24/02/2026
I giorni di febbraio sono stati meravigliosamente intensi,
tessuti di presenza, ascolto e trasformazione.
Per prima cosa, il mio inchino va alle donne e agli uomini medicina:
Ludivia Bueno, Jate Kukchavita, José Humberto Vittorino, joha e Fernando
la abuelita Arusa Pacha, Caro Echeverry, Klau Ramírez, Diego García…
grazie per essere stati canali di luce, amore e guarigione,
per aver custodito lo spazio sacro con saggezza e cuore aperto.
Il nostro quarto ritiro italo-francese è stato, semplicemente, straordinario.
In ogni gesto, in ogni silenzio, in ogni respiro condiviso,
si percepiva l’amore muovere invisibile le trame del cammino.
Grazie, Pavi, e a tutta la squadra di cucina,
per averci nutriti con cibo sano, vivo e delizioso,
trasformando ogni pasto in un atto di cura e benedizione.
Grazie, Ana, per essere stata estensione di casa,
abbraccio discreto e presenza rassicurante.
Grazie, Juan, per la tua prontezza e disponibilità
nel risolvere ogni emergenza con generosità e calma.
Grazie, don Jorge, per averci trasportati in sicurezza,
custodendo i nostri passi lungo il cammino.
Grazie, Cota, Nathaly e Valentina,
per il canto e la musica che hanno aperto i cuori e sollevato l’anima.
Grazie, Casa Siembra,
per l’amore offerto senza misura, senza condizioni, senza riserve.
Grazie, Maya, per la tua instancabile bravura nel tradurre per ore,
ponte vivo tra lingue, culture e cuori.
Grazie, Joha, per l’organizzazione della benedizione del cammino.
E infine, grazie a tutti i partecipanti,
per aver messo corpo e anima, coraggio e verità,
per esservi lasciati toccare, trasformare, ricordare chi siete.
Questo ritiro non è stato solo un incontro,
ma una memoria viva che continuerà a respirare in noi,
come un fuoco sacro che illumina il passo successivo.