CIA - Agricoltori Italiani Marche

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15/10/2026
15/10/2026

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15/10/2026

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CIA-Agricoltori Italiani delle Marche: plauso alla Regione per il nuovo Fondo sul credito. Il Presidente Taddei: "Ossige...
15/10/2026

CIA-Agricoltori Italiani delle Marche: plauso alla Regione per il nuovo Fondo sul credito.
Il Presidente Taddei: "Ossigeno vitale per le piccole imprese agricole e per il capitale circolante"

ANCONA – CIA-Agricoltori Italiani delle Marche accoglie con grande favore le misure presentate ieri, 14 ottobre 2026, dagli Assessori Enrico Rossi e Giacomo Bugaro durante la riunione del Tavolo regionale del Credito convocato dalla Giunta Regionale presso Palazzo Raffaello.

“Esprimiamo la nostra piena soddisfazione per l'attivazione della misura "Fondo Nuovo Credito - sezione Agricoltura" (FNC-AGRICOLTURA), un'iniziativa che risponde concretamente alle reali necessità di chi lavora quotidianamente sul campo – ha detto il Presidente Cia Marche Alessandro Taddei - Un ringrazia-mento particolare va al Vicepresidente e Assessore all'Agricoltura Enrico Rossi e al Dott. Michelini per aver recepito le istanze del mondo agricolo, rimodulando uno strumento originariamente pensato solo per gli investimenti e destinando un'importante dotazione di 4 milioni di euro al sostegno del capitale circolante”.

Cia Marche, prosegue il Presidente Taddei, “apprezza profondamente la scelta di fissare un importo mi-nimo di finanziamento a 10.000 euro. Questa decisione rappresenta una boccata di "ossigeno" fondamen-tale per le realtà agricole più piccole, che oggi fanno maggiore fatica a rimanere sul mercato e necessitano di liquidità immediata per coprire le spese di gestione ordinaria”.

La misura illustrata, che prevede prestiti della durata di 5 anni con 12 mesi di preammortamento, un TAN massimo agevolabile del 3,5% e una garanzia dell'80%, si distingue per la sua natura innovativa.

“Riteniamo strategico che la "Linea B - Capitale circolante delle aziende agricole" permetta di finanziare un ampio e dettagliato ventaglio di spese correnti connesse al ciclo produttivo, da sostenere entro il 31 di-cembre 2027 – dichiara il Presidente Cia Marche - Poter contare su liquidità garantita per l'acquisto di carburanti, sementi, fertilizzanti, prodotti fitosanitari, e mangimi per le aziende zootecniche è vitale per le nostre imprese. Altrettanto importante è la copertura per le utenze (energia elettrica, acqua e gas), il costo del personale dipendente, i canoni di affitto, le spese veterinarie e gli interessi passivi sui finanziamenti a breve termine. Condividiamo, inoltre, la particolare attenzione e la riserva dedicata all'interno del bando alle aziende agricole condotte da giovani, una componente essenziale per il futuro del settore primario marchigiano. Ci auguriamo, in accordo con gli auspici emersi durante l'incontro, che questa misura nata in una fase di difficoltà possa trasformarsi in uno strumento strutturale per la prossima programmazione, aumentando le disponibilità finanziarie a favore del settore agricolo”.

CIA Marche continuerà a fare la propria parte nei tavoli istituzionali, convinta che il grande gioco di squa-dra tra istituzioni, sistema bancario, confidi e associazioni stia permettendo di "scaricare a terra" con ra-pidità risorse cruciali per la sopravvivenza e lo sviluppo del nostro territorio.

15/10/2026
Aree interne, da Fabriano le proposte di Cia Marche e Umbria: reddito, giovani e servizi per garantire il diritto di res...
14/10/2026

Aree interne, da Fabriano le proposte di Cia Marche e Umbria: reddito, giovani e servizi per garantire il diritto di restare

Dalla terza tappa di "Territori che rigenerano" le priorità per il Manifesto nazionale: filiere più eque, riconoscimento del presidio ambientale, meno burocrazia e una strategia di sviluppo che superi i confini amministrativi

