Amazing Lazio Landscapes

Amazing Lazio Landscapes Terra ricca di storia e tradizioni... Una pagina di paesaggisti che amano promuovere questa regione attraverso i loro scatti...

29/01/2019

Alla fine ha ragione il mio maestro...
Le foto vanno fatte "decantare"...
Dopo un po' ci torni su e ti sembrano diverse...
Questo è uno scatto del 2017, fatto a delle bellissime e poco frequentate cascate alle porte di Roma...
La situazione di luce e logistica non era delle migliori, ma qualcosina è uscito fuori...

LAGO DI SCANDARELLO (RI) nei pressi di Amatrice.Il lago di Scandarello è un lago artificiale formato dallo sbarramento d...
08/10/2015

LAGO DI SCANDARELLO (RI) nei pressi di Amatrice.
Il lago di Scandarello è un lago artificiale formato dallo sbarramento della diga costruita lungo il corso del Torrente Scandarello, affluente del Tronto.
La diga fu costruita nel 1924, è alta 55 m e forma il terzo lago artificiale della Provincia di Rieti, con una lunghezza di 3 km ed una superficie di circa 1 km² ed una profondità di 41 m.
Le sue acque alimentano la Centrale idroelettrica di Scandarello, la prima di quelle costruite lungo la Valle del Tronto.
Il lago è circondato dalle vette dei Monti della Laga e le sue acque sono ricche di pesci, che lo rendono una meta per gli appassionati di pesca.
Nel 1944 la diga rischiò di saltare in aria dopo essere stata minata dalle truppe naziste. Lungo la valle del Tronto vivevano migliaia di persone e molte località, tra cui Ascoli Piceno, sarebbero state colpite dall'onda di piena, che avrebbe coperto la ritirata dell'esercito tedesco.
Fortunatamente, 27 partigiani, in gran parte cittadini amatriciani, riuscirono a sventare l'attentato. Tra loro anche una donna, Marianna Valentini, che diede l'allarme dopo aver raccolto un biglietto del capo guardiano della diga, Giovanni Blasi, tenuto prigioniero. Il carabiniere Alfredo Muzi avvertì il comando e fu così organizzata una squadra diretta dal Maresciallo Pasquale Di Sabbato. Nel frattempo, Blasi, liberatosi e temendo il peggio, cominciò a svuotare il bacino del lago.
Il 17 giugno 1944 Alfredo Muzi, Mario Marri, Francesco Pellicciari e gli altri sminatori disinnescarono gli esplosivi nelle gallerie della diga e per questo furono decorati con la Medaglia d'argento al Valor militare.
Vennero impiegati ben 56 quintali di esplosivo e perciò si rese necessario ricorrere all'aiuto di alcuni bambini.
Dal 19 giugno 1994, una lapide di marmo posta sul lato est della diga ricorda il coraggio dei partigiani.
La vegetazione ripariale è molto povera a causa delle continue variazioni del livello. Le pendici sono coperte da boschi di latifoglie.
La fauna ittica è prevalentemente composta da ciprinidi tra cui spicca la presenza di carpe sia regine che a specchio e tinche.
L’invaso è ricco di persici reali, persici trota, persici sole, anguille, lucci italici, siluri ed altre specie quali scardole, carassi e alborelle.

Le nostre immagini su Visit Lazio
24/09/2015

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dai giardini del Castello Ruspoli di Vignanello, in provincia di !

(Ph A Burla)

Il Castello Ruspoli di VignanelloNel Viterbese, che vanta la più alta concentrazione mondiale di giardini storici, il gi...
22/09/2015

Il Castello Ruspoli di Vignanello

Nel Viterbese, che vanta la più alta concentrazione mondiale di giardini storici, il giardino all'italiana ha raggiunto la sua massima espressione e Vignanello rappresenta l'esempio forse più elegante, più sofisticato e più celebrato in tutto il mondo.

La proprietà si è formata attorno ad una rocca dei frati benedettini costruita nell'anno 853, quando questo territorio apparteneva allo Stato Pontificio. La prima feudataria fu Beatrice Farnese nel 1531. Cinque anni dopo, alla sua morte, papa Paolo III Farnese confermò la discendenza alla figlia Ortensia, sposata a Sforza Marescotti. La costruzione subì una trasformazione secondo gli schemi architettonici ghibellini, su disegno del Sangallo. Il castello così come lo si vede oggi fu voluto nel 1610 dalla moglie di Marc'Antonio Marescotti, Ottavia Orsini, figlia del creatore del suggestivo giardino di Bomarzo, che ha lasciato traccia indelebile del suo amore per questo luogo: le proprie iniziali e quelle dei suoi due figli Sforza e Galeazzo, permettendo così la certa datazione della nascita del giardino. Nel 1704 il castello prese il nome Ruspoli, con l'obbligo di tramandare il nome e oggi è ancora residenza estiva dei discendenti della stessa famiglia.

Il giardino annesso ospita uno dei più acclamati parterre del Seicento; il grande spazio pianeggiante e rettangolare è attraversato in lunghezza e larghezza da quattro viali, che definiscono dodici parterre di bosso allineati e squadrati che racchiudono al centro una grande vasca recinta da quattro arcate di balaustre. Queste “sculture vegetali”, in origine di salvia e rosmarino, conferiscono al luogo la nitidezza di un disegno geometrico astratto. Nonostante i cambiamenti di stile, soprattutto a fine Settecento con la moda delle broderies francesi, il giardino si è mantenuto miracolosamente intatto.

