Bruno Tours in Rome & Italy

Bruno Tours in Rome & Italy Bruno offers private and small group tours of Rome and Italy

VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L AVVENIRE
26/03/2026

VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L AVVENIRE

Non era ancora sorto un giorno luminoso, quando i raggi dell’aurora colpirono le onde del mare Ionio; la luce del mattin...
25/03/2026

Non era ancora sorto un giorno luminoso, quando i raggi dell’aurora colpirono le onde del mare Ionio; la luce del mattino scintillava sulle acque e il chiarore errante tremolava sul profondo mare azzurro.

E ormai la coraggiosa Proserpina, dimentica della gelosa cura della madre e sedotta dagli inganni di Venere, si dirige verso la valle irrigata dalle acque. Così avevano stabilito le Parche. Tre volte le porte emisero un suono d’avvertimento mentre i cardini giravano; tre volte l’Etna profetica rimbombò con lugubri tuoni. Ma nessun presagio, nessun segno poté trattenerla. Le dee sorelle la accompagnavano.

Davanti procedeva Venere, esultante per il suo inganno e ispirata dalla sua grande missione. Nel suo cuore già prevede il ratto imminente: presto dominerà il terribile Caos, presto, una volta soggiogato Dite, guiderà le ombre sottomesse. I suoi capelli, divisi in molte ciocche, erano intrecciati intorno al capo e fermati con uno spillone ciprio; una fibbia, abilmente forgiata dal suo sposo Vulcano, sosteneva il mantello riccamente ornato di gemme purpuree.

Dietro di lei avanzavano Diana, splendida regina dell’Arcadia, e Pallade Atena, che con la lancia protegge la rocca di Atene — entrambe vergini: Pallade, crudele dea della guerra; Diana, flagello delle fiere. Sul suo elmo lucente la dea nata da Tritone portava scolpita la figura di Tifone, morto nella parte superiore del corpo ma ancora contorcente negli arti inferiori. La sua terribile lancia, agitata, sembrava un albero che fendeva le nubi; solo il collo sibilante della Gorgone era nascosto nel mantello scintillante.

Più mite era lo sguardo di Diana, e molto somigliante a quello del fratello: si sarebbe potuto credere che guance e occhi fossero quelli di Febo, se non fosse stato per il sesso a distinguerla. Le sue braccia splendenti erano n**e, i capelli mossi fluttuavano nella brezza, l’arco non teso pendeva inattivo e le frecce erano dietro la schiena. La tunica cretese, stretta da due cinture, scendeva fino alle ginocchia.

Tra le due camminava la figlia di Cerere, orgoglio della madre e presto sua fonte di dolore, pari a loro per statura e bellezza. L’arte non aveva mai prodotto un tessuto così perfetto: sul suo abito erano ricamate la nascita del Sole e quella della Luna. Tetide li accoglieva nel suo grembo e ne placava i vagiti, mentre la loro luce illuminava le acque.

Le Ninfe la accompagnavano, affollate ai lati: quelle dei fiumi siciliani, dei torrenti e delle sorgenti. Tra tutte spiccava Ciane. Procedevano come una schiera di Amazzoni o come le Ninfe lidie nei riti di Bacco.

Enna, madre dei fiori, le vide e pregò Zefiro di benedire i campi. Il dio del vento sparse nettare e rugiada, e ovunque passava nasceva la primavera: le rose diventavano rosse, i giacinti azzurri, le viole purpuree.

Il luogo era ancora più bello dei fiori: una pianura dolce che si alzava in collina, con ruscelli che sgorgavano dalla roccia viva. Un bosco offriva ombra, e vi crescevano pini, querce, cipressi, allori e viti. Poco distante si trovava il lago Pergus, limpido e trasparente.

Qui giunsero le dee, e Venere le invitò a raccogliere fiori. Le fanciulle si dispersero nei prati come uno sciame d’api. I campi furono spogliati della loro bellezza: chi intrecciava gigli con viole, chi si adornava di rose, chi di mirto.

