Io e la mia Valigia

Io e la mia Valigia La via più breve per giungere a se stessi gira intorno al mondo. Herman Keyserling Verso l’altro, l’altrove, l’oltre. Quel luogo lo ritrovo sempre. Non lo so.

“La porta, la soglia, la strada: attraverso di essi comincia il viaggio spesso reale – talora immaginario – che tocca paesaggi, frontiere, percorsi, mete visibili e invisibili. E alla fine del viaggio ritroviamo sempre noi stessi, o un frammento di noi stessi….”
C’è un luogo dentro di me in cui tutto è possibile, in cui la magia ha dimora fissa e l’energia si sprigiona libera e f***e in una danza

perfetta. E’ uno strano posto in cui avvengono i miracoli. Quel luogo lo ritrovo preparando la valigia e inseguendo l’ignoto. Quel luogo corrisponde al mio spazio interiore in cui guarisco, conosco, amo. Mi guardo allo specchio e il mio viso sembra tornare ad una sua ancestrale armonia. Ogni volta che viaggio. Anche sola, come in tutti i viaggi che ho più amato. E lo ritrovo ad ogni vigilia fino agli attimi immediatamente precedenti. Adoro quei momenti. Quelli dei preparativi , quelli della “Lista quasi spuntata”. Hanno il sapore dell’ignoto e il fascino della scoperta. L’adrenalina sale già dalla scelta della valigia e di come riempirla. Già, la mia valigia, LA MIA VALIGIA…. un enorme punto di domanda. Un gigantesco punto interrogativo ripiegato su se stesso e mai definito per davvero che, con aria stonata, osserva il mondo, il punto sottostante, pronto a divorarlo tutto!! Aperta sul letto per giorni mi ha sempre dato l’idea di un quadro mai compiuto. E’ stato sempre così. A volte grande, altre media o piccola, ma sempre in attesa eterna. Mi sembra di sentire mio padre che sorridendo ironicamente mi chiede: “allora l’hai finita? Si chiude?...mmmm forse dovresti chiedere due giorni di permesso a lavoro”!. Ho sempre avuto la sensazione che una parte di lui partiva con me, si riservava un posto in prima classe proprio lì, tra l’estremità del punto interrogativo e il punto sottostante, proprio lì nella MIA VALIGIA, a guardare il mondo attraverso i miei occhi. E probabilmente è stato proprio così, per anni, per più di metà della mia vita, da quando cioè ho cominciato a viaggiare. Poi , ad un tratto, quel posto in prima classe nella mia valigia è rimasto vuoto e sicuramente incolmabile. Non so ancora come vivo questa mancanza di condivisione. So soltanto che più ti manca qualcuno più ti sembra di cogliere ovunque la sua presenza, nei gesti , nei movimenti, nei pensieri, nei dettagli, dentro di te. .. Questa pagina è una finestra sul mondo. E la dedico a lui, al mio grande papà. Il mondo visto dai miei occhi e colorato con le mie parole da quando avevo 16 anni, da quando cioè ho cominciato a girovagare e muovere i primi passi in giro per il globo e a innamorarmi del suo odore che ti entra dentro e della mia incessante voglia di partire, esplorare, conoscere imparare. In una mattina qualunque mi sono chiesta perché no? Perché non raccogliere immagini e parole che hanno condito più di vent’anni di “vagabondaggio”? Sarà un’ impresa ardua, ma proverò a farlo. Dopotutto sarà fantastico ritornare indietro nel tempo e rivivere attimi indimenticabili! In tutto questo tempo ho capito una cosa , che ogni viaggio continua sempre , anche al tuo ritorno. Si ripete nella “persistenza della memoria”, negli angoli più silenziosi della tua mente. Anche molto tempo dopo, quando, per caso un odore o una sensazione improvvisa ti riportano a quell’attimo, quel preciso istante in cui hai aggiunto un altro tassello nella tua anima. Quell’istante magico in cui è accaduto qualcosa di irreversibile e… dopo, non sei stata più uguale!. Il viaggio ricomincia sempre, come la vita! Bon voyage

.A volte mi accorgo di aver vissuto cento vite, mi cade addosso, mi attraversa quello che ho visto, quello che ho sentit...
19/04/2025

