
08/08/2025
È NATO IL DISTRETTO DEL CIBO "GRAN_DE' MARCA": UN FRONTE COMUNE PER IL GRANO DURO MARCHIGIANO
Ancona ha ospitato la presentazione ufficiale del Distretto del Cibo "Gran_de' Marca", un'iniziativa volta a valorizzare l'eccellenza del frumento duro marchigiano e a rafforzare l'intera filiera cerealicola regionale. L'evento ha visto una partecipazione significativa, con interventi di spicco tra cui l'assessore all'Agricoltura Andrea Maria Antonini, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l'eurodeputato Carlo Ciccioli, il vicesindaco di Ancona Giovanni Zinni e il vicepresidente nazionale della CIA - Agricoltori Italiani, Matteo Bartolini.
Il progetto, promosso fin dall'inizio dalla CIA Marche (rappresentata da Alessandro Taddei), ha coinvolto attivamente le principali organizzazioni agricole regionali: Liberi Agricoltori Marche (con Moreno Paolucci), Confagricoltura Marche (attraverso Antonio Trionfi Honorati), Copagri Marche (con Riccardo Tassi) e Comitati Agricoli Marchigiani/Campi (rappresentati da Michele Pirani). Questa unione di intenti è stata definita un "buon punto di partenza per l'agricoltura marchigiana", dimostrando che "quando si tratta di valorizzare il territorio e sostenere i produttori locali, le differenze si azzerano di fronte all'interesse comune." Le organizzazioni hanno espresso unanime sostegno agli obiettivi del distretto.
Il Distretto del Cibo "Gran_de' Marca", che ha nell'agricoltore Marino Mosconi il soggetto capofila, si estende su tutto il territorio marchigiano. Il cuore produttivo si concentra nell'area sud della provincia di Ancona e nella parte collinare del maceratese, con ramificazioni significative nel fermano, ascolano e pesarese.
Il riconoscimento del distretto apre le porte a importanti strumenti finanziari. Tra questi, i bandi della Misura della Cooperazione per lo sviluppo rurale locale, i Contratti di Filiera e di Distretto del MASAF, e i fondi regionali. La Regione Marche ha già stanziato 100.000 euro attraverso la LR 23/2023 per sostenere l'avviamento di nuovi distretti del cibo, con un focus sul benessere e la qualità della vita.
Il presidente Regionale della CIA Alessandro Taddei ha sottolineato come queste risorse permetteranno di avviare progetti volti a valorizzare la produzione locale, caratterizzare l'areale di origine del frumento duro marchigiano e migliorare qualità e tracciabilità. Si auspica la creazione di una rete collaborativa per potenziare le competenze, sviluppare contratti di filiera e promuovere un marchio distintivo regionale. "Questo distretto rappresenta un'opportunità concreta per i nostri associati di accedere a nuovi mercati e valorizzare al meglio le proprie produzioni", ha dichiarato il tavolo delle organizzazioni agricole, evidenziando la "maturità del comparto agricolo marchigiano e la capacità di fare sistema quando si tratta di progetti strategici per il territorio."
Come evidenziato dal Vicepresidente nazionale della CIA - Agricoltori Italiani, Matteo Bartolini, è fondamentale aumentare la consapevolezza dei consumatori sul valore delle produzioni locali. Bartolini ha citato esempi virtuosi, come l'iniziativa umbra in cui i consumatori si sono uniti per sostenere i prodotti del territorio, creando una filiera più equa.
L'assessore Andrea Antonini ha ribadito in apertura dei lavori che "L'agricoltura marchigiana sta vivendo una fase di grande trasformazione e innovazione. Progetti come 'Gran_de' Marca' dimostrano che i nostri imprenditori agricoli sanno guardare avanti, puntando su qualità, sostenibilità e collaborazione." Ha inoltre evidenziato come "il coinvolgimento dell'intera filiera, dai produttori ai trasformatori fino ai consumatori, garantisce un approccio integrato che può davvero fare la differenza sui mercati."
Il presidente della Giunta regionale ha concluso i lavori affermando che "Questo distretto non è solo un progetto economico, ma un investimento sul futuro delle nostre comunità rurali, sulla tutela del paesaggio e sulla valorizzazione di un patrimonio produttivo che ci rende unici. La Regione continuerà a sostenere iniziative di questo tipo, che rappresentano la strada giusta per uno sviluppo sostenibile e radicato nel territorio, guardando in particolare al contributo dei giovani agricoltori."