notte dei tempi. Anzi, molti studiosi non solo trovano punti in comune, ma sostengono che esse siano la vera origine dell’arte drammatica, ossia della recitazione. Se infatti un attore normalmente recita un personaggio, una figura, un’entità fisica e non, cercando di calarsi nell’animo dell’essere interpretato, in alcune arti marziali, per esempio si studia proprio l’imitazione di alcuni animali, e non solo. Si controlla il respiro, si affinano i movimenti, l’eleganza, lo spazio, il tempo, l’espressione, l’atteggiamento, lo stato d’animo… proprio come avviene in molte scuole di recitazione (soprattutto in quelle americane) in cui gli attori non solo lavorano sul personaggio da portare sulla scena (e alla ricerca della forma sia fisica che estetica), ma sviluppano e definiscono lo spazio nel quale la forma deve manifestarsi, stabilendo il tempo dell’azione, il ritmo delle parole, delle azioni e dei gesti. Non è infatti un mistero se gli attori e le attrici americani siano molto più bravi a recitare rispetto alla stragrande maggioranza di quelli italiani. Se infatti si usa dire che gli interpreti del nostro paese recitano soltanto con le labbra, quelli statunitensi sono ‘artisti dalla testa fino ai piedi’. Ecco che allora molte scuole di recitazione italiane, per sopperire a questo deficit italiano, stanno integrando i corsi di recitazione anche con lezioni di Thai-Shin-Do, un moderno e completo metodo che include pratiche di yoga e lo studio delle più importanti arti marziali, usando fra l’altro un esclusivo sistema multidisciplinare ed interattivo. Non solo quindi una disciplina per imparare l’autodifesa, ma anche un lavoro sulla mente, sulla personalità e sulle paure interiori, per liberare la creatività, il ‘guerriero interiore’ e l’artista supremo che si cela nell’animo di ognuno".
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