16/06/2020
COMUNICATO STAMPA
L’AOTA VERSA CIRCA 40.000 EURO ALL’ANNO IN TASSA DI SOGGIORNO MA NON PUÒ CONTRIBUIRE A PIANIFICARNE L’USO
Il 10 Febbraio di quest’anno usciva un nostro comunicato dove chiedevamo una riunione con
l’amministrazione comunale per ricevere risposte in merito a:
pulizia e manutenzione delle spiagge; soluzioni previste per lo smaltimento degli accumuli antropici di posidonia; previsioni di spesa dei proventi derivanti dalla BedTax; politiche in favore del commercio attraverso il potenziamento degli strumenti di sostegno diretto alle imprese.
La BedTax o Tassa di Soggiorno viene vista dagli operatori turistici quasi sempre in modo negativo perché per chi fa accoglienza è un ulteriore “impegno” a fronte di mille altri e spesso le amministrazioni utilizzano i proventi per coprire spese non necessariamente legate al mondo turistico.
La struttura ricettiva si deve far carico di esigere dall’ospite la cifra stabilita per poi, nella maggior parte dei casi, non riscontrare nessun miglioramento dei servizi turistici.
Una pratica, purtroppo, diffusa in molti comuni italiani ma totalmente errata.
In realtà la tassa di soggiorno è un’opportunità di sviluppo turistico per i territori da non sottovalutare.
L’impiego corretto e intelligente dell’imposta di soggiorno ha portato comuni virtuosi, di gran lunga più piccoli di Agropoli e con caratteristiche strutturali meno vocate turisticamente, a raddoppiare le presenze
turistiche e il gettito d’imposta in pochissimi anni.
Questo è il terzo anno che gli operatori turistici di Agropoli raccoglieranno la tassa di soggiorno e non conoscono, se non in parte e senza documenti alla mano, quali saranno i frutti di questa raccolta. Le richieste fatte negli anni passati non sono state raccolte.
È evidente e scontato che il dato di evasione dichiarato dallo stesso Comune (circa il 70%) deve far riflettere. Inoltre si pone, qui, anche il problema della concorrenza sleale delle strutture ricettive non autorizzate che continuano da anni ad inquinare il mercato e a danneggiare la qualità del turismo.
Ci chiediamo se, dopo l’emergenza Covid e lo scenario disastroso che questa ha lasciato, non sia il caso di dire BASTA!
Gli operatori turistici di Agropoli sono contenti di raccogliere la tassa di soggiorno se questa viene impiegata per migliorare i servizi turistici della città, i servizi dedicati al turista/viaggiatore.
Chiediamo, pertanto, che venga diffuso un Piano di Utilizzo dei proventi derivanti dall’imposta di soggiorno. Tale Piano deve rispondere alle esigenze di potenziamento dell’offerta dei servizi in linea con le esigenze registrate dal target turistico di riferimento.
Questo significa che la programmazione turistica e gli investimenti devono essere affrontati in maniera scientifica, utilizzando rapporti statistici e studi di settore su:
- quali sono i nostri mercati di riferimento;
- quali i servizi mancanti, richiesti e quali da potenziare;
- quali le politiche di comunicazione, informazione e promozione da intraprendere.
Non è più tollerabile l’improvvisazione e la scarsa competenza organizzativa di questo settore vitale per l’economia del nostro paese.
Ci rendiamo disponibili, come sempre, alla collaborazione ma non siamo più disposti a tollerare la superficialità d’intenti.