17/07/2026
Un giorno il destino ci farà sedere sulla stessa panchina.
Ci osserveremo con lo sguardo freddo di due sconosciuti, mentre dentro di noi continuerà a divampare quell’incendio silenzioso che si chiama nostalgia. Un fuoco che il tempo non ha saputo spegnere e che, forse, non spegnerà mai.
Ogni giorno divora un altro frammento di noi, finché il vento della sera non raccoglierà le ceneri di ciò che eravamo, disperdendole nel silenzio.
Forse ci stringeremo la mano.
Forse ci scambieremo parole educate, sorrisi composti, come se tra noi non fosse mai esistito nulla.
Ma entrambi sapremo che quelle parole non sono altro che un rifugio per i sospiri che non abbiamo mai avuto il coraggio di pronunciare, e che quei sorrisi nascondono baci rimasti sospesi nel tempo… ad aspettarci.
Allora basta.
Liberiamo le nostre anime da questa inutile prigionia. Abbattiamo i muri che abbiamo costruito, proprio come il peso dei nostri ricordi ha consumato, giorno dopo giorno, le vecchie panchine del parco.
Perché ci sono amori che il tempo non cancella.
Li rende soltanto più silenziosi. (La versione italiana è stata tradotta con l’intelligenza artificiale)