16/10/2025
Per la Programma 101 (P101) e per la storia dell'informatica in Italia c’è una data che va ricordata. 15 ottobre 1965: presenta al pubblico americano la sua prima macchina a programma memorizzabile. Avviene alla Business Equipment Manufacturers Association Show (BEMA) di New York, a cui partecipano tutti i principali costruttori mondiali di macchine per ufficio, Ibm in testa, un oggetto bianco e compatto, 48 per 61 centimetri, diciannove di altezza. Non un armadio di ferraglia come i computer dell’epoca, ma una macchina “umana”, semplice, programmabile, pensata per stare su una scrivania.
Sarà ribattezzata “Perottina” dal nome dell'ingegnere torinese che l'ha inventata ma che non ha mai amato la ribalta – Pier Giorgio Perotto. Con il suo nome ufficiale, Programma 101, oggi viene considerata il precursore del personal computer, pur avendo un’architettura al limite della definizione odierna di questi oggetti.
In quanto macchina a programma memorizzabile permetteva di inserire nella memoria operativa dei programmi, seguendo il modello di Von Neumann. Introdusse così il rivoluzionario concetto di calcolatrice programmabile: non solo eseguire calcoli, ma memorizzare ed elaborare procedure complesse. Nella forma poteva ricordare più una calcolatrice che un pc moderno, ma del “personal” aveva già molte caratteristiche decisive: la portabilità, la semplicità d’uso e la possibilità di essere programmata da utenti non specialisti. Sessant’anni dopo, nell’ottobre 2025, la sua storia resta un prodigio italiano quasi dimenticato.
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