FABRIANO - Garantire redditività alle imprese agricole, sostenere il ricambio generazionale, riconoscere economicamente il ruolo degli agricoltori nella tutela del territorio, rafforzare le filiere locali e assicurare servizi essenziali alle comunità. Sono le principali direttrici emerse a Fabriano, al Palazzo del Podestà, dalla terza tappa di "Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne", il percorso promosso da Cia-Agricoltori Italiani per costruire, attraverso dieci appuntamenti nazionali, il Manifesto delle Aree Interne. È questo l’obiettivo di “Territori che rigenerano”, il nuovo progetto di Cia-Agricoltori Italiani, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell’ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
Dal confronto tra imprese agricole, amministratori e ricercatori è emersa una richiesta comune: rendere il "diritto di restare" una possibilità concreta di vivere, lavorare e investire nell'Appennino. La giornata, organizzata con il Comune di Fabriano e aperta dai saluti della sindaca Daniela Ghergo, ha indicato le condizioni per fermare lo spopolamento: salvaguardare le aziende esistenti, creare opportunità per i giovani e restituire prospettive alle comunità.
Il punto di partenza è il reddito. I presidenti di Cia Marche e Cia Umbria, Alessandro Taddei e Roberto Di Filippo, hanno richiamato il divario tra i costi sostenuti dalle aziende e il valore riconosciuto alle produzioni. Nelle zone montane produrre può costare dal 30 al 40 per cento in più, mentre sulle imprese più piccole pesa maggiormente la burocrazia. Un rischio evidenziato anche dai presidenti provinciali Cia Marche Franco Gianangeli (Ancona) e Sabina Pesci (Pesaro-Urbino) e dal direttore generale Cia Ascoli-Fermo-Macerata Mauro Moreschini: ogni chiusura favorisce l'abbandono dei terreni e indebolisce il tessuto sociale.
Da qui la richiesta di sostegni adeguati alle specificità dell'agricoltura montana e collinare, di un accesso più semplice al credito e di tempi certi per autorizzazioni e pagamenti pubblici. Ma la redditività passa anche da una distribuzione più equa del valore lungo le filiere, perché l'aumento dei prezzi al consumo non si traduce necessariamente in maggiori guadagni per gli agricoltori. Aggregare i produttori e rafforzare trasformazione, logistica e commercializzazione significa trattenere più valore nei territori, valorizzando le produzioni locali e il legame con turismo e artigianato.
In questa direzione si collocano le indicazioni di Michele Michelini, dirigente della Direzione Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Marche, che ha indicato il sostegno ai giovani e all'aggregazione e il prossimo "tavolo del credito" regionale. Per l'assessore all'Agricoltura Enrico Rossi, le filiere avranno un ruolo crescente nella programmazione dello sviluppo rurale, anche come requisito per accedere ad alcune misure. Filiere più equilibrate, diversificazione del reddito ed economia circolare devono restituire alle imprese margini e capacità di investimento, superando l'assistenzialismo.
Per attrarre nuove generazioni occorre però rimuovere gli ostacoli agli investimenti. Luca Bianchi, vicepresidente Agia Cia e apicoltore fabrianese, ha evidenziato la necessità di accompagnare l'interesse dei giovani per l'agricoltura con accesso alla terra, credito, formazione e innovazione.
La presenza degli agricoltori garantisce inoltre benefici che riguardano l'intera collettività: manutenzione dei terreni, gestione delle acque, tutela della biodiversità e cura del paesaggio contribuiscono a prevenire il degrado e il dissesto idrogeologico. Matteo Bartolini, presidente di MedEATerranea, ha richiamato la necessità di riconoscere economicamente questo presidio. La legge 24 del 28 febbraio 2024, che riconosce l'agricoltore come custode dell'ambiente e del territorio, rappresenta un punto di partenza: servono strumenti per remunerare i servizi ambientali svolti dalle imprese, valorizzando la prevenzione nelle scelte pubbliche.
Anche la gestione sostenibile dei boschi può diventare una fonte di lavoro e reddito. L'avanzamento dei boschi sui terreni abbandonati richiede manutenzione e sicurezza, ma offre opportunità attraverso filiere organizzate e prima lavorazione. Servono anche risposte amministrative adeguate: regole proporzionate alle dimensioni aziendali, meno adempimenti e procedure più rapide, anche nella gestione del lavoro stagionale.
Le stesse politiche territoriali devono superare la frammentazione. Gaetano Martino, professore di Economia ed ex presidente dell'Università di Agraria di Perugia, ha proposto modelli organizzativi capaci di rispondere a esigenze che superano i confini amministrativi. Cia Marche e Cia Umbria chiedono quindi un coordinamento interregionale: collegamenti, risorse naturali, continuità delle filiere e servizi vanno programmati considerando le caratteristiche dell'Appennino.
Un'esigenza, quest’ultima, ancora più evidente nei territori colpiti dal sisma, dove alla ricostruzione degli edifici deve accompagnarsi quella economica e sociale. L'agricoltura può sostenere la ripartenza se il recupero delle infrastrutture procede insieme al rilancio delle attività e dei servizi. Senza queste condizioni, le cause dello spopolamento restano irrisolte, con conseguenze che superano le aree interne, come ricordato nel videomessaggio dal commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, senatore Guido Castelli.
Nelle conclusioni, il vicepresidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Gianmichele Passarini ha ricondotto le proposte al principio del "Right to Stay": riconoscere alle aree interne la capacità di generare valore e trasformare il diritto di restare in una strategia economica. Anche le indicazioni raccolte a Fabriano confluiranno nel Manifesto delle Aree Interne, che sarà presentato il 30 novembre a Roma, all'Auditorium Giuseppe Avolio di Cia-Agricoltori Italiani, per tradurre le priorità emerse in politiche e strumenti concreti.

