20/07/2026
C’è un momento, durante l’Hawan, in cui il fuoco smette di essere soltanto una fiamma. I mantra si susseguono senza interruzione, il sacerdote continua a offrire ghee, erbe e fiori, il calore avvolge ogni cosa e, quasi senza accorgertene, qualcosa dentro di te rallenta.
Oggi ho avuto il privilegio di partecipare a un Hawan dedicato a Baglamukhi durante il Gupt Navaratri, in uno dei suoi templi più venerati. Entrando, il primo colore che ti accoglie è il giallo. È ovunque: sulle pareti, negli abiti dei devoti, nei fiori, nelle offerte. È il colore di Baglamukhi, una delle Dieci Mahavidya, la manifestazione della Shakti che custodisce il potere di arrestare ciò che genera disordine.
Osservando la sua immagine, lo sguardo cade subito su quel gesto così particolare: la Dea afferra la lingua del demone. Per molto tempo mi sono chiesta quale fosse il suo significato. Seduta davanti al fuoco, mentre i mantra riempivano il tempio, la risposta è arrivata con una semplicità disarmante.
Le parole hanno il potere di creare mondi. Quelle che rivolgiamo agli altri possono ferire o guarire, ma sono soprattutto quelle che ripetiamo ogni giorno a noi stessi a tracciare la direzione della nostra vita. Ogni convinzione, ogni paura, ogni reazione che si ripete nel tempo diventa un’abitudine della mente, e da quelle abitudini prendono forma le nostre azioni.
Il Ta**ra racconta che il karma si costruisce proprio lì, nell’istante in cui un impulso diventa un gesto quasi automatico. Baglamukhi ci invita a creare uno spazio prima di quel gesto. Uno spazio in cui possiamo osservare, respirare e scegliere.
Mentre il fuoco accoglieva ogni offerta, ho avuto la sensazione che il vero Hawan non fosse soltanto quello che avveniva nel kund. Ogni svāhā sembrava un invito a lasciare andare un automatismo, una paura, una parola che non aveva più bisogno di essere pronunciata.
Forse è questo il dono più grande di Baglamukhi. Ricordarci che la trasformazione non comincia quando cambiano le circostanze. Comincia nell’istante in cui ritroviamo la libertà di scegliere come rispondere alla vita.
💛 È una delle esperienze spirituali più intense che abbia vissuto duran