16/10/2026
C’è un limite a tutto, e quel limite è stato ampiamente superato. Ma a quanto pare, per chi sta lontano, il rumore di questa terra è solo rumore di fondo.
Prima i lavoratori della terra, poi i trasportatori, oggi intere categorie di persone che non riescono più a fare i conti a fine mese. Non è un capriccio: è la disperazione di chi vede il proprio lavoro divorato da rincari, tasse e indifferenza.
Eppure, le telecamere dei grandi network continuano a guardare altrove. C’è spazio per tutto, tranne che per la voce di chi sta fermando le proprie attività per dignità.
Questa terra non è una periferia da ricordare solo quando fa comodo. Se chi lavora è costretto a incrociare le braccia e a bloccare tutto pur di farsi sentire, la colpa non è di chi protesta, ma di chi ha finto di non vedere per troppo tempo.
NON CHIEDIAMO FAVORI, PRENDIAMO CIÒ CHE CI SPETTA: RISPETTO ED ASCOLTO.
Oltre alla bellezza, questo è il mio abbraccio.
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