Ma più di tutte Proserpina, piena di entusiasmo, raccoglieva fiori e intrecciava ghirlande, ignara del destino che l’attendeva.

All’improvviso si udì un fragore: torri crollarono, città tremarono. Solo Venere capì: Plutone stava emergendo dagli inferi con il suo carro, squarciando la terra.

Nessuna via si apriva per lui, finché colpì la roccia con il suo scettro: la Sicilia si spaccò e si aprì un varco. I cavalli, abituati all’oscurità, si spaventarono alla luce del sole, ma poi si lanciarono con furia.

Le Ninfe fuggirono; Proserpina fu trascinata sul carro, gridando aiuto. Pallade e Diana tentarono di fermarlo, ma Giove stesso intervenne con il fulmine, sancendo il matrimonio.

Costrette, le dee si ritirarono. Diana, in lacrime, si congedò. Proserpina, disperata, implorava il padre e la madre, accusando il destino e il tradimento.

Plutone, però, cercò di consolarla: le promise un regno, potere sugli inferi e gloria eterna come regina.

Giunti nel Tartaro, le anime accorsero numerose. L’oltretomba, per un momento, si riempì di gioia: le pene cessarono, i tormenti si fermarono, persino le Furie si addolcirono.

Si celebrò il matrimonio. La Notte stessa benedisse l’unione. Le ombre cantarono:

“Proserpina, regina, e tu Plutone, unitevi in eterno. Date vita a una nuova stirpe divina.” Claudiano, il Ratto di Proserpina

Nella Foto Enna e il lago Pergusa

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16/01/2026

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03/01/2026

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02/01/2026

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26/09/2025

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AchilleaOrigine del nome “Achillea”: Secondo la tradizione antica, riportata da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Hi...
14/07/2025

Achillea

Origine del nome “Achillea”: Secondo la tradizione antica, riportata da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, il nome del genere deriverebbe da Achille, l’eroe omerico, che avrebbe usato questa pianta per curare le ferite dei compagni durante l’assedio di T***a.
Chirone, il centauro saggio e maestro di Achille, gli avrebbe insegnato le proprietà medicinali e cicatrizzanti di questa pianta.

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, Libro XXV cap. XIX (in latino)

“Invenisse et Achilles discipulus Chironis qua volneribus mederetur — quae ob id Achilleos vocatur — ac sanasse Telephum dicitur. alii primum aeruginem invenisse utilissimam emplastris — ideoque pingitur ex cuspide decutiens eam gladio in volnus Telephi —, alii utroque usum medicamento volunt. aliqui et hanc panacem Heraclieon, alii sideriten et apud nos millefoliam vocant, cubitali scapo, ramosam, minutioribus quam feniculi foliis vestitam ab imo.”

Hyperico o erba di San Giovanni🌼 In fitoterapia:Utilizzata da secoli come antidepressivo naturale (grazie all’ipericina ...
14/07/2025

Hyperico o erba di San Giovanni

🌼 In fitoterapia:
Utilizzata da secoli come antidepressivo naturale (grazie all’ipericina e iperforina).
Ha anche proprietà:
lenitive
antinfiammatorie
cicatrizzanti
antivirali
Si applicava in olio infuso (olio rosso) per scottature, ferite e dolori muscolari.

Erba di San Giovanni
Raccoglieva tradizionalmente la notte del 23-24 giugno, festa di San Giovanni Battista.
Si diceva che l’iperico:
Proteggesse da influenze maligne e spiriti cattivi
Allontanasse i fulmini e gli incubi
Veniva appeso alle porte, bruciato nei falò solstiziali o portato addosso come talismano protettivo.
Origine mitologica del nome “Hypericum”
Deriva dal greco ὑπέρεικος (hyper-eikon): "sopra l’immagine", cioè sopra le raffigurazioni sacre o idolatriche — indicativo di una pianta che protegge da influenze spirituali o maligne.