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=P8z64mq34tA

Bilancio Ue, Cia Marche: "Le risorse per l’agricoltura devono essere garantite per legge"Il presidente Alessandro Taddei...
12/10/2026

Bilancio Ue, Cia Marche: "Le risorse per l’agricoltura devono essere garantite per legge"

Il presidente Alessandro Taddei: "Non bastano le rassicurazioni. Una Pac autonoma e adeguatamente finanziata è essenziale per il futuro delle imprese e delle aree interne"

ANCONA – Le risorse destinate all’agricoltura devono essere certe, adeguate e tutelate da norme vincolanti. Cia-Agricoltori Italiani delle Marche condivide l’allarme di Cia nazionale sul documento negoziale per il prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea: il bilancio proposto non risponde alle necessità del settore e lascia ancora troppe incognite sull’effettiva disponibilità dei fondi aggiuntivi.
"Il punto è semplice: gli agricoltori devono sapere su quali risorse potranno contare – dichiara il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei –. Non possiamo considerare acquisiti finanziamenti che dipendono dalla volontà dei singoli Stati di destinarli al settore. Le rassicurazioni politiche devono tradursi in disposizioni legislative chiare, valide per tutti. Altrimenti le nostre imprese continueranno a programmare il proprio futuro nell’incertezza".
La richiesta riguarda, in particolare, la possibilità di destinare all’agricoltura il 10% del target rurale e le risorse della revisione di medio termine. Secondo quanto evidenziato da Cia nazionale, questi finanziamenti potrebbero dotare complessivamente l’Italia di un miliardo di euro in più rispetto all’attuale plafond Pac. Un incremento che, tuttavia, deve essere garantito e non affidato a scelte discrezionali, con il rischio di creare disparità tra gli agricoltori europei e una competizione per le risorse con le politiche di coesione.
Per Cia Marche, il confronto sul bilancio europeo conferma le preoccupazioni già espresse sul rischio di far confluire la Politica agricola comune in un Fondo unico, indebolendone l’autonomia e aprendo la strada alla rinazionalizzazione delle scelte.
"Una politica agricola è davvero comune se mette gli agricoltori nelle condizioni di competere con regole e garanzie condivise – prosegue Taddei –. Se ogni Paese può decidere quanto proteggere il proprio settore, le differenze si scaricano sulle aziende. Nelle Marche questo significa mettere in difficoltà chi produce qualità, investe e continua a lavorare anche nei territori dove fare agricoltura è più complesso e meno remunerativo".
Il tema delle risorse europee riguarda direttamente la capacità delle imprese marchigiane di innovare, affrontare gli effetti del cambiamento climatico e favorire il ricambio generazionale. Nelle aree interne, la continuità dell’attività agricola sostiene anche l’occupazione, la cura del territorio e la permanenza delle comunità.
"Alle nostre aziende chiediamo qualità, sicurezza alimentare, sostenibilità e presidio del territorio – aggiunge il presidente regionale –. Sono impegni che hanno un costo e che richiedono prospettive stabili. Senza un reddito adeguato e strumenti di sostegno affidabili, diventa sempre più difficile convincere un giovane a investire in agricoltura o un’impresa a proseguire la propria attività".
Cia Marche ribadisce la disponibilità al confronto con la Regione e con le altre organizzazioni agricole, perché le esigenze del territorio trovino spazio nel negoziato nazionale ed europeo.