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A volte mi accorgo di aver vissuto cento vite, mi cade addosso, mi attraversa quello che ho visto, quello che ho sentito passa dagli occhi, dal sangue, dal cuore si deposita, si mescola, fa radice.
Quelli come me si consumano presto bruciano di MONDO, ne fanno dimora.
E ogni cosa scorre dentro
come un fiume in piena
che non chiede permesso
inonda, sradica, logora
ma lascia dietro germogli di luce.
Siamo buio e fantasia,
siamo quello che trema e tiene insieme il giorno che si sbriciola
e la gioia che ci coglie di sorpresa
quando non ci crediamo più
quando ci sentiamo rotti.
Siamo un po’ santi
un po’ polvere
un po’ mostro che piange.
Abbiamo dentro
un dolore che non passa.
Eppure è un dono
questa FAME che non si placa
questa fune che non si spezza
questo restare spalancati
come stanze ricoperte di sogni
pronti a tremare davanti a ogni tramonto,a piegarci per un battito d’ali, a custodire nei palmi la fragilità delle cose.
A volte vorrei essere MENO.
meno cuore, meno vento
meno cielo, meno pioggia
vorrei spegnere l’eco che porto in petto e lasciare che il silenzio mi copra come un lenzuolo leggero.
Ma poi mi sorprende la VITA,
mi chiama forte, forte da dentro
mi prende per le spalle e dice: GUARDA! e allora io guardo
e allora io resto, RESISTO
con tutto questo amore che non sa dove stare, con tutta questa SETE che non vuole finire.
🌅

04/08/2021

Ogni cosa si tinge con le diverse tonalità del colore viola,
dando vita ogni sera, con i suoi spettacolari riflessi,
ad una visione sempre nuova”.
(Platone)

. Vigilia... dei tempi sospesi..
15/11/2020

. Vigilia... dei tempi sospesi..

“Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che potete fare: guardate le stelle invece dei vostri pi...
27/08/2019

“Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che potete fare: guardate le stelle invece dei vostri piedi”

