Terra Osca

Terra Osca Terra Osca è un'organizzazione nata per offrire servizi turistici a tutti gli interessati a scoprire l'Alto Molise le risorse culturali del territorio

La vocazione più forte di Terra Osca è quella di organizzare viaggi di trekking per gruppi di almeno otto persone: percorrendo sentieri e tratturi del territorio, infatti, grazie alla presenza di esperte guide, sarà possibile conoscere tutte le peculiarità di una zona che ha conservato intatto il fascino e i ritmi di vita propri delle genti di montagna.

HERENTAS: LA PRESENZA DEL CULTO DI VENERE A PIETRABBONDANTE.  Video integrale della conferenza del Prof. Adriano La Regi...
28/08/2024

HERENTAS: LA PRESENZA DEL CULTO DI VENERE A PIETRABBONDANTE. Video integrale della conferenza del Prof. Adriano La Regina. Agnone Teatro Italo argentino, 24 Agosto 2024

sabato 24 agosto 2024 Tearto Italo Argentino Coordinamento Nicola Mastronardi

03/05/2017
Visite alla Mostra "La Tavola degli Dei" . Agnone, palazzo Bonanni.
26/04/2017

Visite alla Mostra "La Tavola degli Dei" . Agnone, palazzo Bonanni.

VITELIU A PALAZZO D'AVALOS DI VASTO
31/12/2015

VITELIU A PALAZZO D'AVALOS DI VASTO

Ci è giunta notizia, per fonte diretta e verif**ata, che in una quinta classe elementare di Agnone sia avvenuto quanto s...
10/12/2015

Ci è giunta notizia, per fonte diretta e verif**ata, che in una quinta classe elementare di Agnone sia avvenuto quanto segue. L'insegnante ha commissionato una ricerca sui Sanniti e uno dei bambini ha stampato da Internet il seguente testo:
" I Sanniti furono un mitico popolo di wrestler italici, figli unigeniti di Ares e Mara Maionchi. Il loro territorio era il Sannio: zona corrispondente all'attuale contado di Terronia, con l'esclusione di Calabria, Sicilia e Sparta e l'aggiunta della Cappadocia e di Nibiru.
Istruttori di Pirro e degli elefanti di Annibale, guerrieri invincibili e notori fighetti, furono i soli degni avversari che Roma abbia mai conosciuto.

I SANNITI
Origini e territorio

Provenienti presumibilmente da Marte e imparentati strettamente coi Klingon, si stanziarono anticamente nelle terre comprese tra la Maiella, la Campania, i fiordi norvegesi e l'autogrill La Macchia Est.
Le striminzite pianure, accerchiate dalla f***a boscaglia, accolsero queste popolazioni migrate forzatamente a causa del rito della "Sacra primavera" (lat. Ver sacrum). Questa liturgia divinatoria, attuata sin dall'era della carta stagnola, prevedeva l'obbligo di spostarsi, a ogni primavera appunto, da una parte all'altra della Via Lattea in cerca dell'acqua San Benedetto; il tutto col solo aiuto di una guida galattica per autostoppisti e di buoi e rondini idrofile.
Ma visto che, come si sa, una rondine non fa primavera e un carro di buoi tira meno di un pelo di f**a, i Sanniti incapparono in un territorio morfologicamente omogeneo non più di una scarpa anti-infortunistica. Per di più le dorsali appenniniche costituirono da subito un problema per il transito di genti, merci e spazzolini gengivali con la madre patria.
Proprio a causa di ciò, i fieri Sanniti iniziarono da subito a riprodursi per gemmazione così da poter sfidare immediatamente tutti i popoli terrestri e occuparne i territori e le donne; in un solo torneo intercontinentale riuscirono a strappare Cuma ai greci, Capua agli Etruschi, le isole Falkland all'Argentina, la mitica cintura di Orione ai Romulani e il tanga alla vergine di Norimberga.
Nonostante tutto, memori degli antichi disagi subiti, ancora oggi nei territori sannitici si è soliti imprecare contro la Maiella[1].Tale morfologia, però, ebbe l'indubbio vantaggio di rendere il Sannio più inespugnabile di T***a e permise ai Sanniti di diventare campioni intergalattici anche di nascondino".

