“La porta, la soglia, la strada: attraverso di essi comincia il viaggio spesso reale – talora immaginario – che tocca paesaggi, frontiere, percorsi, mete visibili e invisibili. E alla fine del viaggio ritroviamo sempre noi stessi, o un frammento di noi stessi….”
C’è un luogo dentro di me in cui tutto è possibile, in cui la magia ha dimora fissa e l’energia si sprigiona libera e f***e in una danza
perfetta. E’ uno strano posto in cui avvengono i miracoli. Quel luogo lo ritrovo preparando la valigia e inseguendo l’ignoto. Quel luogo corrisponde al mio spazio interiore in cui guarisco, conosco, amo. Mi guardo allo specchio e il mio viso sembra tornare ad una sua ancestrale armonia. Ogni volta che viaggio. Anche sola, come in tutti i viaggi che ho più amato. E lo ritrovo ad ogni vigilia fino agli attimi immediatamente precedenti. Adoro quei momenti. Quelli dei preparativi , quelli della “Lista quasi spuntata”. Hanno il sapore dell’ignoto e il fascino della scoperta. L’adrenalina sale già dalla scelta della valigia e di come riempirla. Già, la mia valigia, LA MIA VALIGIA…. un enorme punto di domanda. Un gigantesco punto interrogativo ripiegato su se stesso e mai definito per davvero che, con aria stonata, osserva il mondo, il punto sottostante, pronto a divorarlo tutto!! Aperta sul letto per giorni mi ha sempre dato l’idea di un quadro mai compiuto. E’ stato sempre così. A volte grande, altre media o piccola, ma sempre in attesa eterna. Mi sembra di sentire mio padre che sorridendo ironicamente mi chiede: “allora l’hai finita? Si chiude?...mmmm forse dovresti chiedere due giorni di permesso a lavoro”!. Ho sempre avuto la sensazione che una parte di lui partiva con me, si riservava un posto in prima classe proprio lì, tra l’estremità del punto interrogativo e il punto sottostante, proprio lì nella MIA VALIGIA, a guardare il mondo attraverso i miei occhi. E probabilmente è stato proprio così, per anni, per più di metà della mia vita, da quando cioè ho cominciato a viaggiare. Poi , ad un tratto, quel posto in prima classe nella mia valigia è rimasto vuoto e sicuramente incolmabile. Non so ancora come vivo questa mancanza di condivisione. So soltanto che più ti manca qualcuno più ti sembra di cogliere ovunque la sua presenza, nei gesti , nei movimenti, nei pensieri, nei dettagli, dentro di te. .. Questa pagina è una finestra sul mondo. E la dedico a lui, al mio grande papà. Il mondo visto dai miei occhi e colorato con le mie parole da quando avevo 16 anni, da quando cioè ho cominciato a girovagare e muovere i primi passi in giro per il globo e a innamorarmi del suo odore che ti entra dentro e della mia incessante voglia di partire, esplorare, conoscere imparare. In una mattina qualunque mi sono chiesta perché no? Perché non raccogliere immagini e parole che hanno condito più di vent’anni di “vagabondaggio”? Sarà un’ impresa ardua, ma proverò a farlo. Dopotutto sarà fantastico ritornare indietro nel tempo e rivivere attimi indimenticabili! In tutto questo tempo ho capito una cosa , che ogni viaggio continua sempre , anche al tuo ritorno. Si ripete nella “persistenza della memoria”, negli angoli più silenziosi della tua mente. Anche molto tempo dopo, quando, per caso un odore o una sensazione improvvisa ti riportano a quell’attimo, quel preciso istante in cui hai aggiunto un altro tassello nella tua anima. Quell’istante magico in cui è accaduto qualcosa di irreversibile e… dopo, non sei stata più uguale!. Il viaggio ricomincia sempre, come la vita! Bon voyage