Mi ricorderò il Costa Rica come infinitamente verde, sotto un cielo (per noi), perennemente grigio. Il trionfo del verde in una natura semplicemente esplosiva! Verde smeraldo, verde acqua, verde bottiglia, verde oliva, tutti assieme in un accordo perfetto e in una melodia senza fine.
Abbiamo trascorso gli ultimi 16 gg a spasso tra le due coste, pacifica e caraibica a riempire gli occhi di verde "Costarica" scoprendone, ogni volta, una nuova gradazione.
Abbiamo imparato a camminare, correre, nuotare, navigare, mangiare, esplorare sotto una pioggia incessante e fastidiosa;
Abbiamo osservato da vicino animali guardati solo nei documentari, come i buffi bradipi appallottolati sugli alberi e visto le tartarughe del Tortuguero deporre le uova sulla spiaggia, le scimmie urlatrici, il tucano, il colibrì, iguane obese riposare indisturbate, granchi rossi a passeggio per i parchi, farfalle blu svolazzanti ad annunciarci il bel tempo, la rana dagli occhi rossi e quella piccola a chiazze nere, ipervelenosa, i cavalli in libertà sulla spiaggia di Samara, gli avvoltoi di Uvita specchiarsi in una vetrina, vanitosi come pavoni, i coccodrilli di Tarcoles a poltrire sul bagnasciuga, gli orsetti lavatori a Manuel Antonio infilarsi negli zaini dei turisti x rubare panini, biscotti, e tutto ciò che di commestibile potessero trovare, mamma balena con il suo piccolo all isla del Caño nuotare intorno alla nostra barca, i tapiri del Corcovado attraversarci la strada snobbandoci con indifferenza assoluta...
Abbiam visto anche animali di cui non conoscevamo l esistenza come il basilisco o Gesù cristo, correre sull acqua come un missile .
Abbiamo dormito in mezzo alla foresta, tra insetti di ogni ordine e grado, dove ragni e falene grandi come pipistrelli si infilavano nei nostri bagni senza finestre e dove prima di indossare le scarpe le dovevi scuotere per bene e controllare, se non volevi trovarci sorprese. E dove saltano, cantano e vivono indisturbate le..... innominabili cavallette .
In realtà grazie alla mia fobia, quelle due notti non ho chiuso occhio, ma ho assistito, immobile nel letto ad uno degli spettacoli più belli della mia vita. La tormenta ci aveva seguiti anche lì, in mezzo al nulla. La pioggia continuava a cadere violenta e dal mio letto, su cui anche pioveva, nell' oscurità più totale, avevo gli occhi incollati alla rete della "non finestra" per cercare di guardare il mare in tempesta.
Intanto lo sentivo, sentivo forte e chiaro il suo respiro violento e mi ci perdevo per calmare la mia ansia fobica. Poi, ad un certo punto e per un tempo illimitato i fulmini hanno squarciato il cielo illuminando l oceano con le sue gigantesche onde, gli alberi della foresta, il nostro alloggio improvvisato, i volti delle mie compagne di stanza che dormivano come angioletti .... Sembravano le luci di una festa, montate appositamente x me, x regalarmi quello spettacolo unico, che mai avrei fotografato, bloccata com’ ero dalla paura di scendere dal letto. Ma che avrei portato x sempre dentro, come la foto o meglio il video più bello.... Indimenticabile...
Ho guardato, ammirato e respirato lo skyline dei più famosi vulcani, Arenal, Irazu, Poas restando semplicemente incantata di fronte alla loro maestosità e rapita dal loro magnetismo, pur realizzando, nel profondo, dentro me, che nessun profilo di nessun vulcano può eguagliare quello del "mio gigante".
Abbiamo imparato a riconoscere i versi degli animali e l utilità di alcune piante, così come abbiamo imparato a fare a meno della luce e del’l acqua calda arrivando persino a coccolare la nostra rassegnazione di fronte ai capelli, costumi, vestiti e zaini che non si asciugavano mai....
Il Costa Rica è un paese felice, i ticos sono un popolo sereno, nonostante i problemi. Si salutano e si congedano, iniziano e finiscono qualsiasi discorso con due parole magiche, energizzanti, in cui è racchiusa l essenza della loro filosofia di vita:"Pura Vida"! Che sta per "vita vera", "un sacco di vita", "vivere alla grande"..è un saluto, un ringraziamento, uno stile di vita..ed è strepitosamente contagiosa. Per i ticos, c è sempre una soluzione, e se non c'è, la si improvvisa....
Quanta “pura vida” vissuta in 16 gg improvvisando soluzioni, felicità e gioia! Come il pomeriggio del rituale magico/propiziatorio a Playa linda o come quella volta a Brasilito. Pioveva a dirotto e secondo l itinerario era previsto un pomeriggio di mare a playa conchal. Che si fa??? Si improvvisa un festino sul nostro minibus, ed è subito pura vida! .
A distanza di poco più di 24 ore dal mio ritorno, tra una dormita e l altra, ho ancora la sensazione di essere sul pulmino, con i miei 16 meravigliosi compagni di viaggio, ciascuno dei quali, nella propria unicità ha contribuito a suo modo a rendere quest'avventura semplicemente strepitosa! Ho ancora la sensazione di essere seduta lì, al mio posto, davanti a tutti, con gli occhi che si dividono tra il finestrino, che mi regala paesaggi mozzafiato e il sorriso e i racconti di Alex, il nostro autista.
Alex mi racconta con fierezza che Il Costa Rica non ha un esercito dal 1949. Invece di spendere una parte enorme del suo reddito in materia di difesa, il governo impiega molti fondi in istruzione e assistenza sanitaria. Perché persone istruite e sane hanno più probabilità di essere felici. Mi racconta che i ticos rispettano e proteggono l'ambiente, perché anche vivere a stretto contatto con una natura esplosiva e incontaminata ti genera sentimenti di gioia e che un litigio dovrebbe durare meno di tre gg , perché il rancore, le lamentele e la rabbia sono nocivi per la tua salute e corrompono la tua serenità. I ticos hanno imparato a lasciare andare nei loro ritmi lenti!
Tra un racconto e l altro di tanto in tanto urla, "Lussiaaaaa miraaa".... indicando dal finestrino un bradipo, un tucano, un avvoltoio, un albero di mango o la palma real, con gli occhi pieni di meraviglia e il sorriso smagliante. Alex resterà x me "l uomo sorriso". Tutto in lui sorride, gli occhi,la bocca, le parole, i gesti; è stato il" valore aggiunto" alla nostra avventura, in lui è racchiusa l essenza della filosofia tica!
Quante volte gli ho chiesto scusa x i ritardi e per aver "insudiciato" il bus con i piedi sporchi di sabbia, terra e fango. E lui, sorridendo, mi dava sempre la stessa risposta " no hay problema, tranquila, Pura vida! " ; quante volte ha assecondato le nostre pazze richieste, senza esitare, spesso andando contro i suoi stessi interessi, saltando o ritardando i pasti per esempio e andando ben oltre i suoi "doveri" di autista. Non potevamo essere più fortunati!
È proprio vero che un viaggio lo vivi tre volte, quando lo prepari, quando lo vivi e quando lo ricordi. Ed ora, da quaggiù, da un angolo sperduto della Calabria, con il verde "Costarica" ancora negli occhi, con volti sorridenti dei miei compagni di viaggio nella mente e la voce di Alex ancora nelle orecchie (TUTTIIIIII ), non mi resta che ringraziare ognuno per aver condiviso con me quest'avventura fantastica!
17 +1 è il numero perfetto!!!!!

Pura vida a tuttiiiiii!!!!

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