07/02/2019
Accadono grandi cose quando uomini e montagne si incontrano.
Quando l’immaginazione pone il traguardo oltre le nuvole, dove l’aria è sottile, quando diventa possibile intuire una via tra percorsi tracciati a goccia d’acqua tra la vetta e la valle, questo è l’inizio di una grande avventura.
La Capanna Regina Margherita è il rifugio più alto d’Europa. Posta a 4554 m sulla cima della Punta Gnifetti, incastonata in un ambiente glaciale difficilmente descrivibile a parole, rappresenta un sorprendente connubio tra tecnologia e storia, tra uomo e montagna.
Avamposto umano nel regno delle alte quote, affonda le radici della sua storia nella prima metà dell’Ottocento, quando il parroco di Alagna, Giovanni Gnifetti, tentò per primo di raggiungere questa cima, posta al termine di un immenso viale glaciale.
I suoi sforzi furono premiati nell’agosto del 1842 quando raggiunse l’ambita vetta precedentemente conosciuta come Signalkuppe o Punta del Segnale, per via di uno sperone di roccia - ormai scomparso per lasciare posto all’attuale rifugio - che ne caratterizzava l’aspetto.
Dall’epopea dei primi coraggiosi alpinisti, prese vita l’idea di un rifugio unico nel suo genere, immaginato non come punto partenza o di appoggio per la conquista di una vetta, ma come punto di arrivo sulla cima.
Il 14 luglio del 1889, l’Assemblea generale del Club Alpino Italiano approvò l’avveniristico progetto realizzato nell’arco di tre anni, dal 1890 al 1893. La struttura fu predisposta a valle, fu trasportata in quota a dorso di mulo e poi a spalla con un enorme lavoro in un ambiente incredibilmente ostile. In fine, fu assemblata sulla vetta e rivestita in rame, realizzando così una gabbia di Faraday contro i fulmini.
La Capanna fu il primo punto d’osservazione sul mondo delle alte quote, pressoché sconosciuto all’epoca e fortemente attrattivo agli occhi degli studiosi del tardo ottocento.
Il 18 agosto del 1893 la sovrana Margherita Maria Teresa Giovanna, regina d’Italia e moglie di Umberto I di Savoia, appassionata di montagna e forte sostenitrice dell’opera, raggiunse e tenne a battesimo il nuovo rifugio. Il 4 settembre del medesimo anno si tenne l’inaugurazione ufficiale.
La Capanna originale fu poi demolita nel 1979 per lasciare il posto ad un nuovo rifugio laboratorio, più grande e avveniristico, inaugurato il 30 agosto 1980, con all’interno il più alto osservatorio meteorologico d’Europa. I sensori della stazione registrano i valori di temperatura, radiazione solare e velocità del vento, utili all'elaborazione delle previsioni del tempo e al monitoraggio ambientale.
Anche in campo medico il rifugio rappresenta un laboratorio all’avanguardia, tra i più attrezzati al mondo, in ambito di ricerca medica in alta quota.
Dal 2004 è presente una biblioteca al suo interno con oltre 350 libri e la possibilità per gli alpinisti di passaggio di usufruire di volumi digitali disponibili in tempo reale e in tutte le lingue tramite connessione Wi-Fi.