10/11/2022
Non mi era mai successo di emozionarmi così tanto per un click.
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Il primo viaggio all’estero in tre deve ancora iniziare eppure ci sono già così tante cose che sono impaziente di farti conoscere.
I templi cambogiani, lo street-food di Bangkok, lo skyline di NYC, l’emozione degli avvistamenti durante i safari, la Torre Eiffel illuminata di notte, Disneyland, la cacio e pepe a Trastevere e la pizza a Via Tribunali, il cambio della guardia a Buckingham Palace, l’odore dei motel -sì, anche quello- quando arrivi stremato alla fine di una giornata on the road negli USA, i colori dei pesci delle Filippine e quello dei tramonti africani.
Vorrei farti vedere quanto sanno essere luminose le stelle se le guardi dal deserto marocchino o dal Red Centre australiano.
E poi, più di tutto, vorrei rivivere attraverso i tuoi occhi ognuna delle cose che mi hanno fatto ba***re il cuore in otto anni trascorsi zaino in spalla.
Perché tu ancora non lo sai ma c’è un mondo, lì fuori, che aspetta solo di essere preso a morsi.
Quello che invece ancora non so io, bambina mia, è se preferirai organizzare tutto nei minimi dettagli o lasciarti ispirare giorno dopo giorno, se amerai più il cibo messicano o quello giapponese, se ti interesserai più allo snorkeling o ai trekking in montagna.
Insomma, a dirla tutta ci sono una marea di cose che ancora devo scoprire e osservare e imparare.
Ma se ne esiste una e una soltanto di cui sono assolutamente sicura è che quello dei tuoi passi intorno al mondo sarà, per la tua mamma, il suono più bello di tutti.