07/06/2026
MOLIS-END "Week-end nella Regione che non esiste"....
O meglio, che esiste solo per i più curiosi.
Celenza sul Trigno come ultimo lembo d'Abruzzo, poi il tuffo nella regione più esotica d'Italia, dove tutto è relativo e ogni cosa può essere un'illusione della mente. Si entra in Molise direzione Pietrabbondante, ma prima, sosta in un ormai insperato Agriturismo sito alla metà del mondo, al confine tra 'AbRUZZO E mOLise. Riprendiamo il viaggio, un furetto ci attraversa la strada, poi fugge, tutto intorno verde, roccia, boschi foreste, pennellate di un giallo intenso, quello delle ginestre. L'aria è calda, si respira già l'estate, le messi di grano biondeggiano, b***e di fieno arrotolate, attraversiamo paesini arroccati, come Trivento, Montefalcone, direzione Isernia e poi Agnone. Infine giungiamo dinnanzi al sito archeologico di Pietrabbondante, ai piedi del paesino scolpito nella roccia viva. L'indomani c'è l'infiorata, ma ora non vola una mosca, le strade sono deserte e soprattutto il sito è chiuso. Sono al cospetto del grande santuario italico di Pietrabbondante, del teatro sannitico e di un sogno a lungo atteso. Eppure è tutto chiuso per manutenzione. Provo a chiamare il sindaco, poi a infilarmi in qualche pertugio, ma niente, faccio un ultimo tentativo di rivolta e imbocco una stradina tutta coperta dalla vegetazione brulicante. Il teatro è lì, di fronte a me, ma a separarmi c'è un'altra rete e tanto di telecamere piazzate contro, come tante sentinelle! Mi accontento di aver respirato la magia di quel posto. Ripartiamo verso il pomeriggio molisano. Alle porte di Agnone assaltiamo un caseificio, affondiamo i denti nel latte di una treccia, poesia pura. Continuiamo, siamo già nella città delle campane, della 'ndocciata, delle chiese, ci sono i versi di Francesco Jovine ad accoglierci "Per me il Molise è un sogno..." (Cit.)
La giornata è stata lunga, ma non è finita, perché in teoria dovrei ancora presentare TJUKURPA, il mio libricino di poesie, ma il luogo dove era prevista la presentazione è chiuso, o meglio non esiste. Accanto c'è un piccolo hotel a 3 stelle che omaggia Hator, la dea egiziana della bellezza. Seduto, nella sala principale, si intravede ancorato alla sua sedia, come un gufo impagliato, un vecchio signore che ci osserva, senza favellare. Il sole sta quasi per calare, siamo ricchi di tante avventure in una terra che in teoria non doveva manco esistere, siamo contenti, finisce tutto in bellezza, alla Locanda Mammí.
"Il Molise è per me un sogno. È un mito tramandatomi dai padri e rimasto nel mio sangue e nella mia fantasia."