05/05/2026
Abbiamo visitato le Alpi giapponesi partendo da Kanazawa puntando il navigatore direzione Tōkyō.
Già i paesaggi attraversati in auto valgono il viaggio ma poi, quando si arriva nei diversi villaggi sparsi qua e là, si rimane semplicemente a bocca aperta.
I villaggi storici delle Alpi giapponesi sono patrimonio UNESCO dal 1995 perché mostrano in modo intatto come le comunità rurali giapponesi abbiano costruito e organizzato la vita per adattarsi a uno degli ambienti più difficili del paese, con un’architettura unica e un forte sistema comunitario.
I tetti sono costruiti in stile gasshō-zukuri (“mani in preghiera”, stile sviluppato tra il XVesimo e XVII secolo) pensati per far scivolare via la neve velocemente.
Sono fatti di paglia spessa anche un metro, legata con corde, senza chiodi. Isolano dal freddo ma soprattutto “respirano”, evitando umidità e muffe. La struttura è composta da un intreccio di travi in legno molto sofisticato.
Il tetto però non è eterno, va rifatto ogni 20-30 anni. Per sostituirlo, interi villaggi si mobilitano per lavorare insieme, mantenendo una tradizione collettiva.
Oltre ai villaggi, siamo rimasti sbalorditi da che ci ha regalato una serata speciale tra sakè, salsa di soia ed ristorantino che ci ricorderemo per sempre.
ci ha mostrato forse uno dei castelli originali più scenografici, il più antico castello in legno del paese risalente al Cinquecento. È anche la città natale di Yayoi Kusama e fermarsi al museo d’arte cittadino è un must.
A abbiamo soggiornato in un ryokan, fatto il primo onsen privato e mangiato divinamente in una izakaya guardando Detective Conrad. Uscendo dal ristorante, abbiamo ricevuto una chiamata dai dolci host di Kyōto che volevano sapere come stesse andando il viaggio. Poco dopo, un simpatico signore in fila dietro di noi al konbini, ha voluto offrirci assolutamente un dolcetto giapponese.
L’ultima tappa del viaggio, in direzione Tōkyō, è stata Karuizawa. Abbiamo visitato le sue cascate, il centro storico e le sue cabine in mezzo al bosco.
Per noi, le sono stata una bellissima scoperta e vanno assolutamente inserite in un itinerario tra Tōkyō e Kyōto.