22/05/2026
STEFANIA AUCI: «LA SICILIA DEVE SMETTERE DI SENTIRSI INFERIORE E RITROVARE LA FORZA DELLA SUA CULTURA»
“Credo che la Sicilia abbia bisogno, prima di tutto, di recuperare la coscienza della propria forza culturale. Spesso non vedo abbastanza consapevolezza della nostra capacità di raccontare storie, custodire memoria e produrre cultura. Eppure questa terra, nel corso della storia, ha dimostrato di saper essere innovatrice, potente e capace di lasciare un segno.
Per troppo tempo siamo rimasti intrappolati dentro stereotipi che continuano a raccontarci come un popolo immobile, ignorante o privo di volontà. Ma non è così. Ogni giorno i siciliani dimostrano il contrario, con il lavoro, con la creatività, con la capacità di reinventarsi continuamente nonostante le difficoltà.
Sono convinta che il cambiamento possa partire soprattutto dalla cultura e dalla narrazione. Gli stereotipi si combattono raccontando storie, scrivendo romanzi, usando tutti gli strumenti della comunicazione per mostrare la complessità reale della Sicilia. Perché quest’isola non è mai stata una sola cosa. Esistono tante Sicilie diverse, fatte di identità, contraddizioni e sensibilità differenti.
La nostra vera ricchezza sta proprio in questa pluralità. La Sicilia è un laboratorio del Mediterraneo, un luogo dove culture differenti si incontrano, si scontrano e si trasformano in qualcosa di nuovo. La nostra posizione al centro del Mediterraneo ci ha insegnato la capacità di sintesi, la possibilità di assorbire influenze diverse e creare qualcosa di unico.
Anche per questo mi sento profondamente legata alla tradizione letteraria siciliana. Accanto ai grandi nomi più conosciuti, penso che dovremmo riscoprire anche autrici e autori meno celebrati ma fondamentali per capire davvero l’anima dell’isola.
Nei miei romanzi non ho mai avuto la pretesa di insegnare qualcosa. Sono le storie a parlare, non chi le scrive. Però credo che la vicenda dei Florio lasci emergere una consapevolezza importante: se la Sicilia in passato è stata capace di essere forte, moderna ed economicamente centrale, allora può ancora immaginare un futuro ambizioso.
La vera sfida è smettere di guardarsi con rassegnazione e tornare a credere nelle proprie possibilità”.