Il testo è stato copiato e incollato da un sito umoristico, ecco il link:

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sanniti #

La cosa grave è che la maestra non si è accorta di nulla e dopo aver ricevuto la "ricerca" l'ha restituita al ragazzino. Il quale, naturalmente, non aveva letto un rigo della sua stessa ricerca. No comment.

I Sanniti furono un mitico popolo di wrestler italici, figli unigeniti di Ares e Mara Maionchi. Il loro territorio era il Sannio: zona corrispondente all'attuale contado di Terronia, con l'esclusione di Calabria, Sicilia e Sparta e l'aggiunta della Cappadocia e di Nibiru. Istruttori di Pirro e degli…

IL GIORNO DEL FUOCO A EXPO IN CITTA'Milano è pronta ad accogliere la colossale 'Ndocciata e con essa il Molise e le sue ...
22/09/2015

IL GIORNO DEL FUOCO A EXPO IN CITTA'
Milano è pronta ad accogliere la colossale 'Ndocciata e con essa il Molise e le sue eccellenze
Evento clou del programma Fuori Salone Expo 2015
26 settembre 2015 dalle ore 16:30 - Darsena del Naviglio


“E’ una meraviglia ai nostri occhi, perché fonde il metallo, cuoce i nostri cibi, illumina le notti scalda il corpo e il cuore. Senza l’astro solare, che di fuoco è costituito, non avremmo né il cibo né vita. Perciò l’uomo da tempo immemore, lo celebra e lo onora.” (Anonimo, sec. XVIII)

Sarà proprio il Fuoco - uno dei costituenti il nostro pianeta, elemento primordiale che da anni permette la vita e che ha cambiato radicalmente il destino dell’uomo - il filo conduttore di un evento che giunge a Milano e che ha come obiettivo far conoscere e apprezzare ulteriormente una regione “fuori dai luoghi comuni”, una terra ricca di tradizioni, storia ed eterogenei paesaggi naturali: il Molise.
L’evento, che si terrà dalle 16:30 presso la Darsena di Milano, in collaborazione con Expo in Città e il Comune di Milano, si struttura su più momenti, che vedono sempre il fuoco protagonista.
“Il fuoco che cuoce i cibi”: si terrà una processione in onore di San Francesco Caracciolo, santo patrono dei cuochi, molisano d’adozione. L’urna del Santo sarà portata in processione dai cuochi della Federazione Italiana lungo la Darsena del Naviglio per arrivare alla Basilica di Sant’Eustorgio dove è prevista una funzione religiosa.
“Il fuoco che fonde i metalli”: la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone (IS), rinomata ed antica fabbrica di campane tutt’ora in attività, ha realizzato una campana dedicata all’Expo da donare alla città di Milano. Tale campana verrà quindi benedetta durante l’evento.
“Il fuoco che illumina le notti”: a conclusione dell’interessante pomeriggio, in Viale Gorizia (sempre vicino alla Darsena) si terrà la ‘Ndocciata, la tradizionale sfilata di grandi torce d’abete che si svolge annualmente l’8 e il 24 dicembre ad Agnone. E’ uno dei più grandi e spettacolari riti antichi del fuoco solstiziale al mondo, nato per celebrare l’appuntamento annuale con l’astro solare e divenuto, in epoca cristiana, il fuoco che la notte di Natale saluta la nascita di Gesù Cristo, Luce del Mondo.
In concomitanza con questo appassionante evento, il 25 e il 26 settembre sempre alla Darsena (piazza XXIV Maggio) si terrà inoltre l’esposizione delle eccellenze molisane con stand espositivi e di promozione territoriale, degustazioni, e vendita di prodotti tipici ed artigianali.

Il Giorno del Fuoco, ambasciatore d’eccellenza della Regione Molise, è quindi finalizzato a favorire la conoscenza - anche fuori confini territoriali - delle tipicità del sistema molisano.

PROGRAMMA “IL GIORNO DEL FUOCO” 26 settembre 2015:
• ore 16:30 Processione in onore di San Francesco Caracciolo Patrono Nazionale dei Cuochi - Darsena del Naviglio
• ore 17:00 Santa Messa - Basilica di Sant’Eustorgio
• ore 18:30 Benedizione Campana EXPO 2015 - Porta Ticinese
• ore 20:30 Sfilata coreograf**a della ‘Ndocciata di Agnone - Viale Gorizia

26/08/2015

La domus publica del santuario di Pietrabbondante, rinvenuta nel 2002 e scavata negli anni successivi sarà predisposta per essere inserita nel percorso di visita aperto al pubblico già nel prossimo mese di ottobre. Le strutture ritrovate sono state consolidate, ma la ricomposizione degli elementi la…

04/08/2015

Video intervento del prof. Adriano La Regina per l'inaugurazione della Mostra "La Tavola degli Dei" svoltasi ad Agnone Sabato 1 luglio 2015 presso il Palazzo...

