16/04/2026
Tunisi è una città che soffre. Almeno io l'ho vista così.
La Medina è un dedalo di vicoli che propongono la solita paccottiglia cinese senza lasciare spazio ai profumi e ai colori tipici dei souq. Non so perché, forse perché da poco ho visitato il bellissimo souq di Muthra a Mascate, o perché mi erano ancora impressi nella mente i vicoli del souq di Marrakech o quelli di Fez.
Fatto sta che la Medina di Tunisi non si è rivelata all'altezza delle aspettative. Mie s'intende.
È vero pure che lo splendore della Moschea dell'Olivo fa dimenticare tutto, persino lo street food con la sottiletta (!). La Zaituna Mosque è di una bellezza abbacinante, soprattutto per la sua cupola "pannosa" che con lo sfondo di un cielo azzurrissimo risalta ancora di più.
Fuori dalla Medina c'è un corso lunghissimo di ristoranti local, molto lontani dai trend alla moda dei locali di tutte le città del mondo. I menù vecchi e sporchi demotivano ancor prima del loro contenuto, fatto di piatti tipici pieni di sottilette (!). La speranza che i turisti si possano accomodare e consumare è data piuttosto dalla probabile vendita di birra, che non è assolutamente facile da trovare in città.
A Tunisi poi c'è il famoso trenino che collega la città a Cartagine e, alla fine, a Sidi Bou Said. Decidiamo di prenderlo non tanto per risparmiare i 4 euro per il taxi, ma per fare un'esperienza local. Che tale si rivela: dopo una partenza più o meno puntuale, in base a un orario immaginario, il treno che parte a 15 km all'ora si ferma. Ovviamente senza sapere perché e per quanto. Alla fine scopriamo che sulla linea c'erano i lavori e che, solo dopo alcune proteste e fischi di treno, gli operai spostano la betoniera per far passare il treno. Al ritorno taxi naturalmente.
Sidi Bou Said è una perla. Ordinata, coloratissima, più che altro bianchissima e bluissima. Il caffè Le Delice è un piacevole baluardo turistico, col tempo bello è una meraviglia sorseggiare il tè verde con le mandorle.
Decidiamo che non vale la pena visitare Cartagine, in fondo, mi dico, già essere a Tunisi mi fa sentire in pieno mood coloniale e, senza nulla togliere a chi decide di andare a vedere le quattro pietre rimaste, glisso la visita guidata che ci era stata proposta per fare qualche altro giro della Medina alla ricerca delle mie amate spezie.
Menzione speciale per il Museo del Bardo, un museo ricchissimo di mosaici, da perdere la testa. Teatro di un attentato terroristico fa un po' impressione leggere l'elenco dei morti. Mi sono immaginata come, nei miei tanti viaggi, scegliere di andare in un luogo invece che in un altro in un determinato momento, possa costare addirittura la vita.
Due giorni a Tunisi bastano, però, nonostante tutto, mi sono subito mancate quelle mattine lente appena sono tornata. E sono felice di esserci stata.