25/09/2026
Intorno al 1200, un gruppo di coloni attraversò le Alpi in direzione contraria a quella che ti aspetteresti.
Non scendevano verso il piano. Salivano.
Partivano dall'Alto Vallese svizzero — la regione del Goms, a oltre 1.400 m — e varcavano il Passo del Gries a quasi 2.500 metri per insediarsi stabilmente in Val Formazza, nel Verbano-Cusio-Ossola. Sopra i 1.800 m di quota. Nel pieno Medioevo.
Li chiamavano Walser, contrazione di "Walliser": Vallesani. E quello che fecero in Val Formazza era, per l'epoca, qualcosa di inaudito: agricoltura permanente ad alta quota, disboscamento, irrigazione dai ghiacciai, selezione di sementi resistenti al freddo. Nessuno viveva così in alto, in modo stabile, nel resto delle Alpi medievali.
Aspetta. Questa è solo la prima metà della storia.
Formazza era una colonia primaria. Dal Vallese, diretta. Ma da quella stessa valle, pochi decenni dopo, partì un secondo gruppo di coloni. Varcarono la Guriner Furka — ancora un passo alpino, a 2.323 m — e il 10 maggio 1253 fondarono Bosco Gurin, in Canton Ticino. La data è documentata: è il più antico insediamento Walser di cui si abbia traccia scritta certa.
Bosco Gurin oggi conta 47 abitanti. È il comune più alto del Ticino.
E qui arriva il dettaglio che non ti dimentichi.
Quei 47 parlano ancora il Titsch — o Ggurijnartitsch — un dialetto alemanno medievale che risale al XIII secolo. Una lingua germanica, conservata intatta per 800 anni, dentro un cantone svizzero dove il 90% della popolazione parla lombardo o italiano.
L'isolamento geografico ha fatto da scudo: pascoli fino a 2.500 m, accesso difficile, una comunità chiusa su se stessa per secoli. La Piccola Era Glaciale tra il XVI e il XIX secolo limitò ulteriormente i contatti con l'esterno. Il risultato è un relitto linguistico senza equivalenti in tutta la Svizzera italofona.
Un dialetto germanico del Duecento, sopravvissuto perché i suoi parlanti discendevano da gente che una mattina del 1200 aveva deciso di salire invece di scendere.