One Step Beyond

One Step Beyond Escursioni guidate a piedi, con le ciaspole e in bicicletta principalmente nel territorio delle prov

Escursioni a piedi e in bicicletta
nel territorio unico delle provincie di Arezzo, Siena e Grosseto attraverso l’incredibile varietà di paesaggi di questa parte di Toscana che più è rimasta a misura d’uomo
La scopriremo attraverso l’avventura in natura, la magia della storia, la bellezza dell’arte e la bontà dei prodotti tipici e la cucina tradizionale, con serenità, benessere e divertimento
Inol

tre CIASPOLATE per immergersi nel silenzio di foreste e crinali immacolati…
…e TREKKING URBANO alla scoperta di scorci particolari su percorsi meno conosciuti dal turismo di massa, per visitare le nostre splendide città d’arte

Sono disponibili escursioni personalizzate per tutti I tipi di gruppi dai bambini agli anziani, dalle famiglie ai singles e anche per persone diversamente abili. Per vedere il programma dettagliato vai su : www.unpassoltre.it contattami cell. 340693515, [email protected]

26/08/2026

LA RAZZA BOVINA DELLA VAL DI CHIANA
“La razza bovina che è stata generalmente accettata come la migliore, accoppiando in sé i vantaggi derivanti da una buona produzione e la utilità di un efficace lavoro, è la razza della Valle della Chiana.
E questa razza e tanto più apprezzabile inquantochè col subire quasi naturalmente quelle modificazioni che sono necessarie a seconda delle località ove viene importata, si rende tanto più adatta alla lavorazione dei terreni anche più forti e tenaci di quelli ove ebbe origine prestandosi facilmente ad estendere sempre più il sistema di lavorare la terra con le vacche.”
Tratto da: “Primo congresso degli allevatori di bestiame della Regione Toscana” (anno 1879)

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26/08/2026

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Prima del filo spinato, il confine di un campo non si comprava. Si costruiva, e nei casi migliori era vivo.

La tecnica più raffinata è nordeuropea e porta nomi che in italiano non abbiamo: plessage in Francia, hedge laying in Inghilterra. Il gesto è di un'ingegnosità notevole. Invece di tagliare l'arbusto, il contadino lo incide a metà spessore vicino a terra, senza mai spezzare del tutto il fusto. Poi corica il ramo in orizzontale e lo intreccia attorno a dei pali, come si intreccia un cesto.

Il punto geniale è che la pianta non muore. La ferita cicatrizza, la linfa continua a salire, e il ramo coricato ributta con più vigore di prima. Il risultato è una recinzione interamente viva, un intrico così fitto che nessun animale lo attraversa.

E in Italia

Qui la storia è diversa, e vale la pena raccontarla per quello che è.

Gli atlanti linguistico-etnografici hanno mappato le siepi italiane distinguendo la siepe morta dalla siepe viva, e registrando le varianti a intreccio di rami e di canne, le stecconate, le stanghe incrociate. Ma la stessa mappa annota una cosa decisiva: scendendo da Nord verso Sud la siepe si semplifica, e viene sostituita dal muricciolo.

L'Italia il confine vivo lo ha avuto, ma non ovunque. Dove il clima e il legno lo permettevano si intrecciava; dove la pietra abbondava e l'acqua no, si costruiva a secco. Sono due risposte alla stessa domanda.

Quello che invece è italiano fino in fondo

Il codice civile, all'articolo 898, disciplina la comunione di siepi: la siepe di confine si presume comune ai due fondi. E la giurisprudenza è arrivata a stabilire che un comproprietario non può pretendere di sostituire la siepe viva con una siepe morta contro la volontà dell'altro.

In Italia la siepe viva non è solo un manufatto agricolo. È un istituto giuridico, protetto in quanto vivo.

22/08/2026

L'Asino come Guardiano del Gregge: cosa è vero e cosa no

L'idea che un asino possa difendere un gregge di pecore o capre è antica, e in parte è vera. Ma per intero la realtà è più sfumata.

Ciò che è vero. L'asino ha un'avversione innata verso i canidi ed è molto attento. Davanti al pericolo non fugge: si pianta, raglia, mostra i denti e tira calci mirati. Senza addestramento può tenere lontani singoli cani randagi e volpi da un gregge piccolo e ben visibile. Il suo raglio è tra i suoni più forti della campagna e avverte a distanza. Vive a lungo, trent'anni e oltre.

I tre limiti da conoscere.

Primo, il lupo. Contro il lupo l'asino non è efficace. Non esistono studi che dimostrino che protegga un gregge dai lupi: non riesce a scacciarli e può diventare lui stesso preda. Dove il lupo è tornato, lungo l'Appennino e sulle Alpi, la protezione migliore resta quella nota: recinzione elettrificata anti-lupo, cani da guardiania come il pastore maremmano-abruzzese e il ricovero notturno. L'asino è al massimo un complemento contro i cani, non una risposta al lupo.

Secondo, l'alimentazione. Si dice che l'asino viva di ciò che il cavallo rifiuta: è vero nel deserto. In Italia, su un pascolo ricco e primaverile — troppo proteico ed energetico per un animale del deserto — quello stesso pascolo diventa un pericolo: causa malattie metaboliche, prima fra tutte la laminite (podoflemmatite), dolorosa e spesso fatale. L'asino ha bisogno di foraggio povero, fieno e paglia, non del pascolo grasso delle pecore.

Terzo, la gestione. Gli asini sono animali del deserto sensibili all'umidità: i prati bagnati favoriscono il marciume del fettone. Servono ricovero asciutto, acqua sempre disponibile e cura regolare degli zoccoli dal maniscalco. C'è poi un dilemma reale: come guardiano funziona solo un singolo asino castrato o una femmina legati al gregge, ma un asino solo contraddice il suo benessere, perché è un animale sociale e soffre in solitudine. Con un secondo asino, i due si legano tra loro e ignorano le pecore. Benessere e funzione di guardia, quindi, quasi sempre si escludono.

La conclusione. Un asino tenuto da solo a fare la guardia su un pascolo umido e ricco è quasi sempre un asino gestito male. Chi ama gli asini dovrebbe tenerli per loro stessi, all'asciutto, con foraggio povero e in compagnia dei propri simili, non come sistema di sicurezza.

Nota veterinaria. L'asino è l'ospite naturale del verme polmonare Dictyocaulus arnfieldi. Spesso lo porta senza sintomi e può trasmetterlo ai cavalli, provocando tosse e problemi respiratori. Chi tiene insieme asini e cavalli dovrebbe concordare col veterinario esami delle feci e sverminazioni regolari.

🫏🐑

22/08/2026

di Terenzio Biondi – Nei boschi del Pratomagno le fragoline e i lamponi giungono a maturazione quasi contemporaneamente, nel mese di luglio e agosto. E molti pescatori che frequentano i torrenti del Pratomagno hanno l’abitudine di portarsi dietro, oltre al cestino da pesca, qualche recipiente di...

22/08/2026
31/07/2026

Indirizzo

Arezzo
52100

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