© Andrea Burla

L'Olivastro è una delle piante sempreverdi che caratterizzano la parte bassa della macchia mediterranea. Nella Riserva N...
12/09/2015

L'Olivastro è una delle piante sempreverdi che caratterizzano la parte bassa della macchia mediterranea. Nella Riserva Naturale di Tor Caldara è possibile vederne diversi esemplari a cespuglio dalla forma compatta ed impenetrabile, dove trovano riparo piccoli animali del sottobosco. Nella sua unicità la riserva vede sorgere alcuni esemplari isolati sulle dune in prossimità del mare, in una zona geologicamente vulcanica e ricca di zolfo. La bellezza e la fragilità di questo luogo, dove un'impronta resta impressa per anni, meravigliano gli occhi di chi con costanza ed attenzione la frequenta, aspettando quel raggio di luce che tutt'intorno colora.
L'Olivastro - Anzio - Riserva Naturale di Tor Caldara
Fotografia protetta da firma digitale. ©2015 Mauro Rinaldi

Quel 6 Giugno mi ha regalato emozioni incredibili; il tempo era incerto, il mare coperto di nuvole fino all'orizzonte, l...
10/09/2015

Quel 6 Giugno mi ha regalato emozioni incredibili; il tempo era incerto, il mare coperto di nuvole fino all'orizzonte, le campagne avvolte dal grigiore della pioggia; poi quel raggio di sole che tutto trasforma e da vita, un arco parte dalla Torre e corre luminoso verso le chiome della macchia colorando d'oro tutto intorno.
L'oro della Pentola - Anzio - Riserva Naturale di Tor Caldara
©Mauro Rinaldi - fotografia coperta da © digitale

La Pentola d’OroLa Riserva Regionale di Tor Caldara individua un’area protetta di macchia mediterranea ricca di tesori S...
25/08/2015

La Pentola d’Oro
La Riserva Regionale di Tor Caldara individua un’area protetta di macchia mediterranea ricca di tesori Storici e Naturali. Il sito prende il nome dalla Torre delle Caldane, edificata nel medioevo sulla piccola falesia anziate a difesa dalle incursioni saracene. Tutta la zona trae origine dai residui dell’attività vulcanica dei vicini Colli Albani e caratteristiche sono le piccole sorgenti (le caldane), che in alcuni punti formano degli specchi d’acqua dove è possibile osservare il gorgoglio delle esalazioni sulfuree che permeano l’aria con il caratteristico odore di “uova marce”. La falesia ed il suo interno hanno ospitato l’uomo all’età del bronzo come osservatorio di caccia ed in epoca romana come luogo di residenza e per l’estrazione di zolfo, la quale si è protratta fino alla fine del XIIIV secolo. Più recentemente l’intero sito è stato luogo di battaglia durante gli scontri dell’operazione Shingle per lo sbarco di Anzio nella seconda guerra mondiale. Nel bosco della riserva costituito da vegetazione sempreverde ad alto fusto come lecci e sughere, farnie, il fumetto e l’orniello trovano rifugio numerose specie di uccelli di passo come i coloratissimi gruccioni e stanziali, mentre nella macchia bassa, costituita da arbusti e cespugli impenetrabili, trovano riparo i piccoli roditori ed alcune specie di rettili e mammiferi come la volpe, la donnola, il riccio. Tra i tesori botanici della riserva troviamo la bellissima e rara “felce florida” e lo “zigolo termale”. Il fazzoletto di macchia mediterranea si estende fino al mare e si differenzia con alcune rarità nell’area estrattiva dello zolfo.

Il fiume Astura fu la delimitazione sulla costa ad est del territorio della antica città di Antium che strappata ai Vols...
17/08/2015

Il fiume Astura fu la delimitazione sulla costa ad est del territorio della antica città di Antium che strappata ai Volsci divenne luogo di riposo e di ulteriore arricchimento della nobiltà romana. Con la caduta dell'Impero le città della costa laziale divennero preda dei popoli arabi del nord Africa. Nel 1193 sulla foce del fiume Astura in prossimità di resti di una villa romana e della sua peschiera - ancora oggi visibile - fu costruita una Fortezza di avvistamento a protezione delle invasioni Saracene; l'attuale Torre Astura.
Fotografia protetta da copyright digitale ©Mauro Rinaldi 2015

Bumba Beach, Santa Marinella.Photo by Marco Izzo
30/01/2015

Bumba Beach, Santa Marinella.
Photo by Marco Izzo

Il borgo di Civita di Bagnoregio (Vt) all'alba.Photo by Andrea Burla
25/12/2014

Il borgo di Civita di Bagnoregio (Vt) all'alba.
Photo by Andrea Burla

Torvajanica - Litorale romano...Anche la nostra regione ha posti incantevoli...Basta saperli osservare...
13/11/2014

Torvajanica - Litorale romano...
Anche la nostra regione ha posti incantevoli...
Basta saperli osservare...

l lavoro di ricerca fotografica nella mia città procede lentamente ma con molta soddisfazione; un'impronta ed un cavo bu...
30/10/2014

l lavoro di ricerca fotografica nella mia città procede lentamente ma con molta soddisfazione; un'impronta ed un cavo buttato li raccontano qualcosa e non è giusto portarle via con un colpo di scopa. Un nuovo scatto che dedico al comitato per la tutela della Villa e Grotte di Nerone per l'iniziativa di valorizzazione che sta portando avanti contro l'ignavia delle amministrazioni che solo in licenze per ville e villette hanno saputo far cassa, perdendo di vista ogni possibilità di reale sviluppo locale, portando al degrado ogni bene come la Villa di Nerone oramai scomparsa, che nonostante tutto e tutti, continua con le sue fondamenta a dar lustro al nostro patrimonio culturale, storico ed oggi anche sociale. Vista del faro di Anzio dalla Grotta dell'Arco Muto. © 2014 Mauro Rinaldi.

Indirizzo

Amatrice
02012

Sito Web

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