21/01/2026
Un anno straordinario per la nostra Gibellina❤️
Da storica dell'arte l'ho sempre amata.
Unica.
Fuori dal tempo e fuori dal coro.
Per certi versi un azzardo.
Da guida turistica mi sono resa conto di quanto possa essere difficile da raccontare al turista medio.
E di quanto vada studiata proprio nelle sue viscere, nei suoi protagonisti, nel suo processo di generazione, lontana dal suo passato.
Nelle crepe del suo cemento armato.
Da siciliana sono convinta che la sua unicità e il suo percorso vadano difesi, protetti e curati a tutti i costi.
GIBELLINA 2026, prima capitale dell'Arte contemporanea
Annunciata oggi l’apertura di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, il progetto che per tutto il prossimo anno trasformerà la città siciliana in un laboratorio diffuso di sperimentazione artistica, rigenerazione culturale e costruzione di comunità. Il programma, intitolato Portami il futuro, prenderà ufficialmente il via il 15 gennaio 2026, data simbolica che coincide con l’anniversario del terremoto del 1968, riaffermando il legame profondo tra arte, memoria e ricostruzione.
Promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e sostenuta dalla Regione Siciliana, dal Comune di Gibellina, dal Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” e dalla Fondazione Orestiadi, l’iniziativa è affidata alla direzione artistica di Andrea Cusumano. Un impianto curatoriale ampio e plurale accompagna un progetto che attraverserà l’intero 2026 con mostre, residenze d’artista, pratiche performative, attività educative e momenti di confronto pubblico.
La scelta di Gibellina come Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea – titolo conferito per la prima volta in Italia – assume un valore paradigmatico. Fin dalla rifondazione post-sisma, la città ha affidato all’arte un ruolo centrale nel processo civico, facendone uno strumento di memoria collettiva, coesione sociale e sviluppo culturale. Oggi questo modello viene rilanciato su scala nazionale e internazionale.
Portami il futuro non propone una visione astratta, ma un’idea concreta di cultura come pratica condivisa. Un progetto che mette al centro le persone, i territori e le relazioni, e che interroga il presente per immaginare nuove forme di convivenza, partecipazione e responsabilità collettiva attraverso l’arte contemporanea.
Immagine: Ludovico Quaroni, Chiesa Madre. Ph. Andrea Repetto. Courtesy Fondazione Orestiadi