10/12/2015
Dal sito di repubblica :
Occorre avere un po' di fortuna per incontrarli, ma assistere al galoppo in libertà dei cavallini della Giara - altopiano basaltico di origine vulcanica a ovest del golfo di Oristano, che ricorda un po' i paesaggi africani delle ambe - è un vero spettacolo. Sono gli ultimi cavalli selvaggi d'Europa, bassi di statura, simbolo della Sardegna, un incrocio tra il cavallo e il pony (l'altezza raggiunge al massimo centotrenta centimetri). I sardi li chiamano "cuaddedus" e non se ne trovano più di seicento esemplari. Non esistendo in Sardegna ritrovamenti fossili di equini, si pensa che il cavallo sia stato introdotto probabilmente nel periodo nuragico o nel periodo punico o ancora che siano i discendenti della prima razza equina importata nell'isola dai fenici e sfuggiti alla custodia. Vivono allo stato brado e stanno quasi sempre in gruppi di cinque o sette. Spesso arrivano in fila indiana, uno dietro all'altro, e l'eco degli zoccoli risuona a lungo nelle orecchie. In questa savana alberata di querce, si possono scorgere mentre si abbeverano a uno stagno, belli con il loro manto baio scuro e gli occhi a mandorla, il vistoso ciuffo come criniera e il collo robusto.
Le suggestioni che il territorio regala si rivelano lentamente tra rocce, boschi di leccio, sughere, con un'altissima concentrazione di specie botaniche, in un'area talmente ristretta da sembrare un museo naturale. Curiosi i tipici masonis e i cuilis, le tradizionali capanne dei pastori che ancora oggi, insieme ai nuraghi, caratterizzano la zona, così come particolari sono i paulis, laghetti temporanei, dove l'acqua piovana viene trattenuta dal basalto. Durante queste escursioni si possono vedere anche le domus de Janas, le grotticelle a più vani, scavate nella roccia, e utilizzate come sepolture.