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🌳 BOSCO OSPIZIO: IL VERDE ABBATTUTO PER FARE SPAZIO A UN ALTRO SUPERMERCATOA Reggio Emilia le ruspe sono entrate nel Bos...
04/10/2026

🌳 BOSCO OSPIZIO: IL VERDE ABBATTUTO PER FARE SPAZIO A UN ALTRO SUPERMERCATO

A Reggio Emilia le ruspe sono entrate nel Bosco Ospizio. Gli alberi hanno iniziato a cadere. Al loro posto sorgerà, tra le altre opere previste dal progetto di riqualificazione, un nuovo supermercato Conad.

E allora diciamolo senza troppi giri di parole: questa idea di futuro ci fa schifo.

Non perché siamo contrari ai supermercati.
Non perché ogni albero debba essere intoccabile.
Ma perché nel 2026 continuare a considerare un’area rinaturalizzata come uno spazio sacrificabile, da abbattere, asfaltare e poi “compensare”, è una concezione dello sviluppo che appartiene al passato.

Bosco Ospizio è un’area di circa 45.000 metri quadrati, cresciuta spontaneamente dopo anni di abbandono. Il progetto prevede supermercato, servizi pubblici e altre strutture; quasi 13.000 metri quadrati saranno edificati. Sono previste nuove piantumazioni, certo.

Ed è proprio qui che casca l’asino.

Perché possiamo chiamarla “riqualificazione”, “rigenerazione urbana”, “compensazione ambientale”. Possiamo riempire comunicati stampa di parole rassicuranti.

Ma un albero adulto abbattuto oggi non ricompare domani perché ne pianti uno giovane altrove.

Legambiente Reggio ha sostenuto proprio questo punto: le nuove piantumazioni non compenserebbero nel breve e medio periodo le funzioni ecosistemiche degli alberi adulti eliminati.

E c’è qualcosa di tremendamente simbolico nelle immagini di questi giorni: le ruspe che entrano all’alba, gli alberi che cadono e le forze dell’ordine schierate mentre cittadini e attivisti cercano di fermare il cantiere.

Tutto questo per cosa?

Anche per costruire l’ennesima superficie commerciale.

Non ci interessa se sulla carta tutto è autorizzato. La legalità amministrativa di una scelta non obbliga nessuno a considerarla intelligente.

E non basta promettere centinaia o migliaia di nuovi alberi per cancellare una domanda semplicissima:

era davvero necessario distruggere quello che la natura aveva già costruito?

Noi pensiamo di no.

Pensiamo che una società che parla continuamente di cambiamento climatico, consumo di suolo, biodiversità e città più verdi debba avere il coraggio di dimostrarlo quando rinunciare a costruire costa qualcosa, non soltanto quando piantare qualche alberello permette una bella fotografia.

Il verde urbano non può essere considerato prezioso soltanto finché non intralcia un progetto immobiliare.

Bosco Ospizio poteva essere un’occasione per dimostrare che esiste un altro modo di pensare le città.

Si è scelta la ruspa.

E allora almeno risparmiateci la favola secondo cui abbattere prima e ripiantare dopo sarebbe la stessa cosa.

Non lo è.

🌳 Un bosco non è un vuoto in attesa di essere valorizzato.
Era già valore.

Anche i Conad delle nostre Zone sono complici!?


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