31/05/2026
Tre nomi, una città sola. E non è mica poco.
Perché La Spezia, ogni tanto, tira fuori dal cassetto una bella sorpresa. Una di quelle cose che dici: ma davvero? E invece sì. In quella città sul mare, stretta tra porto, colline e vento, sono passati mondi diversissimi. La musica pop, il design più libero e una voce che per anni ha girato l’Italia e mezzo mondo. Non è una gara. È proprio il segno che certi posti, anche se non fanno rumore, si portano addosso più storie di quanto sembri.
Toto Cutugno, per molti, è stato una faccia e una canzone sola: quella che ti resta in testa anche se non vuoi. Ma dietro al personaggio c’era un ragazzo cresciuto a La Spezia, in una città che gli è rimasta addosso per sempre. La sua storia è una di quelle che parlano di partenze, di famiglia, di radici che non si strappano facilmente. E infatti quando si racconta, non si può fare a meno di tornare lì, a quel pezzo di Liguria che per lui non è solo un punto sulla cartina.
Poi c’è Alexia. Anche qui, niente effetti speciali. Una voce, un’energia, un periodo in cui le sue canzoni passavano ovunque. Radio, televisione, feste, auto, bar. Uno di quei nomi che ti rimbalza addosso anche se non sei mai stato un fan sfegatato. E sapere che viene da lì aggiunge una cosa semplice ma potente: quella città non ha sfornato solo marinai, impiegati e gente di porto. Ha dato i natali anche a chi ha saputo arrivare dritto al grande pubblico.
E poi Gaetano Pesce. Qui il discorso cambia ancora. Perché non stiamo parlando soltanto di fama, ma di uno che ha cambiato il modo di guardare gli oggetti, i colori, le forme. Uno che ha preso il design e l’ha reso più libero, più strano, più vivo. E anche questo, in fondo, dice molto di una città: se da lì escono persone così diverse, vuol dire che sotto la superficie c’è più movimento di quanto si pensi.