Inaugurazione "Pane Nostrum" a Senigallia (AN)
09/10/2026

Inaugurazione "Pane Nostrum" a Senigallia (AN)

Cia Umbria e Marche insieme per il Manifesto delle aree interne. Imprese agricole e istituzioni umbro-marchigiane al tav...
09/10/2026

Cia Umbria e Marche insieme per il Manifesto delle aree interne. Imprese agricole e istituzioni umbro-marchigiane al tavolo CIA

Martedì 13 ottobre, alle 9.30, al Palazzo del Podestà, la terza tappa del progetto nazionale. Tre tavoli di lavoro per raccogliere le proposte dei territori e contribuire al Manifesto delle Aree Interne

Il futuro dell'Appennino umbro-marchigiano, dei Monti Sibillini e della Valnerina al centro di un confronto tra imprese agricole, istituzioni, enti locali e mondo della ricerca. Martedì 13 ottobre 2026, dalle 9.30, il Palazzo del Podestà di Fabriano ospiterà l'appuntamento interregionale Marche e Umbria di "Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne", il roadshow promosso da Cia-Agricoltori Italiani e finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nell'ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

La terza tappa del percorso nazionale porterà nelle Marche un'iniziativa nata per raccogliere esperienze, bisogni e proposte direttamente dalle comunità rurali e trasformarli in indicazioni concrete per una nuova politica di sviluppo delle aree interne. Per i territori dell'Appennino centrale, segnati dallo spopolamento, dalle conseguenze del sisma e dalle difficoltà di accesso ai servizi, il confronto rappresenta un'occasione per mettere al centro il ruolo delle aziende agricole nella tenuta economica, sociale e ambientale delle comunità.

"Cia lavora a livello nazionale e locale sulle aree interne da tantissimi anni – dichiarano in maniera congiunta Roberto Di Filippo, presidente Cia Umbria e Alessandro Taddei, Presidente Cia Marche – Nelle Marche, come in Umbria, le aree interne rappresentano una parte prevalente del territorio. Dobbiamo quindi tutelare un'agricoltura che contribuisce alla salvaguardia del paesaggio e dell'ambiente. Ci fa molto piacere che Cia nazionale abbia deciso di organizzare questo progetto: l’obiettivo è quello di mettere a confronto la politica con le esigenze degli agricoltori e, soprattutto, ottenere il riconoscimento del lavoro di tutela ambientale che svolgono ogni giorno. Gli agricoltori non si occupano soltanto di produzione: contribuiscono anche alla cura del paesaggio e del territorio. Le conseguenze della mancata manutenzione delle aree interne possono ripercuotersi anche sulle zone costiere. Finché esiste un tessuto sociale che vive e lavora in questi territori, possiamo contare su un presidio che contribuisce a mantenerli in buone condizioni. Se viene meno il lavoro degli agricoltori, possono emergere problemi importanti. Vogliamo quindi far capire alla politica che il ruolo dell'agricoltore va oltre la produzione agricola: significa anche tutela del paesaggio e dell'ambiente".

L'obiettivo è valorizzare un'agricoltura capace di produrre reddito e occupazione, custodire il paesaggio e contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico, rafforzando il legame tra produzioni locali, tutela delle risorse naturali e sviluppo dei territori. Il contributo delle Marche e dell'Umbria confluirà nel "Manifesto delle Aree Interne", che sarà presentato il 30 novembre a Roma, all'Auditorium Giuseppe Avolio di Cia, al termine del roadshow in dieci tappe.

"Garantire il diritto a restare è una priorità democratica e un principio non negoziabile", dichiara il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. "Nessun territorio ha futuro se chi lo vive è costretto ad abbandonarlo. Senza imprese vitali e multifunzionali, che presidiano il territorio e offrono servizi essenziali alle comunità, la coesione svanisce e l'Italia diventa più fragile di fronte a spopolamento e dissesto idrogeologico".

