07/05/2026
Valparaiso è caos.
Arte, povertà, musica, rabbia e politica mischiate insieme.
Una città ribelle dove senti ancora addosso il peso della dittatura, delle proteste sociali e delle disuguaglianze.
Costa quasi come vivere in Europa ma gli stipendi sono bassissimi.
Di notte è abbastanza pesante.
Ma pure di giorno a volte non ti senti tranquillissimo.
Però Valpo ha qualcosa.
Non è bella in modo normale.
Ti prende perché è viva. Lo senti. Lo vedi. Anche se ti diranno di non andarci.
Di giorno murales ovunque.
Di notte musica, bar pieni e gente in strada.
Ogni angolo ha una vibe diversa.
Le case colorate?
Usavano la vernice avanzata delle navi del porto.
E gli autobus sono folli:
gli autisti affittano il mezzo e guadagnano in base ai passeggeri caricati.
Quindi sfrecciano su e giù per queste salite assurde cercando di prendere più gente possibile.
Dopo il golpe del 1973 e la dittatura di Pinochet, il Cile diventò il laboratorio del neoliberismo in Sudamerica.
Con l’appoggio degli USA e l’Operazione Condor vennero repressi oppositori, movimenti sociali e sinistra politica.
E ancora oggi questa tensione la senti nei muri della città.
Un ex carcere della dittatura oggi è uno spazio artistico occupato dagli artisti della città.
Circo, musica, attività per bambini.
Valpo trasforma tutto in arte.
A casa di Pablo Neruda il Pacifico sembra uscire dalla finestra.
E nei quartieri pieni di murales senti ancora la gente incazzata.
Forse è proprio questo il bello di Valparaiso.