Il Mistero delle due Tavole. In mostra ad Agnone.
03/08/2015

Il Mistero delle due Tavole. In mostra ad Agnone.

a cura di Enzo C. Delli Quadri Ieri, 1 agosto 2015, in Agnone, è stato aperto al pubblico un ...

Si inaugura il 1 agosto una mostra che farà  discutere il mondo dell’archeologia. IL MISTERO DELLA “TAVOLA DEGLI DEI” Un...
26/07/2015

Si inaugura il 1 agosto una mostra che farà discutere il mondo dell’archeologia.

IL MISTERO DELLA “TAVOLA DEGLI DEI”

Una seconda Tavola Osca sarà esposta per un anno ad Agnone. Appartiene ai diretti discendenti dell’orafo che vendette a Roma il bronzo di Fonte del Romito, conservato oggi al British Museum di Londra dal 1973. Copia o originale? Un anno per capirlo, mentre Adriano La Regina mostra prudenza e il CNR sottopone il reperto ai primi esami.


Una “Tavola gemella” per una mostra che farà discutere il modo degli studiosi dell’Italia antica. Un esemplare del tutto simile alla famosa “Tavola Osca”, conosciuta nel mondo scientifico come “Tavola di Agnone” risalente al secondo secolo avanti Cristo, sarà la protagonista di una mostra dedicata al famoso reperto trovato nel 1848 presso fonte del Romito in agro di Capracotta. Si tratta della tavoletta di bronzo che è oggi conservata presso il British Museum di Londra, oggetto di innumerevoli studi da parte di archeologi e epigrafisti di tutto il mondo e giudicata fra i più importanti reperti linguistici dell’etnia italica; senza dubbio il più importante mai trovato per la lingua osca e la religione dei Sanniti dei quali svela una gran parte del Pantheon agreste.

La “seconda Tavola” è stata rintracciata presso i discendenti della famiglia di Vincenzo Paolo D’Onofrio l’orafo agnonese che nel 1863 vendette l’esemplare all’antiquario Castellani di Roma il quale a sua volta la cedette al museo londinese nel 1873. La domanda al quale sono ora chiamati a rispondere gli esperti è se l’orafo agnonese vendette a Roma una copia fatta nel suo laboratorio trattenendo per sè l’originale, gelosamente conservato da quattro generazioni dei suoi discendenti, oppure il contrario. Ma l’ipotesi è anche un’altra: che la tavola messa in mostra in Agnone, viste le condizioni e gli studi preliminari già effettuati, possa essere un secondo originale. Il giallo, dunque, è tutto aperto.

Il prof. Adriano La Regina, primo studioso a poter esaminare da vicino il reperto, si dichiara ammirato dalla eleganza della scrittura osservata sul “nuovo” bronzo ma non si pronuncia sulla sua antichità attendendo di esaminarlo più a fondo dopo gli esami che sono in corso presso l’Istituto Tecnologie applicate ai Beni Culturali del CNR di Roma,.

Ma come si è arrivati a rintracciare questo secondo bronzo?

Tutto è iniziato grazie a documenti conservati presso la Soprintendenza di Napoli e solo di recente scoperti ed esaminati dal curatore della mostra Nicola Mastronardi, giornalista, scrittore e responsabile della Biblioteca Labanca di Agnone.

Ecco, qui di seguito, quanto scrive lo stesso Mastronardi nel presentare la mostra che sarà inaugurata il

1 Agosto alle ore 17.00 presso Palazzo Bonanni di Agnone (Is):


Il Dossier Maiuri

Nel settembre del 2013 grazie alla segnalazione di Giuseppe Ciaramella, giovane avvocato di origine campobassana, torna alla luce un dossier sepolto dell’archivio storico della Soprintendenza archeologica di Napoli. Si tratta di una cartella contenente un centinaio di fogli documenti fra lettere, verbali e fotografie, riguardanti una tavola di bronzo con iscrizione osca prima sequestrata poi restituita ad una famiglia di origine agnonese.