Il programma dell'incontro di Fabriano, con avvio alle ore 9.30, si aprirà con i saluti di Daniela Ghergo, sindaco di Fabriano, Enrico Rossi, vicepresidente della Regione Marche, e Simona Meloni, assessore alle Politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria. Aldo Berlinguer, coordinatore del Laboratorio Eurispes sull'Insularità e le Aree Interne, introdurrà i lavori, che si articoleranno in tre sessioni dedicate alle politiche, alle esperienze e all'analisi del valore dei territori.

La prima sessione, "Agricoltura come infrastruttura pubblica", vedrà il confronto tra Alessandro Taddei, presidente di Cia-Agricoltori Italiani delle Marche, Maurizio Gambini, sindaco di Urbino e imprenditore agricolo, Alfonso Morelli, direttore generale di ARPA Umbria, Pietro Tapanelli, dirigente del Settore Politiche integrate di sicurezza, Enti locali e BURM della Regione Marche, e Tiziano Consoli, assessore alla Tutela dell'ambiente della Regione Marche.

Il legame tra produzioni locali, ricerca e sviluppo sarà al centro della seconda sessione, "Filiere territoriali e valore aggiunto. Innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico". Interverranno Matteo Bartolini, presidente di MedEATerranea, Luca Bianchi, imprenditore agricolo, Valentino Filippetti, sindaco di Parrano, e Michele Michelini, dirigente della Direzione Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Marche.

La terza sessione, dedicata alla "Governance territoriale", riunirà Roberto Di Filippo, presidente di Cia Umbria, Gaetano Martino, professore di Economia ed ex presidente dell'Università di Agraria di Perugia, Alessandro Piccini, presidente dell'Unione Montana Catria e Nerone, Guido Castelli, commissario straordinario per le aree del sisma di Marche e Umbria, e Francesco Baldelli, assessore alle Aree interne della Regione Marche.

Le conclusioni saranno affidate a Gianmichele Passarini, vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani.

Attraverso la consultazione territoriale, Cia intende raccogliere il contributo di chi vive e lavora nell'Appennino, individuando proposte che possano sostenere la competitività delle imprese e rendere possibile la permanenza delle nuove generazioni nei territori rurali. Una sfida che riguarda l'intero Paese: le aree interne rappresentano circa il 60% della superficie nazionale, comprendono quasi la metà dei Comuni e ospitano 13 milioni di abitanti. In questi territori si concentra inoltre il 56% della superficie agricola totale e il 73% del patrimonio forestale.

Contributo a fondo perduto, Cia soddisfattaIl presidente regionale Alessandro Taddei: “Apprezziamo la capacità della Reg...
08/10/2026

Contributo a fondo perduto, Cia soddisfatta

Il presidente regionale Alessandro Taddei: “Apprezziamo la capacità della Regione di ascoltarci, pronti a tavoli di confronto”.

ANCONA – La Regione Marche interviene in aiuto degli agricoltori marchigiani con un taglio di venti cen-tesimi al litro, come chiesto da Cia Marche.
“Apprezziamo tantissimo il fatto che la Regione Marche abbia agito concretamente per farci riconoscere questo contributo a fondo perduto di venti centesimi al litro – afferma il presidente Cia Marche Alessan-dro Taddei - Ne avevamo parlato con il Presidente Acquaroli in un incontro che si svolse a metà settem-bre e nel quale il presidente è riuscito a capire il problema di noi agricoltori con il credito d’imposta. Di ta-le credito, che compensa le tasse, non possono usufruire tutte le aziende. Un’impresa che non ha dipenden-ti difficilmente a compensare il credito d’imposta del gasolio. Nelle Marche possono usufruirne al massimo il 15% delle realtà legate all’agricoltura. Abbiamo chiesto, come Cia, che il presidente ne parlasse anche a livello nazionale, perché è bene sempre far conoscere anche al Governo nazionale le problematiche areali. Siamo quindi soddisfatti per la decisione della Regione Marche e restiamo, come il presidente Acquaroli sa, disponibili a partecipare a tavoli di confronto operativi, in cui trovare soluzioni concrete e alle quali possiamo dare il nostro fattivo contributo”.

Indirizzo

C. So Stamira, 29
Ancona
60122

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 18:30

Telefono

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