Ecco il passo originale latino tratto da Plinio il Vecchio, Naturalis Historia — Libro XXVI, paragrafo LIII (§ 85), con la traduzione italiana:

“eadem praestat hypericon — alii chamaepityn, alii corissum appellant —, oleraceo frutice, tenui, cubitali, rubente, folio rutae, odore acri, semine in siliqua nigro, maturescente cm hordeo. natura semini spissandi. alvum sistit, urinam ciet, vesicae cm vino bibitur.”

“La stessa possiede l’iperico — altri lo chiamano chamaepitys, altri corissum — un arbusto erbaceo sottile alto un cubito, di colore rossastro, con foglie simili a quelle della ruta e odore acre. I semi sono contenuti in capsule nere, quando maturano assomigliano all’orzo. I semi tendono a ispessirsi. Cura la stitichezza, stimola la diuresi, e bevuto col vino procura beneficio alla vescica.

Ecco un secondo passo di **Plinio il Vecchio**, *Naturalis Historia* Libro XXVI, cap. LIV–LV (§ 86–87), che integra quanto già visto ed esplicita alcuni usi topici e per infiammazioni, inclusi pleuriti e problemi alla vescica:

Est aliud hypericon, quod aliqui caro appellant, folio tamaricis — et sub ea nascitur —, sed pinguioribus foliis et minus rubentibus, odoratum, palmo altius, suave, leniter acutum. vis semini excalfactoria, et ideo inflammationem facit, sed stomacho non inutile, praecipuum ad stranguriam, si exulcerata non sit vesica. medetur et pleuriticis ex vino potum.

Vesicae autem callithrix trita simul cm cumino et data ex vino albo… eicit calculos.

«Esiste un altro “iperico”, che alcuni chiamano *caron*, con foglie simili a quelle del tamarisco, più carnose e meno rossastre, profumato, alto circa un palmo (20–25 cm), dal sapore gradevole e leggermente piccante. Il seme ha azione riscaldante, può provocare infiamma­zione, ma non è dannoso per lo stomaco; è soprattutto indicato per la stranguria (difficoltà/fastidio urinario), purché la vescica non sia ulcerata. Si usa anche per la pleurite, preso con vino.»

Plinio quindi distingue almeno due varietà di iperico:

1. Iperico comune (cap. LIII): agisce su intestino, diuresi e vescica.
2. Iperico “caron (cap. LIV): per infiammazioni, pleurite, problemi urinari e blocchi vescicali.

Le indicazioni comprendono **uso topico**, rimedi per ferite, infiammazioni e disturbi respiratori/urinari; alcune applicazioni includono la miscela con vino o cumino, usi differenti a seconda delle specie descritte.

Quando San Marco comandava se disnava se senavaSotto Franza brava gente se disnava solamenteSoto casa de Lorena no se di...
21/05/2025

Quando San Marco comandava se disnava se senava
Sotto Franza brava gente se disnava solamente
Soto casa de Lorena no se disna e non se sena
Soto casa de Savoia de magnar te ga voja
Antico Proverbio Veneziano

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21/05/2025

“Ai tempi dei Medici si mangiava per sedici, ai tempi dei Lorena colazione desinare e cena, e oggi col progresso un po di minestra e un po’ di lesso”
Antico Proverbio Toscano

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13/05/2025

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RESTAURANTS

Ristorante Antica Torretta
Try the Tortelli with Poppies Herbs Chicory Tips Red Shrimps Basil and Black Garlic
And the granita with sambuco flowers and orange jam

Ristorante il Pompiere
Try the tagliolini with Finferli Mushrooms

Coffee
Caffe Borsari. Try the coffee and the barley they roast.

Pastries
Michele Turco 1909. The home of Pandoro
Pasticceria Barini. Try the Risino and the Torta Russa di Verona

Gelato
Gelateria Jurrl a via Leoni

Visiting the precious church of St. Benedict during our Guided tour of Trastevere in Rome
01/05/2025

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Indirizzo

Via Ludovico Micara 41
Rome
00165

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