La documentazione, che va dal 1930 al 1936, non è altro che la cartella di Amedeo Maiuri (1886 – 1963), Soprintendente alle “Antichità della Campania e del Molise” e direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, uno dei più noti archeologi del novecento. L’oggetto del carteggio, a dir poco, sorprendente: il bronzo sequestrato era infatti l’esatta copia della c.d. “Tavola di Agnone” conservata dal 1873 presso il British Museum di Londra. Ma la sorpresa dello stesso Maiuri fu anche un’altra: la famiglia di Erasmo Amicarelli, proprietario della “seconda Tavola”, era diretta discendente dell’orafo agnonese Vincenzo Paolo D’Onofrio che cinquantotto anni prima aveva venduto la più famosa tra le epigrafi osche all’antiquario Castellani di Roma il quale l’aveva poi ceduta al museo londinese.
Copia o originale? Da dove veniva la “nuova” Tavola? Trovata da pastori al Monte della Macchia, come Erasmo Amicarelli dichiarò più volte al Maiuri, ovvero riprodotta dal nonno di sua moglie – Vincenzo Paolo D’Onofrio, appunto – nel suo laboratorio agnonese?

Quesiti che appassionarono immediatamente il celebre archeologo il quale indagò a lungo e puntigliosamente cercando con ogni mezzo, ma inutilmente, di acquisire al Museo napoletano il reperto del quale ebbe a scrivere: “da un esame preliminare della tavoletta io traggo la quasi certezza della sua autenticità”.





Un reperto da indagare e l’irripetibile occasione di osservarlo.

Dalla scoperta dell’ incartamento napoletano nasce l’idea di una mostra permanente – che di certo mancava - dedicata alla Tavola Osca di Capracotta / Agnone, il più importante documento in lingua e alfabeto osci riguardante il pantheon agreste italico. La successiva, magnif**a disponibilità della Famiglia Amicarelli - nipoti e pronipoti di Erasmo e attuali proprietari della tavola “gemella” - rende possibile addirittura l’esposizione per oltre un anno dell’eccezionale reperto indagato dal Maiuri sul quale continuano gli studi da parte del Dipartimento Tecnologie applicate ai Beni Culturali del CNR di Roma che ha messo i suoi laboratori al servizio della scoperta della verità.

Oltre a permettere di osservare da vicino la “Tavola D’Onofrio–Amicarelli”, vero enigma che i curatori sottopongono al mondo archeologico italiano e internazionale, la mostra fornisce al visitatore l’irripetibile occasione di avvicinarsi alla storia e alla cultura dei Sanniti e degli Italici attraverso la lingua, la scrittura e gli alfabeti da essi utilizzati fra il V e il I secolo avanti Cristo. Particolarmente consigliata a scuole di ogni ordine e grado, essa è affiancata da un apposito spazio laboratoriale nel quale gli alunni potranno dedicarsi ad apprendere l’arte della scrittura presso i popoli antichi con particolare riguardo all’area italica.

La mostra, infine, rappresenta il primo nucleo di un museo dedicato al bronzo di Fonte del Romito e alle altre importanti epigrafi dell’area italica che il Comune di Agnone e l’Aps Altosannio intendono far sorgere a palazzo Bonanni nell’ambito del “Centro Studi sulle antichità italiche”, cuore del progettato “Parco archeologico del’Altosannio”.


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La Tavola degli Dei. La Tabula anglonensis fra archeologia, storia e misteri.

Inaugurazione:
1 Agosto 2015, ore 17.00

Periodo:
Dal 1 Agosto 2015 al 31 Agosto 2016

Luogo:
Palazzo Bonanni, Salita Martisciano – Agnone

Allestimento:
Volturnia edizioni, Cerro al Volturno (Is)

Orari di apertura:
Estivo (1 giugno – 15 settembre): Lunedì-Domenica ore 10.00 – 18.00 / Resto dell’anno: Sabato e Domenica, ore 10 – 18.00. Ogni giorno, su prenotazione, per gruppi e scolaresche.

Segreteria: 0865 779173 – 77722 – 339 7893125 / [email protected]

16/07/2015

Indirizzo

Alto
Agnone
86081

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